Riassunto delle puntate precedenti

Sono rimasta incinta di nuovo, abbiamo cercato il secondo poco dopo che Ricky ha compiuto un anno, la gravidanza è stata faticosa, molto.

Tante nausee, tantissima stanchezza, non passava più. Poi anche questa ha superato il termine, però poi..

Magia

Alla fine niente induzione. Sono iniziate le contrazioni preparatorie di sera, per qualche sera di fila, poi ho perso il tappo una mattina e poi sono arrivate le contrazioni quelle vere, più forti ad intervalli irregolari nel tardo pomeriggio del 25 settembre.

Non ci credevo, era così bello fosse avvenuto tutto in maniera così naturale!

Un primo giro al pronto soccorso e ci hanno rimandato a casa perchè erano ancora troppo irregolari le contrazioni e c’era poca dilatazione. Poi si sono rotte le acque, tutti i parenti in panico, Ricky povero che ha dormito poco perchè sentiva il trambusto (e tra l’atro gli ultimi tre giorni era nervoso forte.. forse aveva già capito lui!).

Il secondo parto è più veloce

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Bipolarismo bilaterale

“So che è impopolare, immorale, innaturale.. tutto quello che volete. Ma non mi piace allattare! La trovo una tortura, al di là degli orari, Riki non si attacca mai subito e quindi tutte le volte c’è il balletto davanti al capezzolo, poi finalmente si attacca, ciuccia forte, mi fa male e poi si stacca. Facciamo così due tre volte, poi finalmente si attacca bene, di nuovo male, ma poi passa. A metà si addormenta, tienilo sveglio, sveglialo di nuovo, si stacca e piange, si riattacca di nuovo dolore, poi passa. Si addormenta, no forse vuole l’altro seno, e si ricomincia da capo. Ho una vecchia crosta sul capezzolo e sull’altro si stanno formando dei puntini rossi che non mi piacciono per niente. Tieni pulito il seno se no viene la mastite, metti l’olio se no vengono le ragadi, a volte lo morde proprio, e mi fa un male cane. Ora per esempio mi pizzicano i capezzoli, altrimenti mi pizzica proprio il seno. E un seno ne ha di più e l’altro di meno, quindi tira da quello più dolorante-che produce anche meno col tiralatte, ne viene poco. Oltre tutto credo di averne più al mattino e poi col tempo ce nè meno, infatti solo al mattino goccia il latte, durante il giorno no. E non sai quanto ne prende, e non sai se gli basta. E ho paura mi venga qualcosa al seno. Ero partita bene, volevo allattare, ma non pensavo fosse così dura. Quello che mi frustra di più è il dolore quando si attacca e il fatto che ci mette una vita ad attaccarsi, mi strema. Per il resto sarebbe anche fattibile, ma questa cosa mi devasta e mi rende insicura.”

Questo è uno dei primi sfoghi pubblici che ho fatto, in un gruppo di mamme di luglio. Una specie di coming out, perchè è così, se la gestione generica del pupo è fattibile (pianti senza apparente causa e addormentamenti difficoltosi a parte), tutta la storia dell’allattamento è stato un vero disastro.

Ho deciso così di fare una pausa di riflessione, riabilitazione e cicatrizzazione. E’ vero forse le mie ragadi appaiono piccole e innocue, ma vi assicuro che confronto i dolori del parto sembravano gigantesche! Tremavo ogni volta che si avvicinava l’ora della poppata, e ogni tanto tremo anche adesso..

Al di là delle belle frasi ad effetto “allattare è un momento magico” che infastidiscono solo, so che è importante per il piccolo e anche a me una mano la dà. Ma certe notti penso solo intensamente “Passo all’artificiale e viviamo tutti felici e contenti!”, mentre gli sto dando l’aggiunta dopo un tentativo di poppata finito in tragedia (si contano due feriti e un bimbo urlante).

Ma la lotta interna non si limita a questi momenti di lieve bipolarismo. La lotta interna, quella che davvero logora comprende altre cose. Invidio persone decise pro o contro..  io invece non ci riesco a decidermi.. ogni volta che allatto soffro, e soffro anche dopo a livello fisico; quando cedo all’aggiunta soffro il doppio a livello emotivo, però se cedo un motivo ci sarà.. poi mi rendo conto di riempire il mio compagno delle mie teorie contrastanti: forse non gli basta, non è abbastanza sostanzioso, però magari provo ad attaccarlo, no diamogli l’aggiunta che piange disperato, mi fa ancora un male cane ma che dici è meglio se provo o è meglio se  faccio una pausa? e via dicendo..

Perchè io in genere non mollò mai. Cerco di superare ogni ostacolo. Però allattare si avvicina davvero poco all’atto d’amore, mentre è incredibilmente vicino alla tortura! E mi secca che il problema non sia il “non avere latte” ma il soffrire per darglielo.

Stiamo diventando una razza debole, vittime dell’evoluzione della medicina che ci permette di fare cose che altrimenti non potremmo fare. Come vivere nonostante un cuore difettoso, sopravvivere a malattie gravi e a tumori. Questo ci permette di vivere più a lungo o meglio, ma non fortifica la razza umana che sta diventando sempre più dipendete dalla medicina.

Prendete i parti: l’epidurale o gli altri metodi per soffrire meno, quante mamme ne fanno ricorso?
Una volta superato il parto..anche l’allattamento è spesso difficoltoso o doloroso. Perchè questo? Penso proprio sia perchè ci stiamo indebolendo, se non fisicamente, anche solo mentalmente. Sappiamo che ci sono le scappatoie e quasi sembriamo fanatiche se non le vogliamo usare: “Se c’è un rimedio, perchè dovrei soffrire?”.

Mi viene in mente una scena, dopo il parto, quando il ginecologo mi stava dando i punti. Mi chiede: ” Fa male?” io rispondo che era un po’ fastidioso, facendo spallucce. E lui risponde serio: “Ma deve dirmelo se fa male! Che gli metto più anestesia! Mica sono qui per farla soffrire!”. Stranamente il mio compagno ha capito al volo quello che pensavo e ha risposto per me “E’ che dopo tanto dolore, pensava fosse normale provare un po’ di fastidio!”.

Come rimarrà la mia pancia dopo?

Manca un giorno all’induzione. Quindi distraiamoci deprimendoci con il pensiero di come rimarrà la pancia dopo il parto.

Mi dicevano di guardare mia madre come le era rimasta la pancia, perchè la cosa era quasi ereditaria. E io ero contenta! Mia mamma non ha avuto smagliature!!
E fino all’ottavo mese ci avevo anche creduto, fosse così.
Invece dal nono, dopo un’esplosione di prurito, ho iniziato a notare un’esplosione di smagliature!!
Nonostante abbia messo l’olio costantemente! Forse il mio olio non era abbastanza oleoso.
Ora sono piena, sopratutto dall’ombelico in giù. Quasi mi vergognavo al tracciato, donne più in là con l’età e con pance doppie rispetto alla mia, perfette!
Come rimarrà la mia pancia dopo?
Ma non parlo solo di smagliature, perchè l’altra cosa che mi preoccupa è la ciccetta che avevo sotto l’ombelico, che già ora appare molliccia sotto la tensione dell’utero. Come sarà dopo? Rientrerà mai?

E se poi l’induzione non funziona e si aggiunge anche la ferita del cesareo??
Una tragedia.
Mi vedo già con quelle pance gelatinose, pendule e gialline.
Anche perchè già prima non è che fosse sta gran bellezza la mia pancia. Ci vuole poco a rovinarla definitivamente!

Pensiero stupendo. Nasce un poco strisciando.

Superare il termine fa venire strani pensieri… un po’ come quando ti viene la febbre e sembra sia impossibile guarirne.

Superato il termine, prima di tutto sembra impossibile poter partorire. Sopratutto se non hai ancora avuto contrazioni, dolori, o altro che faccia presumere un parto imminente (tralascerò i vari pensieri relativi alla perdita del tappo e la conseguente valutazione del muco ogni volta che si va in bagno). E si fanno pensieri folli del tipo: vivrò tutta la vita con questa pancia? Si perchè in certi momenti, ci si distacca da tutto il processo che porta alla formazione di una nuova persona, e il vivere con una pancia pesante e movimentata diventa un dato di fatto.

Poi si fanno pensieri ancora più folli del tipo: ma se con una scusa vado al pronto soccorso, non è che magari lì mi visitano e scoprono che sono già dilatata, mi rompono il sacco e con due spinte nasce??

Altri tipi di elucubrazioni oscillano tra il: “Devi uscire, devi uscire, devi uscire!!!” e termini più pragmatici tipo:”Oggi no che ho un impegno!”.  O ancora tipo:”Ecco adesso potrei farlo, mi sento in forma e rilassata, poi la casa è a posto, la spesa è fatta. Dai ci togliamo tutto per sta sera così nasci anche in una bella data!”; e ovviamente il suo opposto:”No ora no! Ho i capelli che sono un disastro, la ceretta da fare e sono stanchissima, non ce la farei ad arrivare alla fine…”.

Poi arrivano i dubbi amletici del tipo: “Ma è meglio se faccio colazione abbondante, che se mi parte il travaglio ho energie a sufficienza, oppure è meglio tenersi leggera così nel caso evito evacuazioni imbarazzanti?”.

Oltre qualche pensiero totalmente senza senso del tipo: “Ok, basta mi sono stufata. Voglio finire qui, come faccio? Ah, dite che non si può più tornare indietro ormai?”, perchè il bambino giorno dopo giorno, mentre per tutti si avvicina sempre di più, per te si allontana e diventa una cosa sempre più astratta.

E quando non riesci a dormire, non puoi far altro che pensare.
Dopo essermi fissata sull’induzione del parto, sta notte, mi sono dovuta alzare perchè proprio non riuscivo a riprendere sonno e avevo fame. Poi la pancia mi prudeva, la gamba mi faceva male e avevo caldo. Quando sono andata in bagno per l’ennesima volta e la pancia oltre a tirare e prudere mi pizzicava in un punto, stavo per lamentarmi per l’ennesima volta. Quando ho realizzato: è solo una gravidanza alla fine, c’è gente che convive con malattie e problemi maggiori!
(…ok, però quand’è che finisce?)

Ps: non chiedetemi di questi titoli revival che non lo so nemmeno io…