Maledetta noia

E poi arriva il giorno che ti accorgi che il tran tran con un pupo… è noioso.

Ancora non mi capacito di come da incinta non mi annoiassi tutto il giorno in casa a non fare niente. Ero pigra e me ne vantavo.

Ora che pigra non posso essere, mi annoio a ripetere mille volte gli stessi gesti col pupo, mi annoio a non poter parlare con nessuno. Mi annoio a stare in casa.. così esco al parco tutti i giorni, ma anche il parco stufa dopo un po’.

Così cerco di organizzare le giornate a blocchi (ritardo l’uscita al parco unica fonte di svago, guardo la gli unici due telefilm in tv che non ho ancora mai visto e rivedo altri due telefilm tra una poppata e l’altra):

Il mattino dopo la prima poppata ci si dedica alla pulizia: naso, occhi, viso. Un sonnellino.
Poi le vitamine, la seconda poppata.
Un po’ di sano svago a guardare il muro o la giostrina, qualche discorso serio “Guh e gne” e infine un’altro pisolino. Io mangio di straforo.
Di nuovo pappa, pannolino e si tenta un pisolo.
Ed ora il grande momento, ci si prepara per uscire! Una volta fuori mi impongo dei piccoli traguardi: una telefonata, sfogliare una rivista, chissà un domani leggere un libro.
Poi a casa, arriva papà, di nuovo pappa, cambio nanna.
Finalmente un po’ di relax mangiando alle 9 mentre guardi la tv ma infondo pensi ad altro.
Crolli a letto, poppata delle tre, quella delle sei la dà il papà, ma tanto sei lì sveglia a sorvegliare…

…no, non ho detto gioia.

Poi arriva il w.e. e quasi ti penti. Perchè se è vero che è noioso vivere per schemi prestabiliti, è altrettanto vero che nel w.e. ti stancherai il doppio perchè:

  • devi dare le istruzioni al papà che è in casa, ma non riesce a gestire il pupo (quindi in pratica oltre a gestire il pupo, gestisci pure il padre -.-)
  • esci e questo sì ti svaga, ma ti sfinisce anche
  • c’è sempre la spesa da fare
  • in giro i ritmi del pupo si sfracellano ed è sempre nervoso
  • le cose da fare si sono accumulate e oltre ad uscire, devi lavare, stirare e stendere

Insomma a conti fatti quasi quasi è meglio la noia, che almeno è rilassante, ormai ti sai gestire anche discretamente bene: capisci più o meno in che fase è il piccolo, rispondi velocemente ai suoi bisogni e riesci a fare le cose tra un pisolo e l’altro (tipo una torta, oppure pulire il bagno) e ti sembra di aver ripreso in mano la tua vita. O almeno un pezzetto.

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Uscita al parco col pupo

Premetto che la borsa contenente il cambio per il pupo e il thermos col latte caldo, era già pronta. Chiavi della macchina e di casa alla mano, pupo al braccio, esco. Con la mano libera chiudo porta e metto l’antifurto.

Scendo 4 piani di scale.

Apro portone, raggiungo macchina.

Apro macchina, deposito pupo su sedile posteriore.

Apro bagagliaio, estraggo passeggino.

Apro (a fatica) passeggino.

Raccatto pupo, che deposito su passeggino, aggancio pupo.

Chiudo bagagliaio, chiudo porta, chiudo macchina.

Sistemo borsa e parto col pupo.

Tempo impiegato: circa 30′.

Faccio il giro del parco che dura si e no 20 minuti, mi annoio e vago per le vie vicine, decido poi di tornare a casa.

Ripeto tutto il blocco precedente, ma al contrario!

A casa do in fretta il biberon al pupo affamato, di straforo mangio anche io un panino improvvisato, perchè ero affamata.

Pupo quietato, svengo sul divano.

Mai fatta così tanta fatica per fare una passeggiata!

Ritorno al futuro

Una volta a casa, diecimila cose cui pensare: i gatti prima di tutto, poi bisognava sistemare la roba dell’ospedale, organizzare gli spazi nel modo più adeguato, mangiare, bere e lavarsi..le piante, la roba stesa e quella da lavare. Dopo un tour de force eravamo a buon punto. Questo cosetto che non sembra neanche nostro, a volte uno se lo dimentica che c’è, altre invece vorresti davvero “darlo alla befana, che te lo tenga una settimana”…

“Eeeehhh!” (mio figlio vocalizza così al momento). Pronto tetta. Lui cicuccia.
“Eeeehhh!” pronto tetta, no, non ne vuoi? Però le manine in bocca? Uhm forse non ce n’è più..

Cavoli, e ora come mi regolo sulle aggiunte?

Inizia così un calvario tra internet, pediatri del consultorio, pediatra suo, mamma, papà, zii e amici. Consigli e nozioni più o meno scientifiche. Tutto questo nelle giornate più calde che ha fatto quest’anno.

Prima decidiamo una via “naturalista” do’ solo il mio latte, poi ci rinunciamo, la sera diamo l’aggiunta e lui ci fa dormire 4 ore tra una poppata e l’altra. Anche il secondo giorno a casa, fila via così.
Dai tutto sommato è facile.

Il giorno successivo però, forse causa caldo, il piccolo si attacca anche per un’ora ogni ora e mezza due. Sono sfinita. Piango per ogni cosa (forse la famigerata caduta degli ormoni?), quando vedo la foto di quando eravamo all’ospedale, quando gli canto la ninna nanna di quando ero piccola, quando Lui mi da un bacio. Passano i miei a darmi una mano e alla fine diamo l’aggiunta più che altro per farmi riposare un po’.
Forse c’è qualche problema Houston..

Passa un’altro giorno delirante (ormai il senso del tempo è vago, ricorda più un puzzle non assemblato, lo sai che i giorni sono uno dopo l’altro, ma non riesci a collegarli tra di loro). Arriva il tiralatte prestato e lo scalda biberon. Il secondo un grande affare! A me iniziano a prudere da morire le smagliature e dopo 15 euro per una crema inutile, ne scrocco una del pupo che sistema la questione. Ma adesso a prudere ci sono le bolle su braccia e gambe, forse dovute al caldo.

Eccoci qui il piccolo ha poco più di una settimana di vita, e sono quasi cinque giorni che è a casa con noi. E siamo ancora in alto mare..
Passa mia zia, che ci fa cadere in una bolla sospesa, lava i piatti, prepara qualcosa per cena, ci dice che dobbiamo rilassarci e fare come vogliamo perchè siamo noi i genitori, e tutti in qualche modo sono cresciuti. Sarà che ha due figli, sarà che è molto giovane e tranquilla. Fatto sta che rimaniamo in questo stato di beatitudine, che ovviamente scoppia poco dopo che lei se ne va..
E da lì la follia pura.

Houston abbiamo un problema!
Ecco di fatto il bambino non ha dormito in modo continuativo, da solo per più di 10 min dall’una del pomeriggio. Addosso a noi forse anche 15min se li è fatti, ma niente di più. Ho tirato fuori la tetta, l’altra, abbiamo sfoderato l’aggiunta che mi ero tirata col tiralatte. Tentato con una doppia dose di artificiale. Niente. Bere beveva (tranne forse l’ultimo biberon di cui non era molto convinto). Abbiamo cambiato pannolini, fatto spugnature con l’amido per rinfrescare. Cantano ninna nanne.
Non avrei mai pensato di arrivare così presto a vocalizzare “Ooooo ooooh”.
E mai e poi mai avrei pensato di farlo, tette al vento.
Abbiamo provato tutte le posizioni del kamasutra dei neonati. Siamo anche ricorsi al cicuccio! Sacrilegio!
Ma niente,
Il massimo che faceva era stare buono ma con gli occhi aperti.
E ormai si erano fatte le 23…

Io continuavo a pensare a quelle buffe cose che ti dicono tipo: riposati quando riposa lui! Si e quando? E sopratutto, quando mangio? Quando mangia lui? no perchè se no non ci siamo con le tempistiche!

Andiamo al pronto soccorso, chi altro chiami se no? In macchina il bimbo dorme, col ciuccio. Tentati di tornare a casa spegniamo un’attimo la macchina. Riparte. Bene allora andiamo.. Preso in braccio, torna a dormire.
Vabbè ormai siamo qui. All’accettazione già ci davano dei matti. Andiamo in pediatria e io spero di non trovare nessuna di quelle che conoscevo. E invece zac! La più antipatica, “Ah si mi ricordo di lei…” dice con tono acido.
Alla visita può andare una persona sola e mando Lui, se no la strozzo.

Il bimbo gode di ottima salute, forse ha solo caldo.

Una volta in macchina piange ovviamente per tutto il tragitto. A casa apro il distributore di latte, lui finalmente si attacca, e si addormenta con la tetta in bocca, io scivolo nel letto e me ne frego per la prima volta degli orari. Lui si sveglia autonomamente ogni 3, 4 ore quella notte.

Samba!

Oggi il pargolo ha deciso di darsi al samba, o forse allo zumba. Bellissimo sentirlo così tanto perchè certi giorni quasi non si sente. E quando si sente sono sicura che sta bene ed è anche molto allegro!

Però.. però.. però, cavolacci, avete presente quando ai concerti si poga? Ecco la sensazione è quella, ma da dentro. Non è carino. All’inzio è curioso, poi è anche divertente. Dopo un po’ ti rompi.

E qui ci sono pure di mezzo le tue budella che non sono molto felici di ricevere tutti quegli spintoni! E come se non bastasse il microbo oggi ha anche scoperto una zona del mio utero che prima ignorava, manifestando il suo interesse per tale area saltellando allegramente su di essa per diversi minuti. L’area in questione è il collo del mio utero, che sembrava sotto un bombardamento, tanto che mi sono sdraiata e immobilizzata e successivamente sono corsa a chiamare esperti in materia, perchè preoccupata di uno sgancio anticipato del pupo. Pare sia normale comunque.