Reborn

I sei mesi per un bambino sono come una nuova nascita. Almeno per il mio.

Se abbiamo detto addio alle colichette, ai problemi di fare la cacca liquida, di imparare a ciucciare e di annoiarsi..
Ora diamo il benvenuto alla preparazione dei denti, alla cacca dura, a imparare a mangiare cose nuove e alla troppa stimolazione. Insomma, se avevamo trovato un equilibrio, ora si è rotto.
A questo ci aggiungiamo che ci siamo trasferiti e non capisce più dove siamo, e lo svezzamento, giusto per arricchire un po’ lo scenario. In soldoni non dormo più di 3 ore di fila da una settimana, e prima c’erano i terrori notturni (ovvero incubi tremendi che gli sconquassano il sonno facendolo piangere fino a diventare rosso, ma dato che lui sta dormendo non lo si riesce a consolare), e poi a questi si sono aggiunti i risvegli ripetuti, sempre piangendo, ma questo pianto si consola in fretta. E se prima tiravo fiato di giorno, ora neanche più quello, oggi avrà dormito un’ora e mezza in tutto il giorno. Ho la schiena distrutta. Sono stanca e anche un po’ preoccupata per l’avvenire.

 

Insomma crescere è una fatica, per lui che deve imparare sempre cose nuove. Per noi genitori che dobbiamo trovare rimedi dove a volte non vediamo neanche il problema.
Chiudo citando uno scambio di messaggi con un’amica:

“Ma la tua quando mette i denti come si comporta? Ormai sono notti che non dormo, si sveglia di continuo. A volte è inconsolabile, smette solo se lo attacco al seno, ma ieri anche dopo averlo attaccato piangeva!”

“La mia sai non ha mai dormito nè di giorno nè di notte.. non so se sono i denti, il fatto che non fa più la cacca, ma lei ora vuole solo stare in braccio attaccata al seno. Tipo ora la sto odiando: i pochi minuti liberi li ho usati per fargli la minestrina con tutte le cose fresche comprate apposta. Ho provato a dargliela. 2 cucchiaini e poi è iniziato il lamento!”

“Anche ricky fa così, però poi alla fine (dopo canzoni, filastrocche e distrazioni varie) la finisce tutta. Fino alla settimana scorsa mangiava tutto!!”

“Mi sembra di essere tornata indietro invece di andare avanti.”

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Cose che vi stupiranno del vostro pupo

  • la quantità di cacca prodotta
  • la tremenda puzza delle sue tenere “scorreggine”
  • la profondità dei suoi rutti
  • la delicatezzza dei suoi primi gorgoglii contrapposta all’acutezza dei suoi pianti
  • la forza del suo corpo
  • la sua resistenza al sonno

L’allattamento mistico

Allattare esclusivamente è una pratica che eleva la donna a eroina stoica nel dolore e nella fatica. Io vi ammiro moltissimo, vi vedo lontane come una chimera ma so che ci siete!

Che poi immagino per voi sia comunque più facile rispetto come mi immagino io un allattamento esclusivo (secondo le mie proiezioni i miei capezzoli ad un certo punto cadono spontaneamente dopo l’ultima sfiancante poppata). Ma allattare comporta prima di tutto sacrificare ancora l’alimentazione junk food per una dieta più equilibrata, in secondo luogo sacrificare il proprio corpo e le proprie energie. Senza contare che l’allattamento a richiesta sacrifica anche il tempo.
[E mi raccomando ricordatevi di tenere tutto a portata di mano: fazzoletti, acqua, libro, telecomando, telefono… perchè non vi potete muovere per mezz’ora un’ora all’inizio e il tempo senza supporti non passa mai!]
Il problema dell’allattamento esclusivo materno è che non sai mai quanto ha mangiato. Ma pare che se bagna sei pannolini al giorno si è a cavallo. Se poi prende anche peso e cresce nei ha la conferma ufficiale.

L’esclusivo fatto di artificiale ti dà la grande certezza di sapere quanto e come mangia. E la cosa pare far felici non solo i genitori, ma sopratutto i parenti. Inoltre con l’artificiale è più facile regolarizzare i pasti e dare meglio un ritmo sonno/veglia. Unico neo dell’artificiale è capire qual’è quello migliore per tuo figlio..prezzo a parte.
[Altri problemi dell’artificiale sono i tempi di preparazione (niente pronto tetta immediato, ma scalda, dosa e miscela), e lavaggio e sterilizzazione del biberon. E per finire dare il biberon implica l’utilizzo di entrambe le mani, non c’è scampo.]

Poi c’è questa cosa fantasiosa e masochista che si chiama allattamento misto, e qui ci sono due scuole di pensiero:

  • lo allatti poi somministri un’aggiunta (e qui si aprono due strade, quella della doppia pesata, e quella del “vado a caso”)
  • qualche poppata la dai tu e per altre somministri interi biberon (anche qui pare vigere il caso)

in ogni caso è molto difficile da gestire, perchè combina pensieri e paure di entrambi i metodi di allattamento, più altri: non sai quanto prende da te (pare che la doppia pesata non sia proprio affidabile), non sai bene quanto dare di artificiale e a ogni problema intestinale o di inappetenza ti chiedi se devi cambiare latte, o se sei tu ad aver mangiato qualcosa che non va!

L’altalena

Ci sono sentimenti contrastanti che nascono qualche settimana dopo la nascita del tuo bambino. Dopo insomma che si torna a casa propria e si vorrebbe inconsciamente tornare alle proprie abitudini.

Da un lato si prova un incredibile senso di protezione: non vuoi che pianga non tanto perchè è fastidioso sentirlo, ma perchè non vuoi che stia male (sopratutto per certi tipi di pianti disperati). Dall’altro lato quando proprio non c’è verso di farlo calmare vorresti solo gridargli di smetterla, chiuderlo in camera e andartene. A volte fai soltanto una delle tre cose, per poi pentirtene subito dopo.

Da un lato vorresti cullarlo e stringerlo per dargli tutto il tuo amore. Dall’altro al 10° giro della ninna nanna, inizi ad avere problemi a ricordarti quale strofa hai cantato prima, per cui la successiva la scegli a caso, rischi di cadere ad ogni giro della micro stanza in cui ci sono una scrivania, un armadio, un letto matrimoniale e il lettino, e finisci per rovinarti gli stinchi contro i bordi del letto mentre pensi, in successione: “Perchè stai lì tranquillo, sbadigli e non dormi? Questa casa è troppo piccola per tutti e tre! Dovrò fare sta vita per tutto il resto della mia vita??”.

Da un lato non vedi l’ora che dorma, per poter stare tranquilla, riposarti anche solo vagando su internet o guardando un film, coccolarti con il tuo compagno. Dall’altro quando dorme ti senti quasi in colpa, non lo stai curando, cullando, sfamando, coccolando!

Ci sono momenti in cui guardi “la creatura” e pensi quanto sia carino e simpatico (in genere quando è tranquillo e sta sorridendo). Altri (generalmente quando piange e non capisci perchè, oppure quando non dorme) in cui inizi a comprendere i meccanismi che hanno portato madri a buttarsi dal balcone, capisci meno perchè si portino dietro anche i figli però.

Ci sono momenti che ti immagini deliziose scenette sul futuro, o ti godi una passeggiata tutti e tre nel parco. Altri che ti chiedi “Ma cosa avevo in testa quando volevo metter su famiglia??”.

Ogni tanto pensi: “Però dai me la sto cavando bene! il piccolo piange poco, la maggior parte delle volte riesco a farlo stare tranquillo e sereno.”. Il momento dopo pensi:” Sono una madre fallita, appena posso lo sbologno al padre, neanche allattare so farlo tanto bene, e poi cos’è che faccio alla fine? Gli cambio un pannolino? Sai che roba!”.

A volte hai paura di fargli male anche chiudendo il pannolino. Altre volte hai paura di non riuscire a frenare gli scatti d’ira che ti colgono quando sei tanto per cambiare stanca e il picolo tanto per cambiare piange o non si addormentano o tutte e due le cose insieme.

D’altronde citando Trilussa: “L’amore è un’altalena di perdenti se si va pari c’è gia da star contenti.”.

Il linguaggio segreto dei neonati

Questo libro l’ho preso qualche settimana fa, in preda alla disperazione, perchè non lo capivo e perchè non dormiva. Ha uno stile di scrittura di tipo americano, mentre lo leggevo mi sembrava di vedere uno di quei programmi doppiati in italiano, dove però in sottofondo viene lasciato l’audio originale.

Il primo capitolo parla di quanto l’autrice sia brava coi bambini, di quanto il suo metodo sia infallibile e tra un esempio e l’altro ti fa capire quanto il primo capitolo sia totalmente inutile.
Poi c’è un capitolo per ogni lettera della parola che racchiude il segreto del suo metodo, ovvero E.A.S.Y..

L’autrice in soldoni sostiene che è possibile (fin dai primissimi giorni di vita, e su questo nutro qualche dubbio) instaurare una routine flessibile. Ovvero far mangiare il piccolo, poi fare dell’attività (secondo lei un neonato dopo che ha mangiato non ha sonno..) che nel nostro caso va dal cambio del pannolino al bagnetto, e infine farlo addormentare e in quel momento dedicarsi a se stesse.

Ok, nella teoria tutto bellissimo, nella pratica per un neonato lo vedo infattibile.

Ho comunque apprezzato il capitolo sull’allattamento, visti i miei trascorsi, che ho trovato molto aperto. E il capitolo sul sonno, che cerca di trovare una via di mezzo tra chi sostiene di farli piangere allo sfinimento e chi invece accorre al primo vagito. Peccato poi che nella pratica sia comunque sfiancante tornare dal bambino n° volte, prenderlo consolarlo, rimetterlo giù e con buone probabilità tornare 10 secondi dopo. Io ci ho provato con successo la prima settimana, basta però una notte insonne per farti passare la voglia di applicarlo, e finire per tenertelo addosso a cozza vita natural durante, cercando di ricaricare le batterie nei secondi in cui dorme schiacciato su di te.