Chi è il genitore, chi è il bambino?

Non mi riferisco ai miei figli, ma ai genitori del mio compagno.

Ora che Ricky non sta molto bene da un po’ di giorni, i suoi genitori stanno dando di matto.

Telefonate minatorie sul fatto che non siamo bravi genitori, che non curiamo nostro figlio, che non abbiamo un buon pediatra, che non lo facciamo controllare.

Poi li abbiamo visti e loro sono impazziti perchè, anche se sta migliorando, ho richiesto una dieta semplice. Aggiunto al fatto che era un po’ stanco secondo loro era in fin di vita.

Hanno chiamato la sera dicendo Continua a leggere

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Chi ha paura del raffreddore?

http://appuntidiunagiovanemamma.blogspot.it/2015/01/chi-ha-paura-del-raffreddore.html

Suoceri e suocere 2

Il libro morbido

Ad un certo punto, qualche mese fa, ho fatto presente che di vestiti ne ero piena, mi sarebbe invece piaciuto prendere a Ricky un libro morbido. L’ho buttata lì a mia suocera, la prima settimana non aveva colto, quella successiva si, ma secondo lei non esistevano, lei non li trovava. Un giorno chiama Lui e gli dice che ha comprato un libro per Ricky! Inizia a descrivere il libro: ha tre pagine, parla in italiano e in inglese e ci sono le filastrocche. Qualcosa mi preannuncia che non è un libro morbido, penso sia uno di quei libricini con la storia e i tasti da pigiare per ascoltarla ,su un lato del cartonato. Andiamo a cena da loro ed ecco il libr… no è un giocattolo. Ha la forma di libro, ma le pagine sono di plastica spessa, c’è un pulsantone luminoso che canta a tutto spiano canzoncine fastidiose e dice cose con poco senso come “Il gatto beve il latte” (strana diceria sui gatti del tutto infondata).  Lei tutta contenta spera di vedere in Ricky qualche forma di interessamento.
Io le spiego che per Ricky è troppo presto per questi libri-gioco.  Lei subito non capisce e fa ricominciare le musiche in loop. Finalmente Ricky le fa capire in modo più spiccato che non è interessato a quell’oggetto sbavandoci sopra e allungando le mani su una mela.

Gestione del tempo

Pratica tipica dei nonni è vantarsi dei propri nipoti e in questi tempi di crisi, in cui si fanno pochi figli, il vanto raggiunge i massimi termini. Questo ci sta anche. Lo capisco.
Quello che non capisco è fino a che punto possa arrivare!
I suoi sono disposti a barattare ore in cui il piccolo potrebbe stare con loro per farlo vedere: alla vicina, alla cassiera del crai (che chiede sempre di lui, manco ci conoscesse tra l’altro…), ad un’amica di famiglia invitata a cena il giorno che andiamo noi così vede il bambino!
Fatico anche a credere che le college di mia suocera chiedano in continuazione di lui e si lamentino che non ha foto aggiornate!
E’ anche vero che mia zia pare ammorbare i suoi clienti con le foto di Ricky appena nato.
Sarà che a me non è mai importato molto dei figli altrui.. Forse sono sbagliata io però.
Tornando all’amica di famiglia, dopo la cena (in cui ci si vantava di quanta pappa mangiava Ricky, di come fosse tranquillo, di quanta cacca aveva fatto) Ricky aveva sonno. L’ha rapito il nonno per farlo dormire, cosa che non aveva mai fatto prima, ovviamente il pupo si è messo a strillare. Allora è andato Lui ma oramai Ricky era nervoso, per cui sono andata io e tempo due minuti è crollato.
Dieci minuti dopo arriva la suocera, che lo fa svegliare camminando malamente sul parquet vecchio e cigolante, ma il piccolo stanchissimo crolla di nuovo. La suocera come da tradizione chiede: “Dorme?” e poi mi chiede di tenerlo lei mentre dorme.
“Ma no, c’è la tua amica! Stai pure con lei!” le ho detto con fare benevolo.
Chissà forse ha capito che il vantarsi ha un prezzo?

Papaveri e papere

Eccoci qua per un’altra elettrizzante rubrica! Non ci sarà cattiveria nelle mie affermazioni, non sono queste le cose che mi danno veramente fastidio.  Saranno solo piccole polemiche su atteggiamenti infantili, ingenui o retrogradi dei miei suoceri (e non solo).

Questo primo spazio è dedicato alle Funzioni vitali:

Il sonno

Forse ne avevo già accennato altrove, ma il sonno per i miei PP è un mistero. Sarà che Lui da piccolo aveva “scambiato il giorno per la notte”, sarà che non si ricordano più niente ma ho sentito frasi come:
“Ma non ha già dormito oggi?”
“E se si sveglia, che fa?”
“DORME????” gridato in coro da entrambi a mezzo centimetro dalla faccia di Ricky che ovviamente si sveglia.
“Ma lo lasci al buio?” …beh ammetto che volendo questa cosa non tutti la sanno, ma io comunque non ci credo a Lui abbiano tenuto la luce accesa da quando è nato, mentre dormiva. Ho così spiegato loro che la paura del buio si sviluppa più avanti, ora anzi lo preferisce perchè in pancia luce non ce n’era..
“Ah ma si è addormentato?” quando è stanco in genere sì, la cosa entusiasmante è che si stupiscono sia se si addormenta di botto dopo tre secondi di ninna nanna, sia se invece ci vogliono 20 minuti perchè magari era particolarmente agitato e piange pure un po’: “Ma perchè fa così??” “Eh, è stanco” “E piange??” “Si deve scaricare” sguardo perplesso del nonno.

Il cibo

Hanno passato il primo mese a chiedere se mangiava, non si sa bene perchè, forse gli ha traumatizzati il fatto prendesse sia biberon che seno, ora che orgogiosamente sto togliendo il biberon..quasi spiace, “Ah beh si sta crescendo…” e si stupiscono di questo prodigio che è il latte materno “Avrà più vitamine” uhm..
La domanda principe comunque resta: “Ha mangiato?” o “Deve mangiare?” …vorrei rispondere (e una volta l’ho pure fatto) “Tanto mangia ogni tre ore, se ha mangiato mangerà comunque fra poco..”.
E la cosa fantastica è che quando poi ha fame davvero.. il bambino sparisce! Io dico “Penso abbia fame” e la nonna lo sequestra facendogli fare il giro della casa. Quando poi inizia a piangere (e ovviamente non riesce a consolarlo) inizia a dire “Cosa c’è, cosa c’è?” a quel punto lo prendo di peso, lo attacco lui smette e senti in lontananza “Ah aveva proprio fame”.
Sulla questione svezzamento invece, prima c’erano frasi come: “Ma perchè non lo svezzi a tre mesi??”  con me allibita che rispondevo “Che io sappia non si  da niente fino ai sei, al massimo un po’ di frutta.” ora, che hanno interrogato la parente pediatra “Così sappiamo se la tua pediatra lo tratta bene.” (della serie altrimenti ci arrabbiamo) dicono a gran voce “No niente di niente fino ai sei mesi!!!!”. E sono sempre io la cattiva… visto che gli ho fatto assaggiare un po’ di frutta.

La veglia 

Inizialmente era un tripudio di frasi urlate (manco fosse sordo) e rumori forti fatti battendo le mani violentemente, sbattendo cucchiai e via dicendo. Poi la nonna ha scoperto un sonaglino musicale. Che tra l’altro dovrebbe essere bandito perchè spara a non so quanti decibel le musichette e ogni volta temo lo diventi… sordo!
Dopo tutto questo rumore abbiamo provato a spiegargli che ci potevano pure parlare al piccolo che lui ascoltava e a volte faceva pure un ghe di risposta. Per fortuna questo li ha un po’ calmati..ma il sonaglio è sempre in agguato.
Altra storia è la posizione assunta del piccolo. Tendenzialmente coi PP è in braccio. Stop.
Ultimamente che è più attivo e adora sgambettare abbiamo notato che se non lo fa per troppo tempo diventa (giustamente) nervoso, per cui abbiamo provato a dire: “Provate a lasciarlo un po’ sul letto così si può muovere un po’”. Si farlo lo fanno, bisogna solo ricordarglielo tutte le sere almeno un paio di volte a sera.. per poi sentirsi dire, mentre lo prendono in braccio “Sah ti tiro su che tu ti annoi a stare sempre a pancia in sù”.
Di contro quando gli abbiamo fatto vedere che stava a pancia in giù, quella sera è stato tenuto quasi sempre a pancia in giù o in ‘piedi’ lasciandolo puntare i piedi sul divano o sul tavolo. Ad un certo punto è arrivata la nostra raccomandazione “Non tenetelo però troppo su per le anche / Non tenetelo troppo giù che si stanca”.

Pipì/Cacca

Su questo fronte c’è sempre stata curiosità, il momento del cambio era inspiegabilmente il momento delle foto!
Avevo tutti e due i PP attorno, che scattavano foto e monitoravano il cambio. Finchè un giorno ho detto: “Vuoi cambiarlo tu?” a lei che ha risposto che non sapeva bene come fare. Le ho fatto vedere. E gliel’ho lascio fare quando c’è pipì, al momento.
La crocchia del cambio è scomparsa per fortuna.

Di contro mia madre invece si entusiasma a farlo! Appena dico: “Dovrei cambiarlo” lei si fionda e lo fa.

La sua famiglia e altri animali

La festa del complimese

Ero terrorizzata da questa festa, un assembramento di nonni e bisnonni intorno al mio piccolo, dopo due notti insonni e stress a non finire. Lo stress aveva causato nuovi dubbi “Sono abbastanza mamma? Sono credibile come mamma? Ma gli voglio bene? Ecc..” che non avevano aiutato ad alzare il mio umore.

Arriviamo e il mio piccolo mi aiuta dormendomi addosso, così posso coccolarlo ancora un po’. Ai primi segni di sveglia lo porto in camera a cullare, memore dell’esperienza della settimana prima quando Sua madre al primo vagito me l’ha letteralmente strappato di mano portandolo dalla parte opposta della casa.
Ma lui alla fine si sveglia e reclama cibo. La poppata è con l’artificiale quindi Lui prepara il biberon e io vado in salotto così da stare tranquilla. Il piccolo mentre ciuccia piange perchè si ingolfa, Sua madre viene di continuo a controllare. Quando torno in cucina scopro che neanche la sedia mi hanno messo e mentre vado a prendermi la pizza sento qualcuno che dice “Non so perchè doveva nascondersi per dargli da mangiare..”, faccio finta di niente. Appena arriva il pupo post-ruttino vuole subito prenderlo Suo padre, fa il grande uomo perchè sta bravo con lui …io penso che son capaci tutti a far star bravo un bambino cullandolo e tenendolo in braccio.
Il bambino da lì fa il giro delle braccia di tutti. Sta bravo.
Le bisnonne se lo contendono e successivamente fanno a gara a chi ha avuto più figli (vince la mia 4 a 2).

Uno sguardo dall’esterno

Finalmente (non ricordo neanche più per quale grazia divina) torna tra le mie braccia. Il pupo inizia a guardarmi. E mio padre (tipo di poche parole serie e tante spiritose) mi guarda e dice: “Guarda com’è tranquillo ora, prima anche se stava bravo guardava in giro e si muoveva tutto!”.
Non ci avevo fatto caso da sola, ma quando me l’ha fatto notare era innegabile. Il pupo tra le mie braccia si era rilassato. Da lì la serata è stata in discesa, grazie a questa nuova consapevolezza. Poi c’è stato il cambio del pannolino davanti ai genitori di Lui che cercavano di scovare ogni mio errore: “Hai la crema per i culetto?” si, “Ma non gli tagli le unghie?” no, le limo, ci hanno detto di fare così, “Ma poi si graffia!” ho detto che le limo, ma poi, lo vedi graffiato? “Uh guarda guarda che si tiene alle mani e si tira su!” stavo per spiegare che quello è uno dei primi test che fanno (argomento interessante, anche perchè ha preso dei bei voti) ma tanto non mi ascoltavano neanche. E’ arrivata la torta, altro giro tra i parenti per le foto, dopo quella di gruppo il cucciolo inizia a sbadigliare, così mi metto al buio a cullarlo, ma nessuno sembra far caso a far silenzio o a lasciarmi al buio. Anzi sembro la cattiva che vuole farlo addormentare.

Il pupo però mi da di nuovo una mano, era talmente stanco che in tre secondi è crollato, io ho passeggiato ancora un po’ e poi mi sono messa fuori con lui in braccio. Tutti sono rimasti un po’ delusi che dormisse di nuovo, ma io ero orgogliosa di averlo avuto con me per molto più tempo rispetto al solito, ero orgogliosa di essere riuscita a seguire i suoi bisogni anche se gli altri non volevano.