L’amore raddoppia

Ci sono troppe cose a cui far caso a livello di salute, per non aver paura di perdersi qualcosa per strada. Troppe cose che nel tempo si sono scoperte, troppi casi rari, troppi 1 su un milione, ma anche troppi “capita spesso” ed è pure grave.

Quante volte abbiamo sentito “poi uno specialista si è accorto” “poi la mamma ha notato” e la domanda è “e se non noto quella cosa fondamentale??”.

Ora sono preoccupata per il sonno di Ricky che è passato da “fatica ad addormentasi, ma dorme tutta la notte” a “si addormenta facilmente ma poi si sveglia almeno una volta a notte e a volte non si riaddormenta”.

E a varie cose di Andrea che ovviamente essendo ancora bozzolo è più difficile capire cosa passa da solo e cosa è indice di altro.

Mi sembra per esempio avere la testolina non proprio simmetrica oltre a tenerla un po’ più piegata da un lato. Sarà un problema più serio o solo una situazione temporanea dovuta alla postura? Perchè la pediatra non lo nota?

E queste sono le paure del momento ma sono mutevoli, continue, pensavo che avendo due figli mi sarei calmata un po’..

..ma, come l’amore raddoppia, raddoppiano anche le paure!!

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Paura di…

…decidere. Paura di me.

Diceva Elisa in Eppure sentire.

Quando diventi genitore spesso questa è la sensazione che provi. Hai paura di decidere qualsiasi cosa, hai paura di te stesso, delle tue emozioni. Hai paura di sbagliare la temperatura dell’acqua, come hai paura di acconsentire ad un’operazione che gli risolverà un problema creandogliene un’altro. Hai paura che non mangi abbastanza o che mangi troppo. Hai paura di sottovalutare una pustolina sospetta, o di non accorgerti di un comportamento strano.

Gli fai i vaccini che magari non gli serviranno mai a niente, ma col vaccino diventa catatonico o gli rimane il morbillo latente? O non glieli fai e poi si prende la pertosse e ti maledici a vita? O se non succede niente di tutto questo ma si avvelena coi metalli pesanti. O non succede niente di tutto questo e ti investono il giorno che invece del vaccino sei andata a fare un giro al parco??

E’ normale avere paura di scoprire che abbia dei problemi o che gli venga una malattia, si, ma ci sono anche altre paure.

Hai paura di dargli i vizi se lo prendi in braccio quando piange, ma hai paura a farlo piangere troppo. Hai paura che facendolo dormire addosso a te prenda cattive abitudini e che poi non dorma più nel suo lettino, ma quando si sveglia nel lettino piangendo…hai paura che si senta abbandonato.

Hai letto un libro che ti fa sentire in colpa quando lo addormenti in braccio: “vuoi davvero passare i prossimi 10 anni a cullarlo??”, ma non vuoi neanche usare il metodo “fallo piangere finché sviene”. Su un’altro libro ti consigliano di farlo dormire in un ambiente calmo e tranquillo “vorresti dormire nel caos del soggiorno al sole del pomeriggio?”, ma da un’altra parte hai letto “il bambino deve abituarsi ai ritmi della famiglia, non il contrario! quindi non è giusto vivere nel silenzio e al buio solo perchè il neonato dorme”.

Hai paura prenda il vizio di ciucciarsi il dito, ma poi se col ciuccio non si ciuccia le dita, magari non scopre di avere le mani!? Insomma qualunque cosa fai, sbagli. Non c’è via d’uscita. E niente può mandarci più nel panico di sentire pareri di famigliari e amici o leggere i teoremi del bambino sui libri.

Che poi ogni bambino è a se, c’è un’alchimia fatta di bambino e genitore, ma anche di contesto. La stessa famiglia applicherà metodi diversi da figlio a figlio, e non solo perchè uno è il primo e l’altro il secondo, ma anche perchè sono due persone diverse con caratteri diversi, magari la casa è cambiata e ora c’è un giardino e un cane. E questo i libri non lo tengono quasi mai in considerazione…e nemmeno i parenti.

E poi penso anche che se adesso la maggior parte delle volte mi fa piacere rilassarlo in braccio, prima che dorma, perchè non dovrei farlo? Se col tempo diventerà un peso, rimedierò piano piano.. perchè fasciarmi la testa prima di cadere?

 

L’altalena

Ci sono sentimenti contrastanti che nascono qualche settimana dopo la nascita del tuo bambino. Dopo insomma che si torna a casa propria e si vorrebbe inconsciamente tornare alle proprie abitudini.

Da un lato si prova un incredibile senso di protezione: non vuoi che pianga non tanto perchè è fastidioso sentirlo, ma perchè non vuoi che stia male (sopratutto per certi tipi di pianti disperati). Dall’altro lato quando proprio non c’è verso di farlo calmare vorresti solo gridargli di smetterla, chiuderlo in camera e andartene. A volte fai soltanto una delle tre cose, per poi pentirtene subito dopo.

Da un lato vorresti cullarlo e stringerlo per dargli tutto il tuo amore. Dall’altro al 10° giro della ninna nanna, inizi ad avere problemi a ricordarti quale strofa hai cantato prima, per cui la successiva la scegli a caso, rischi di cadere ad ogni giro della micro stanza in cui ci sono una scrivania, un armadio, un letto matrimoniale e il lettino, e finisci per rovinarti gli stinchi contro i bordi del letto mentre pensi, in successione: “Perchè stai lì tranquillo, sbadigli e non dormi? Questa casa è troppo piccola per tutti e tre! Dovrò fare sta vita per tutto il resto della mia vita??”.

Da un lato non vedi l’ora che dorma, per poter stare tranquilla, riposarti anche solo vagando su internet o guardando un film, coccolarti con il tuo compagno. Dall’altro quando dorme ti senti quasi in colpa, non lo stai curando, cullando, sfamando, coccolando!

Ci sono momenti in cui guardi “la creatura” e pensi quanto sia carino e simpatico (in genere quando è tranquillo e sta sorridendo). Altri (generalmente quando piange e non capisci perchè, oppure quando non dorme) in cui inizi a comprendere i meccanismi che hanno portato madri a buttarsi dal balcone, capisci meno perchè si portino dietro anche i figli però.

Ci sono momenti che ti immagini deliziose scenette sul futuro, o ti godi una passeggiata tutti e tre nel parco. Altri che ti chiedi “Ma cosa avevo in testa quando volevo metter su famiglia??”.

Ogni tanto pensi: “Però dai me la sto cavando bene! il piccolo piange poco, la maggior parte delle volte riesco a farlo stare tranquillo e sereno.”. Il momento dopo pensi:” Sono una madre fallita, appena posso lo sbologno al padre, neanche allattare so farlo tanto bene, e poi cos’è che faccio alla fine? Gli cambio un pannolino? Sai che roba!”.

A volte hai paura di fargli male anche chiudendo il pannolino. Altre volte hai paura di non riuscire a frenare gli scatti d’ira che ti colgono quando sei tanto per cambiare stanca e il picolo tanto per cambiare piange o non si addormentano o tutte e due le cose insieme.

D’altronde citando Trilussa: “L’amore è un’altalena di perdenti se si va pari c’è gia da star contenti.”.

Panico dell’ultimo minuto

Avete presente il panico che pare sia tipico del giorno delle nozze? Prima tutto bello, poi quando indossi il vestito, ti sistemi, parte il panico e i ripensamenti: “Ma starò facendo la cosa giusta? Mi sarò rovinando la vita? Ma stavamo tanto bene anche prima!”. Questo sopratutto in quei matrimoni classici, dove la coppia non ha mai convissuto e si conosce poco.

Ecco alla fine dell’ottavo mese, nei momenti in cui sono più stanca o sola, ecco affiora quel panico da ultimo minuto. E allora, nella notte, quando Lui dorme beato, e neanche il gatto mi segue per farmi compagnia mentre vado in bagno, penso:

Ma sarò in grado di fare da madre? Non mi sento più figlia da un po’, ma questo basta?
Ma non sono troppo piccola? C’è questo strano conflitto dentro di me, per cui mi sento forte e indipendente ma allo stesso tempo mi sento ancora piccola e la società non fa che confermare che “…18anni sono pochi, per promettersi il futuro..” (io Lui l’ho conosciuto quando avevo 19 anni e siamo insieme da allora…).
Avrò pazienza con il piccolo? Che già ora quando tira troppi calci mi vengono i nervi?
Sarò in grado di proteggerlo? E non dico dalle cadute, dalle malattie, no io penso ai bulletti a scuola (che fanno paura un po’ anche a me), oppure dalle persone che vogliono imbrogliarlo in modo più sottile..
Sarò in grado di riconoscere e affrontare in modo adeguato situazioni difficili come disturbi alimentali o psicologici? 

Il fatto è che da quando abbiamo iniziato a pensarci, fino poi a quando è successo, avevamo un’idea comune e idilliaca della famiglia. Poi iniziati i problemi e i lunghi mesi della gravidanza, quei pensieri sono sfumati per poi scomparire del tutto sommersi da: nausee, vomito, dolori, fastidi, ma anche dal lavoro di Lui che l’ha impegnato molto in questo periodo, dal mutuo che non arriva, persino dal materasso del lettino che non arrivava! *

I mesi centrali della gravidanza non ti fanno capire davvero cosa sta succedendo, di fatto ti riposi un po’ dalle fatiche precedenti (sempre se non ti è andato tutto liscio). E’ verso la fine che questo piccolo Alien che ti rotola dentro inizia a farti un po’ paura. Fa paura perchè anche se informe (sarà la testa o il sedere? quella cosa era una mano, un piede o un ginocchio??) lo senti vivo e presente, partecipe di quello che accade all’esterno (sente musica, voci famigliari, si muove di più quando la nonna lo tocca o il papà si avvicina).

Volevamo una famiglia, allargarla, ma non sto creando un bambolotto, sto creando una vita. Ecco di questa cosa ancora non riesco a capacitarmi di come sia possibile. Il processo l’ho già visto avvenire in cani e gatti, e meno spesso in persone. La pancia cresce, si gonfia, poi esce un essere nuovo. Mi pareva normale e logico. Ora non riesco a capire bene la connessione delle cose. Non riesco più ad immaginare come allora, il futuro.

E io non posso scappare dall’altare ormai. Devo attendere con ansia la cerimonia (travaglio e parto, mi tormentano come ogni futura madre..), superare il pranzo (i giorni all’ospedale che saranno belli e impegnativi allo stesso tempo) e i balli di gruppo ( le orde di parenti e amici in trasferta per vedere il nuovo nato) per poi trovarti sola, con tuo marito che neanche conosci bene dopo tutto, nella stanza da letto (io, Lui e il bambino, soli in una casa silenziosa, con due gatti neri curiosi..).

La città incantata

Fortunatamente il mattino, un po’ più riposata e con un po’ più di luce intorno a me, questi pensieri si infilano di nuovo negli angoli della casa come la polvere.

* Forse ne avevo già parlato di questa cosa.. ma non trovo dove, perdonatemi la ripetizione, nel caso!