Ultimi giorni e ultime insofferenze…

o almeno si spera. In questi ultimi giorni sto comprendendo molti atteggiamenti di alcune delle mie amiche che hanno partorito prima di me:

  • sedersi sulla tavoletta dei wc pubblici, io riesco ancora a non farlo, ma inizio a capire perchè si arrivi a farlo.. stare in piedi con la pancia, oltre ad essere massacrante per le gambe, oltre a non riuscire a piegarti come dovresti.. non fa svuotare la vescica. Per cui tu esci dal bagno e dovresti andare di nuovo,
  • dormire è impossibile in qualsiasi posizione, ci siamo giocati anche il fianco sinistro visto che il braccio si addormenta talmente di frequente da avermi traumatizzato il polso..
  • un certo fermento si aggira sottopelle e ti rende mediamente sull’attenti, qualsiasi cosa può farti scattare,
  • di contro cerchi la pace e la tranquillità e ogni altra forma di vita (che tra l’altro vive e si muove ad una velocità maggiore della tua) ti sembra nervosa e scattosa e ti fa innervosire,
  • la mente è sempre più annebbiata,
  • il cibo può diventare l’unica tua attività giornaliera..oltre al fare pipi e al cercare di dormire,
  • non si hanno neanche più desideri precisi, si è in una sorta di limbo in cui non si sa cosa fare per stare meglio e non hai voglia di prendere decisioni: “fate di me quello che volete”,
  • non ci si sopporta neanche più da sole … come fanno a sopportarci gli altri?
  • persino la modella del libro che ho comprato, nelle ultime foto appare gonfia e stufa, con un espressione del tipo “ma perchè ho accettato di farmi fotografare per sto libro???”,

Mi sembra impossibile essere arrivata fin qui.. eppure ci pensavo un anno fa. Siamo passati dal cercare di farlo entrare al cercare di farlo uscire. E, nello specifico, ci stiamo provando con:

  1. tisana alle foglie di lampone (che serve a preparare la muscolatura e ad avere una seconda parte del travaglio più veloce)
  2. sesso (questo dovrebbe far venire le doglie… ma temo lasci il tempo che trova, forse è un’invenzione dei ginecologi maschi per dare un ultimo contentino ai mariti)
  3. massaggi con olio agli oli essenziali di cannella e chiodi di garofano (lo suggerisce il libro citato prima, ma non ho trovato lumi nel web e comunque non sembra dare nessuna grande svolta alla cosa, dovrebbe anche questo far venire le contrazioni)
  4. bagni caldi (che non sortiscono nessun effetto se non quello di farmi venire ulteriormente caldo!)

La pancia

La pancia. Agognata durante i primi mesi, apprezzata nel secondo trimestre e odiata quasi nell’ultimo. Se è grande pesa e stanca, però si che sei davvero incinta. Se è piccola, sei davvero in forma, però magari esce dopo.. Quando è morbida la senti piatta, se è dura ti fa paura. Se è a punta potrebbe essere maschio, no aspetta non era femmina? Se la tocchi ti stacco un dito, se non la tocchi non mi consideri abbastanza. Se ti eccita sei un po’ strano, se non ti eccita ecco lo sapevo sembro una balena.

La pancia.

Nei primi mesi è così: vorresti gridarlo a tutti, ma non ti sembra il caso, così speri che a gridarlo sia la tua pancia. Che invece sonnecchia tranquillamente nel tuo paio di pantaloni preferito, poi magari tira un po’ il bottone, ma a volte capita anche mangiando due piatti di pasta.

Nel secondo trimestre si attende il famigerato coming out della suddetta. Talvolta si fa aspettare, la cosa rende nervosa la gravida media (a meno che non stia nascondendo il fatto al capo..). In questo trimestre, se sfortunatamente ne hai passate tante nel primo, che si veda la pancia ti frega poco. Quello che ti importa di più è riavere una vita. Anche se la speranza che si noti è l’ultima a morire, ma in genere non capita mai. Alla fine di tale trimestre per forza di cose il bimbo trasborda e inizia a notarsi. Sappiate che il lungo inverno non aiuta, e le persone sul pullman non vi cederanno il posto, non perchè sono cafone, ma perchè voi sotto due strati di maglia, e un piumino che si chiude a malapena, sembrate solo una rolatina di maiale e non una donna incinta.

Nel terzo trimestre… beh approfondirò, al momento da altre fonti pare sia solo una gran rottura.

Ora che inizio il terzo trimestre e a me sembra sia cresciuta a di due scatti solo nell’ultima settimana, sento comunque dire che è un pancino piccolo. Che se uno non ci fa tanto caso non sembro incinta. E che “Crescerà comunque, alla fine diventa sempre enorme!”.
Pare che se non hai un cocomero al posto del girovita, non sei “abbastanza incinta”, e pare anche che il tuo parere non conti.

Salterò la storia della sua forma e del sesso del nascituro. Ma parliamo di sesso vero.
All’inizio è quasi tenero, il pancino che appena si vede. Superato un certo limite i casi sono due: o arrapa all’inverosimile il futuro padre, o lo spaventa. Ovviamente a me è toccato il secondo caso.
Già non mi sento sta gran gnocca, in più Lui si frena perchè “L’ho sentito muoversi”:non è possibile; “Ti sto schiacciando?”: se non te lo dico, evidentemente no; “No non scendere così in giù che lo schiacci.”: ma saprò io no?? Poi le posizioni solite sono tutte da rivedere, se prima te la cavavi bene ora ti senti un elefante e non sai come metterti,gira e rigira stai sempre scomoda. Lui non sa come e quanto toccarti (“Ti fanno ancora male i capezzoli?”) …e alla fine la passione un po’ si smonta, o ti smonta.

Per quanto riguarda l’argomento: guardare ma non toccare. Io pensavo davvero, ne ero certa, convinta e ci avrei scommesso 100 euro che sarei stata una di quelle “Non mi va che mi si tocchi la pancia, la pancia è mia, io non tocco la tua, tu non toccare la mia! Fa parte della mia sfera privata, il mio intimo!”. Anche perchè non ho mai e poi mai provato interesse a toccare le pance altrui.
E invece mi sono riscoperta l’esatto contrario! E un po’ quasi mi spaventa.
Una delle prime cose che ho proposto a mia madre (che si è avvicinata riluttante) è stata: “Vieni vieni a sentire i calcetti!”. Poi l’ho proposto a sua madre. Non ho ostacolato degli amici di mia zia (quindi in pratica degli estranei..). E ci ho davvero goduto, lo ammetto, quando mia zia si è praticamente incollata alla pancia, quando mi ha vista a pasquetta.

La situazione è stata divertente in generale, siamo arrivati e si è formata la folla per venire a salutarci (cosa praticamente mai successa), poi varie toccatine di pancia e infine mia zia si è messa a tastare per sentire un eventuale calcio. E io ero lì come un’ebete. Ero lì, con le sue mani appoggiate, mi spostavo seguendola, godendomi l’attenzione. Quell’attenzione, anche se non direttamente rivolta a me, mi gratificava. Giustificava gli sforzi fin’ora sostenuti, legittimava tutta l’intera faccenda. Ebbene, se volete toccarmi la pancia, fate pure, mettiamoci comodi sul divano, volete fare esperimenti? capire se ha i capelli? Di che colore ha gli occhi? La mia pancia è a vostra disposizione.

Cronaca di una tragedia non annunciata

Fiumi di lacrime, non ho ancora pranzato e sono le due, oggi è una giornata escrementizia ok?

Partiamo da sta mattina, in cui ignara di tutto mi godevo il primo sole primaverile fuori e guardavo telefilm alla tv. Dopo del sesso mattutino e un’abbondante colazione pensavo proprio che la giornata sarebbe continuata tranquilla. Mi sentivo abbastanza in forze per sistemare un po’ la casa e fare due telefonate che dovevo fare da un po’.

Telefona Lui chiedendo un favore (avevo appena finito di fargliene uno) dicendomi che il primo favore non serviva più a niente e che, se potevo dovevo andare a ritirargli una cosa da un cliente così che potesse fare il lavoro in serata. Io dico che se la cosa gli arriva domani non è un problema perchè la gestisco io, ne sono capace gli faccio volentieri quel favore, ma non ho voglia di andare oggi a prenderla. Lui (non ho ancora ben chiaro perchè) lo prende per un affronto, inizia a sbraitare e trattarmi male e (pare) mi chiuda il telefono in faccia (cosa che non aveva mai fatto..), ma ammetto di non essermene neanche accorta perchè avevo già allontanato il cellulare dall’orecchio per chiudere io il telefono in faccia a lui.

Spengo il telefono e chiudo ogni comunicazione come quando avevo 16 anni, ed ero in preda agli ormoni adolescenziali (ma tanto sempre di ormoni si tratta), tiro fuori dalla lavatrice la biancheria e mi viene la malsana idea di chiamare per avere informazioni per il corso preparto. Al consultorio candidamente mi dicono di prenotare, perchè il corso bisogna farlo due mesi prima del parto. Ricordo all’infermiera che sono stati loro a non dirmi che dovevo prenotare, per ben due incontri.. poi chiamo il Cup, che non è una tazza ma un callcenter dove aspetto 5 minuti calcolati sul fuso orario di 4 stati quando finalmente un’altro imbecille mi risponde. Non ci sono posti per maggio al mio ospedale e in nessun altro centro nel raggio di 20km. Allora ringrazio e provo a richiamare nella speranza di trovare un’altro tizio a cui dire invece di cercare qualcosa ad aprile. Dopo altri 6 minuti di attesa intercontinentale, mi risponde uno molto più preparato e mi conferma l’assenza di posto, ma è sensibilmente dispiaciuto, tanto che gli spiego quello che è successo al consultorio. Lui prova a cercare una soluzione, ma non trovandola mi dice: io intanto le prenoto qui anche se è a maggio e non riuscirà a finire gli incontri, però lei provi in altri ospedali che noi riusciamo a vedere solo una zona, agli altri non abbiamo accesso. Richiamo il consultorio e l’infermiera candida mi dice: evvabbè non importa se non finisce gli incontri. Io le spiego che comunque sta dall’altra parte di dove abito io e mi è scomodo, le faccio presente di nuovo che non mi era stato detto di prenotare e che il prossimo incontro al consultorio è fra quasi un mese. A questo punto si deve essere sentita in colpa perchè mi dice che prova a vedere se si libera un posto al mio ospedale e nel caso mi chiama. Mi ritrovo comunque piangente, poi finalmente mi tranquillizzo un po’, se non altro per principio, così decido che avrei cercato in altri ospedali più tardi nel pomeriggio.

Mi chiama Lui a casa (che dopo 4 ore si è accorto che sono irraggiungibile altrove), per scusarsi, dando comunque la colpa a me per la litigata. Le lacrime partono di nuovo, io gli spiego che non gli stavo dando contro, ma semplicemente gli dicevo che l’avrei fatto io domani, non credo di averlo convinto del tutto, ma tra la voce stridula e le lacrime a fiotti che disturbano la telefonata, lui si scusa più volte. Mi fa promettere di accendere il cellulare di nuovo e dice che mi avrebbe richiamato poco dopo. Vorrei pranzare visto che era l’una e mezza ormai, ma mi ricordo di due cose, la roba da stendere e che dovevo pure fare pipì e chissà da quanto non c’ero andata. Mi reco in bagno.

Il bagno ha uno strato d’acqua di 1 cm che arrivato a più di 2 terzi del pavimento e cerca di arrivare alla porta. Non ricordo assolutamente quando avevo aperto l’acqua del bidet al gatto, ma questa è rimasta aperta penso per almeno due ore nelle quali ha guadagnato terreno. Panico, non trovo stracci in giro, cerco in tre posti, le lacrime ripartono, decido con moltissimo dolore di sacrificare gli asciugamani vintage che ci aveva regalato sua madre, così dopo li avrei finalmente relegati a stracci. Mi accorgo che il mucchio di roba da lavare sul pavimento non è riuscita ad arginare molto la diga ma si era comunque inzuppata e ora devo lavarla subito. Così mi sfogo con quei panni sporchi e li uso per assorbire l’ala est del disastro. Faccio avanti e indietro per la casa e recupero tutti gli asciugamani d’epoca della suocera. Trasferisco la roba troppo zuppa nella vasca e cerco di asciugare tutto. Ultimo asciugamano, il bagno è umido ma il peggio è passato, inizio ad asciugare bene il pavimento, ho il fiatone quasi ed ecco: Bum! Testata contro l’armadietto.

Mi parte una manata che fa tremare l’armadietto e un grido di rabbia (che non è da me di solito) infine un pugno al muro alè. A quel punto arrivano i gatti che se prima erano perplessi, ora mi annusano come fossi pazza. Penso al mio piccolo che chissà cosa sta passando lì dentro. Non si muove da sta mattina, probabilmente è preoccupato.

Morale?

  • il bagno è ancora lì con alcuni stracci a terra e forse anche un velo d’acqua
  • devo ancora fare pipì
  • devo ancora stendere la roba fuori
  • devo ancora mangiare
  • devo ancora accendere il cellulare
  • devo ancora sistemare la casa.. o meglio, la casa ora è più incasinata di prima!

 

Edit: l’infermiera colpevole mi ha trovato un posto in un luogo più vicino, il periodo è lo stesso ma meglio di niente. Almeno si è data da fare rimediando in parte il danno iniziale (io volevo vedere il reparto dove partorirò.. e conoscere gente che abita vicino a me. Per il primo punto dovrò organizzarmi diversamente, per il secondo forse così è risolto). Ora sono stanca morta ma devo comunque fare ancora un paio di cose.. Non vedo l’ora sia domani!

Un maschietto maschio

Morfologica fatta: va tutto bene, tutto nella norma… ed è un maschietto.

Come hard – Duri a venire?

Sta notte mi sono svegliata in preda ad un sogno a luci rosse. Nel torpore decido se è il caso di metterlo in pratica subito, il mio corpo mi fa sapere che è stanco, sta bene in quella posizione e preferirebbe tornare a dormire, inoltre mi ricordo che Lui è ammalato e aveva pure il mal di testa prima di andare a letto, così lascio perdere.

Cerco di riappisolarmi quando un “Ahh!” riecheggia nel buio silenzioso della camera da letto. “ahh! ahhh!”. Ok forse sono i vicini che si divertono.. (quali poi non so, il nostro palazzo è abitato da loschi figuri).

“Ahhh! ahhh! ahhhhh!” uhm, mo come faccio a dormire? E’ peggio della goccia di paperino, uno poi si fissa ad ascoltare quel rumore, in più qui c’è anche la curiosità sul finale.

Dopo un’altro po’ di ahhh, si inizia a sentire una nuova combinazione di esclamazione e letto che sbatte sul muro: “ahh ahh sì sì”. Ok addio sonno, sono quasi tentata di svegliare Lui giusto per farci quattro risate (nascondendo un po’ di invidia). Passa circa mezz’ora e l’invidia inizia dissolversi per far posto allo scetticismo: ma come cavolo fa? Cioè dopo un po’ si perde sensibilità..(considerando che avranno iniziato ben prima che io mi svegliassi).

Lui si sveglia, mentre si rigira, colgo l’occasione per fargli notare i rumori del vicinato.
Subito ridacchia e sembra tornare a dormire, poi invece noto che è sveglio, anche lui come me, immobile con gli occhi sgranati. Nel frattempo è passata un’altra mezz’ora circa e questi non accennano a smettere. Finalmente una pausa, ma è  un falso allarme.
Lui chiede come sia possibile andare avanti così tanto tempo, non tanto a far sesso, quanto a provare così tanto piacere da dover esternare la cosa al mondo.
Orgasmo all’unisono in cui si sente anche una voce maschile.

Finalmente sarà finita no?

No.

Dopo poco ricominciano.

Poi penso di essermi addormentata per disperazione. E sta mattina quando ci abbiamo ripensato Lui mi fa:
“Certo che te e io a confronto, ora come ora, siamo due mezze seghe..”
“In effetti, io incinta e tu malato, se avessimo provato a competere al massimo saremmo finiti a dire: ‘No! No” e tu di tutta risposta ‘Eh? Ehhh?’.”.

Sob.