Sì la mia tata si chiama Tv

Lo ammetto vostro onore la mia tata è la tv.

Perchè a volte voglio solo cucinare in pace. Perchè ci provo a portare il piccolo nel seggiolone in cucina ma se non vede abbastanza si arrabbia, piange, grida pappa pappa. Se lo metto giù urla, piange e grida pappa pappa, chiede di essere preso in braccio. Allora attacco Nemo e nelle pause sto con loro sul divano, li abbraccio e commentiamo riguardo la cattiveria di Bruto.

Perchè a volte sono stanca, triste o loro sono particolarmente agitati e io impazzisco. Allora ci mettiamo tutti a guardare Inside Out con i suoi ricordi bass come li chiama Ricky e io mi riposo un pochino, mi riprendo.

Perchè a volte devo andare a prendere qualcosa in macchina che mi sono dimenticata che scongela o che so io arriva il postino e allora per essere sicura non vaghino per la casa metto Dragon Trainer e faccio a due a due gli scalini per scendere e salire con la spesa.

Perchè non avrebbe senso prendere una tata per circa due ore al giorno totali, in momenti non ben precisati infondo no? Perchè ci sono giorni che passano lievi e altri che invece sono pesanti. Perchè a volte è vero forse vedono troppi cartoni, ma altre non ne vedono proprio.
Perchè comunque io sono sempre lì con loro a controllare e commentare.
Perchè i cartoni li scelgo prima io e poi loro, ma non ci sono pubblicità e non ci sono cose brutte o stupide.
Perchè se dico “Basta cartoni, leggiamo un libro?” la risposta è sempre sì.

Perchè una volte c’era il cortile, c’era la famiglia allargata e i bambini non venivano così seguiti.

Perchè ora c’è chi mi dice che no non guarda ancora nulla in televisione, però poi il piccolo viene lasciato al nido tutto il giorno anche se la mamma è casa e non lavora.

Perchè sarà anche vero che si rimbambiscono un po’ davanti alla televisione ma è anche vero che ora i bambini sono iperstimolati, e un cartone può essere un momento per fare una pausa anche per loro o per imparare: stando insieme davanti alla televisione e spiegando, rispondendo alle domande possono ampliare il lessico e scoprire cose nuove.

Ecco!

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A lavoro dopo il parto

E questa Hunziker che fa adirare tutte le mamme: blogger e non?
Certo che a quei livelli tutto è un po’ distorto però anche nella vita reale c’è chi la vede proprio come lei.

Per esempio la mia amica, come prima cosa mi ha detto: “Vedi, dovrebbero prenderla d’esempio quelle donne che si annullano per la maternità! Siamo sempre donne! Abbiamo la nostra vita!”. E’ sempre un punto di vista. Diciamo che però io ho pensato altre cose:

  • beata lei che ha un lavoro
  • beata lei che ha un lavoro che non è pesante
  • certo che è facile con le tate
  • certo che anche con le tate io dopo 5 giorni, stavo ancora cercando di capire chi ero e dove fossi, mentre elemosinavo ore di sonno..

Poi penso che anche avessi avuto un bel lavoro i miei mesi di maternità, più l’aspettativa me li sarei presi tutti , come hanno fatto alcune mie amiche (compresa quella sopra citata). Penso sia ingiusto dover abbandonare ad estranei o nonni un neonato di tre mesi che ha appena capito cos’è il mondo per “farlo crescere a loro”.
Ma ci sono donne che invece non vedono l’ora di mollare il pupo. Come un’amica di famiglia che prima lasciato il lavoro e dopo neanche due mesi si è fatta riassumere, lasciando il figlio a tate e vicine di casa. O come la vicina di casa dei miei suoceri che porta il figlio di tre mesi alla suocera tutti i giorni, che lo riporta lì anche la domenica ed è anche capace anche di dire con aria sollevata: “Meno male che ci sono i nonni!” (tra l’altro guarda caso quel bambino proprio non si attaccava al seno e quindi ha sempre preso latte artificiale.. in questi casi un dubbio viene).
Chissà se il figlio dirà mai “Meno male che c’è la mamma” .

Quello che invece ha detto mia cugina, cresciuta dalla nonna, ora che è mamma a sua volta è stato: “Ma come faceva mia mamma a lasciarmi sempre qui? Io non lo lascerei mai mio figlio potessi!”.
Ora che Ricky ha tre mesi ammetto che svagarmi qualche ora al giorno, rimanendo sicura che è seguito a dovere lo farei anche. Peccato che qui da noi in italia il part time suoni strano e sia anche un po’ retrò.

Un’altra questione è la storia della linea.
Questa ha dell’incredibile, che neanche lo sbarco sulla luna. Ma, e dico, ma dopo il parto non è severamente sconsigliato fare addominali perchè i suddetti muscoli sono separati peggio delle acque di Mosè? Com’è che loro riescono a farli tornare uniti in così poco tempo? Magari glieli rincollano con lo scotch, mentre per le over quaranta useranno il bostick.
Io non ho da lamentarmi, sarà la giovane età come dice qualcuno, ma ho perso tutti i kg in un mese. E nonostante una dieta squilibrata, ricca di grassi e zuccheri, non ho ancora presso nulla, anzi. Però sembra lo stesso mi sia passano un autocarro sopra! Ho le tette pendenti, la pancia a budino piena di smagliature e i capelli a spaventapasseri.

05:00

Questa volta mi sono svegliata e basta, non ho potuto dare neanche la colpa ai vicini, forse un po’ al gatto, ma nel momento in cui ho deciso di alzarmi era fermo e zitto.

Ho deciso di alzarmi perchè non ce la facevo più a stare nel letto, mi annoiava troppo non prendere sonno. Ho deciso di alzarmi anche perchè dopo le varie paranoie del non essere una buona mamma, con l’avvicinarsi del parto sono partite le paranoie da e se ci sono delle complicazioni e alla fine di tutto, torniamo a casa in due e non in tre? Tutta colpa di quegli stupidi programmi sul parto, che una volta, tanto tempo fa mi era capitato di vedere. Come il mio solito (una volta quando ero piccola, ho aperto a caso un librone che stava leggendo mia mamma “Il maestro e Margherita” e ho letto alcune righe: ho beccato, pare, l’unico pezzo dove veniva descritta una scena di mutilazione, una ragazza travolta da un tram perdeva gambe e braccia e moriva dolorosamente…) ho visto una puntata dove una coppia era al terzo parto, i primi due figli però erano morti senza apparente motivo subito dopo essere nati. Questo si salvava è vero e loro tornavano in tre, a casa. Però mi ha lasciato un tarlo che fino ad adesso era in letargo e ora è uscito di nuovo a scavare.

Volevo evitare che la cosa diventasse morbosa, così mi sono alzata e sono andata a guardare un po’ di tv. La programmazione tv italiana della notte ha sempre avuto picchi in salita o in discesa, niente vie di mezzo: o ti ritrovi “Dadada” musicale degli anni che furono, “Casa Vianello”, telenovelas portoricane, il mitico Marzullo con le repliche de “Il cinematografo – si faccia una domanda e si dia una risposta” ; oppure filmoni da prima serata che non si sa come mai passano a quell’ora, telefilm di un certo calibro e programmi divulgativi. Io sono riuscita a scovare una puntata di Desperate housewives appena iniziata, niente male tutto sommato.

Ho mangiato due biscotti che a quell’ora mi viene sempre fame, ma non avevo mai assecondato questo bisogno. Sono tornata a letto e mi sono riaddormentata. Unica nota negativa il cibo che mi si è bloccato nello stomaco. Ovviamente.

Cronaca di una tragedia non annunciata

Fiumi di lacrime, non ho ancora pranzato e sono le due, oggi è una giornata escrementizia ok?

Partiamo da sta mattina, in cui ignara di tutto mi godevo il primo sole primaverile fuori e guardavo telefilm alla tv. Dopo del sesso mattutino e un’abbondante colazione pensavo proprio che la giornata sarebbe continuata tranquilla. Mi sentivo abbastanza in forze per sistemare un po’ la casa e fare due telefonate che dovevo fare da un po’.

Telefona Lui chiedendo un favore (avevo appena finito di fargliene uno) dicendomi che il primo favore non serviva più a niente e che, se potevo dovevo andare a ritirargli una cosa da un cliente così che potesse fare il lavoro in serata. Io dico che se la cosa gli arriva domani non è un problema perchè la gestisco io, ne sono capace gli faccio volentieri quel favore, ma non ho voglia di andare oggi a prenderla. Lui (non ho ancora ben chiaro perchè) lo prende per un affronto, inizia a sbraitare e trattarmi male e (pare) mi chiuda il telefono in faccia (cosa che non aveva mai fatto..), ma ammetto di non essermene neanche accorta perchè avevo già allontanato il cellulare dall’orecchio per chiudere io il telefono in faccia a lui.

Spengo il telefono e chiudo ogni comunicazione come quando avevo 16 anni, ed ero in preda agli ormoni adolescenziali (ma tanto sempre di ormoni si tratta), tiro fuori dalla lavatrice la biancheria e mi viene la malsana idea di chiamare per avere informazioni per il corso preparto. Al consultorio candidamente mi dicono di prenotare, perchè il corso bisogna farlo due mesi prima del parto. Ricordo all’infermiera che sono stati loro a non dirmi che dovevo prenotare, per ben due incontri.. poi chiamo il Cup, che non è una tazza ma un callcenter dove aspetto 5 minuti calcolati sul fuso orario di 4 stati quando finalmente un’altro imbecille mi risponde. Non ci sono posti per maggio al mio ospedale e in nessun altro centro nel raggio di 20km. Allora ringrazio e provo a richiamare nella speranza di trovare un’altro tizio a cui dire invece di cercare qualcosa ad aprile. Dopo altri 6 minuti di attesa intercontinentale, mi risponde uno molto più preparato e mi conferma l’assenza di posto, ma è sensibilmente dispiaciuto, tanto che gli spiego quello che è successo al consultorio. Lui prova a cercare una soluzione, ma non trovandola mi dice: io intanto le prenoto qui anche se è a maggio e non riuscirà a finire gli incontri, però lei provi in altri ospedali che noi riusciamo a vedere solo una zona, agli altri non abbiamo accesso. Richiamo il consultorio e l’infermiera candida mi dice: evvabbè non importa se non finisce gli incontri. Io le spiego che comunque sta dall’altra parte di dove abito io e mi è scomodo, le faccio presente di nuovo che non mi era stato detto di prenotare e che il prossimo incontro al consultorio è fra quasi un mese. A questo punto si deve essere sentita in colpa perchè mi dice che prova a vedere se si libera un posto al mio ospedale e nel caso mi chiama. Mi ritrovo comunque piangente, poi finalmente mi tranquillizzo un po’, se non altro per principio, così decido che avrei cercato in altri ospedali più tardi nel pomeriggio.

Mi chiama Lui a casa (che dopo 4 ore si è accorto che sono irraggiungibile altrove), per scusarsi, dando comunque la colpa a me per la litigata. Le lacrime partono di nuovo, io gli spiego che non gli stavo dando contro, ma semplicemente gli dicevo che l’avrei fatto io domani, non credo di averlo convinto del tutto, ma tra la voce stridula e le lacrime a fiotti che disturbano la telefonata, lui si scusa più volte. Mi fa promettere di accendere il cellulare di nuovo e dice che mi avrebbe richiamato poco dopo. Vorrei pranzare visto che era l’una e mezza ormai, ma mi ricordo di due cose, la roba da stendere e che dovevo pure fare pipì e chissà da quanto non c’ero andata. Mi reco in bagno.

Il bagno ha uno strato d’acqua di 1 cm che arrivato a più di 2 terzi del pavimento e cerca di arrivare alla porta. Non ricordo assolutamente quando avevo aperto l’acqua del bidet al gatto, ma questa è rimasta aperta penso per almeno due ore nelle quali ha guadagnato terreno. Panico, non trovo stracci in giro, cerco in tre posti, le lacrime ripartono, decido con moltissimo dolore di sacrificare gli asciugamani vintage che ci aveva regalato sua madre, così dopo li avrei finalmente relegati a stracci. Mi accorgo che il mucchio di roba da lavare sul pavimento non è riuscita ad arginare molto la diga ma si era comunque inzuppata e ora devo lavarla subito. Così mi sfogo con quei panni sporchi e li uso per assorbire l’ala est del disastro. Faccio avanti e indietro per la casa e recupero tutti gli asciugamani d’epoca della suocera. Trasferisco la roba troppo zuppa nella vasca e cerco di asciugare tutto. Ultimo asciugamano, il bagno è umido ma il peggio è passato, inizio ad asciugare bene il pavimento, ho il fiatone quasi ed ecco: Bum! Testata contro l’armadietto.

Mi parte una manata che fa tremare l’armadietto e un grido di rabbia (che non è da me di solito) infine un pugno al muro alè. A quel punto arrivano i gatti che se prima erano perplessi, ora mi annusano come fossi pazza. Penso al mio piccolo che chissà cosa sta passando lì dentro. Non si muove da sta mattina, probabilmente è preoccupato.

Morale?

  • il bagno è ancora lì con alcuni stracci a terra e forse anche un velo d’acqua
  • devo ancora fare pipì
  • devo ancora stendere la roba fuori
  • devo ancora mangiare
  • devo ancora accendere il cellulare
  • devo ancora sistemare la casa.. o meglio, la casa ora è più incasinata di prima!

 

Edit: l’infermiera colpevole mi ha trovato un posto in un luogo più vicino, il periodo è lo stesso ma meglio di niente. Almeno si è data da fare rimediando in parte il danno iniziale (io volevo vedere il reparto dove partorirò.. e conoscere gente che abita vicino a me. Per il primo punto dovrò organizzarmi diversamente, per il secondo forse così è risolto). Ora sono stanca morta ma devo comunque fare ancora un paio di cose.. Non vedo l’ora sia domani!