Animali da parco

Il parco è sempre fonte inesauribile di spunti.

Ieri siamo arrivati al parco Ricky era con la bici e un bimbo si è messo a fissarla.
Ricky come ogni bambino della sua età esordisce “è mia non puoi usarla” che insomma, non sarà gentile ma non è un comportamento così strano. E la nonna sentenzia che sono tutti simpatici i bambini che incontra, in tono ovviamente ironico.
Tanto per dire dopo un po’ che Ricky e il bimbo si sono messi a giocare il bimbo ha preso più volte la bici di Ricky con il suo benestare. Voglio dire, non ti conosco, ho tre anni, ci sta che specifico che tal bene è mio e non lo puoi toccare no??

Altro bimbo, anzi bimba, non so che cosa stesse dicendo a Ricky ero lontana che facevo camminare Andy, ad un certo punto Ricky gli prende il polso e il nonno con voce orca gli grida di non picchiare la nipote. Ora non classificherei la cosa come percosse. Anche qui, magari non è gentile come gesto, ma può capitare che i bimbi si prendano, si spingano, non fa di mio figlio un bambino manesco. Ma non contenta la bimba che probabilmente è un po’ viziata continua a piagnuccolare e mostra il polso al nonno. Fortuna il nonno, eccessivo si, ma forse con un minimo di morale guarda il braccio e dice che non c’è niente, borbotta ancora qualcosa su Ricky e poi dice “vai a giocare con le altre bambine” che ottimo consiglio. Un po’ dopo sento il nonno dire “vuoi andare un po’ più forte?” mi giro e vedo la bambina sull’altalena che va alla velocità di una lumaca. Vabbè.

Andy finalmente si ferma e si siede in una zona terrosa, inizia a raccogliere terra fine e gioca. Si avvicina un bimbo di due anni, che però si esprime esattamente come Andy, si siede, e tenta di giocare con la terra anche lui, ma la mamma (credo) gli fa pulire le manine dicendo che non può toccare la terra. Io rimango a guardare Andy che si sporca sempre di più, il bimbo ci riprova e lei dice “no che tu poi tu ti sporchi tutto” io sempre impassibile. Forse per quello, forse perchè i bimbi intanto stavano socializzando ma la mamma ha ceduto e l’ha lasciato fare. Sono arrivati poi altri bimbi e si è creato un piccolo gruppetto di bimbi che giocavano con la terra. E non è morto nessuno. Giuro!

 

Mamma mia!

In queste prime giornate di finta primavera altalenante, ho deciso di socializzare un po’ al parco, cercando di conoscere qualche altra mamma con bambino a carico.
Purtroppo però non è stato subito amore a prima vista, il primo giorno ho incontrato una mamma di due bambini più grandi di Ricky, spingeva freneticamente le due altalene. Il maschio più piccolo, ci mancava poco la insultasse perchè spingeva male l’altalena, la femmina invece parlava di continuo e non lasciava parlare la madre. “Ne fai un’altro vero??” chiede, però non nega la fatica e il fatto che le manca lavorare, ma l’azienda è fallita quindi le tocca fare la mamma a tempo pieno.
Il secondo giorno al parco incontro una mamma un po’ attempata con figlioletta di tre anni e figlio di dodici, lei si lamenta che hanno troppa differenza d’età, che è dovuta rimanere a casa per riuscire a seguire tutti e due, perchè hanno esigenze così differenti e tra le righe si capisce che potesse tornerebbe indietro.
Il terzo giorno invece mi sono imbattuta in un gruppetto di mamme che già si conoscevano, età dei figli 9 -12 mesi, perfetto penso. Mi avvicino, saluto, c’è mamma 1 che è iperattiva, forse pure più della figlia, nel frattempo che noi ci siamo messi seduti lei ha già fatto fare alla figlia di un anno: lo scivolo, una corsa, far inseguire gli altri bambini più grandi. Mamma 2 non è italiana e, non per essere razzisti, ammetto che ho bisogno di parlare con qualcuna che mi capisce e che io capisco bene, dopo una giornata con un esserino che mi risponde dede deee tutto il tempo, bramo una conversazione fluida e completa, senza buchi (e parlo per esperienza perchè ho già un’amica straniera con figlio, con cui tutte le volte faccio una fatica assurda ad esprimere i concetti in modo semplice, e a capire i suoi!). Mamma 3 invece è new age, lei allatta ancora ad oltranza il piccolo bue di nove mesi, dorme insieme a lui la notte (non è dato sapere se mamma 3 sia dotata di marito oppure sia scappato), e crede ciecamente agli astri: “Ma sei un cancroooooo, proprio come meeeee! Ma è bellissimo, allora tu sei dolce dolce dolce veroooo???” dice riferendosi a Ricky. Per me è decisamente troppo, saluto il gruppo e mi congedo.
Il quarto giorno invece incontro un papà che esordisce: “Fanne solo uno! Con due non hai più un momento per te! E in più litigano sempre!” bene concetto chiaro, grazie e arrivederci.
Ora forse, dopo un’altra decina di giri al parco in cui sono stata sulle mie per riprendermi dalle esperienze passate, ho conosciuto una mia affine, due figli: una dolce e tranquilla bambina di quattro anni, e un bimbo di otto mesi come Ricky. Lei allatta solo più la notte, non è del cancro, è tranquilla e non è scontenta di aver fatto due figli, ma sopratutto è in cerca di amici con figli. Per il momento ci siamo date appuntamento al parco, ma spero possa diventare una storia seria!

Quello che le mamme non dicono

Altro libro finito:

Carino, avevo già iniziato a leggere il blog e quindi conoscevo già lo stile.
Mi sono bloccata quando c’era il capitolo nascita, non volevo più andare avanti..quasi per invidia (ma questo è un problema mio temporaneo :p). Poi ho finalmente superato la cosa e sono arrivata al capitolo del baby blues e devo dire che è stato quello che mi è piaciuto di più. Temevo proprio quello che viene raccontato e leggendo l’ho presa come una conferma un po’ preoccupante, ma vedendo che c’è luce alla fine del tunnel ha avuto comunque un effetto rassicurante.
Ammetto che è stato facile immedesimarsi o in ciò che scriveva perchè mi ci sono ritrovata sotto diversi aspetti: abito in un bilocale al quarto piano senza ascensore, sono molto giovane (in verità più di lei), non sono di quelle mamme PucciPucci che si sciolgono alla vista dei calzini mignon, e i bambini mi ispirano di più quando passano dalla versione “mangio,dormo,cago” alla versione più “interattiva”.
Però non sono mai stata una taglia 40, bionda, tacchi alti e propensione alla carriera. Niente aperitivi e balli sfrenati. E più di tutto, il mio pupo è stato cercato. Per cui certe parti del libro le ho vissute un un po’ meno.
Ma è comunque un libro consigliatissimo (che può sempre essere integrato  o continuato col blog) perchè vi fa sentire un po’ meno sole, se non vi sentite la solita mamma chioccia latte&zucchero ma tendete ad uno stile più alternativo.

L’invidia è donna

Nella mia sfera amicale (oddio esiste la parola amicale!), io sono da una parte la prima che diventa mamma, dall’altra invece ho già chi ha aperto la strada per me.

Nella prima sfera possiamo raccogliere gioia, stupore e invidia, oltre che odio profondo. In alcuni casi frustrazione. A volte anche più sentimenti contrastanti insieme. Per alcune sono e sarò un punto di riferimento (mille domante su esami e sensazioni), per altre l’argomento è quasi tabù. Si dilettano più che altro con battutine tipo “Eh per un po’ dì addio alla tua vita.”, “Come va la pancia? Cresce?” (e tra se e sè: pure il tuo culone non sarà da meno!). Infine ci sono  le desaparecidos, cioè quelle che non si sono più fatte sentire da quando hanno saputo la notizia.

Nella seconda sfera troviamo mamme chioccia che ti guardano con la tenerezza di chi pensa: “Poveraccia è questo è solo l’inizio!”. E ti dicono in coro ” Goditi questi mesi, con tutti che ti coccolano, che poi non succede più!” ecco grazie, a me già questi mesi sembravano una tortura, me li dovrei pure godere!
Alcune si fermano a chiedere ed ascoltare (sono quelle che preferisco), al massimo gli scappa un: “No io quell’esame schifoso non l’ho dovuto fare! Io a sei mesi avevo già preso 8kg, però sono tornata nel mio peso un mese dopo il parto, due mesi dopo ho peso tre chili allattando.” (bastarda).

Altre invece ti trattano con quell’affetto quasi paternale del tipo: “Io sarò sempre mamma da 5 giorni più di te, quindi per me tu sarai sempre e comunque una pivella!”. Appena tu ti dici qualcosa sui calcetti loro ti dicono: “Ah ma questo è niente poi sono peggio!”; appena dici che sei stanca dicono: “Ma sei già stanca?? Aspetta il settimo mese!”.

Ma quelle che odio di più sono l’evoluzione di queste ultime, ovvero le mamme che oltre a considerarti pivelle, non considerano quello che ti è successo, ma solo la splendida gravidanza che è capitata loro (giusto due nausee che fa fine e non impegna, erano allupate e facevano sesso come coniglie in calore, mangiavano quello che volevano, uscivano tutti i giorni e mostravano la panza in giro).

Così al tuo: “Io non ce la faccio più.”: frutto di tre mesi di vomito a tutte le ore e nausee che rasentavano il ridicolo (“Ma non c’è nessun odore tesoro!”, “Io lo sento lo stesso! Chiudiamoci in camera finchè non passa!”); reduce da due influenze che ti hanno ridotto uno straccio, nei mesi che sarebbero dovuti essere i più belli; reduce da mesi senza sesso, ma con sogni erotici che fanno impallidire Rocco Siffreddi (e che il tuo lui si scopre piacevolmente interessato a conoscere fin nei minimi dettagli, girando così il dito nella piaga).
Loro rispondono sempre candide che è solo l’inizio, e tu non puoi ribattere, perchè tu sei solo al sesto mese e loro sono già madri da tempo.
Quindi vincono loro, stop.
Non c’è partita.

Sentimentalismi?

Oggi volevo parlarvi dei sentimentalismi da “siamo incinti!”. Non ne voglio parlare in lato negativo, più che altro con un po’ di invidia.

Io e Lui non siamo una coppia tutta zucchero e miele, non lo siamo mai stati, siamo teneri ma non sdolcinati, ci vogliamo bene ma non siamo romantici. E questa gravidanza non ci ha fatto cambiare, al momento.

Leggo di mamme che dicono che quella linea rosa gli ha cambiato la vita, di mamme che si sentono mamme a 5 settimane, di mamme che amano già follemente il loro bambino. Di mamme coraggiose che provano e riprovano a rimanere incinta, e portare a termine una gravidanza. Io forse non sono così, ma magari voi l’avevate già anche intuito.

Dei miei primi tre mesi ricordo solo che mi sentivo male, mi sentivo malata di una malattia non curabile.  E ora mi sento un po’ meglio, ma tutto quello che avverto è solo a livello fisico, a livello emotivo mi sento sempre uguale. Anzi il fatto di non stare più cercando di avere un figlio, mi ha anche allontanato dai sogni ad occhi aperti che mi facevo mentre cercavamo: sogni di famiglia, sogni di vacanze o pomeriggi sui prati. Sono arrivata alla conclusione che se qualcosa dovesse mai andare storto, non ho proprio idea di quando potrei avere la forza fisica di riprovarci.

Leggo di futuri padri che tutte le sere (fin dalle primissime settimane) accarezzano la pancia della mamma, o che le parlano o che la baciano. Lui invece si è emozionato (della serie che non capiva più niente e si dimenticava le cose in giro) quando abbiamo fatto la seconda ecografia, per il resto ha reagito solo quando gli ho detto la prima volta che forse l’avevo sentito muoversi facendomi una carezza alla pancia, stop.

Ma per noi è tutto molto soft, molto confuso dalle altre cose come la ricerca della casa, come il mio stare male o il fatto di pulire e sistemare questa di casa, che sembra sporcarsi più in fretta di un tempo.

Sono però convinta che il secondo figlio per me (ma anche per lui infondo) sarà quello della consapevolezza, al di là dell’età in cui lo faremo. Penso che lì sì mi godrò mese per mese la gravidanza, come tutte dicono. Sembra che tutto sia avvenuto per caso, anche se questo bambino invece l’abbiamo cercato, ed è arrivato anche abbastanza in fretta!

Ora iniziano ad arrivare i primi regalini per l’erede: una tutina, biberon e ciuccio, pannolini e cose dismesse dalla mia unica amica mamma. I regali sono belli a prescindere, ma tenere quelle cose in mano come la spazzolina e il pettinino, mi fa affiorare alla mente solo una domanda: ma sono oggetti reali o sono solo i giochi dei grandi?
Noi per ora abbiamo comprato solo un libro per l’erede, non ci siamo sbilanciati molto in effetti. L’amica mamma suggerisce di sfruttare i saldi per comprare cose costose tipo passeggino e seggiolino. Io ho fatto il conto che nascendo a luglio, recupererò coi saldi di agosto. Sono troppo pragmatica?