Alien

Per ridere si dice che i movimenti fetali ricordano il film Alien. Che io non ho mai visto e non intendo vedere, ma a volte, mi trovo anche io a fare questo paragone.

Si perchè con l’arrivo del terzo trimestre il piccolo inizia a diventare grande, gli manca spazio e quindi quando si gira non da’ più innocenti colpetti, da botte sonore che fanno dapprima sobbalzare la pancia e successivamente la modificano proprio.
Ora è abbastanza facile capire dove sta appoggiato, oppure si sente se quello che ti sta passando sotto è qualcosa di grosso e tondo oppure di piccolo e più appuntito. La pancia si deforma sopra i suoi movimenti e se vi capita di buttarci un’occhio è a dir poco inquietante.

Io vorrei tanto farmi spiegare com’è messo, cos’è che sento, che movimenti fa. Giusto per dare un senso a quello che succede, perchè così non riesco proprio a definire in altro modo quello che sento se non con il termine Alien. E, l’unica immagine che mi viene in mente di mio figlio, è questa:

Ovvero di un essere tentacolare. E credetemi, non è una bella immagine. Avere l’impressione di stare covando un mostrino. Una piccola piovra aliena. Mette i brividi!

Esperanto

“Io tutte le mattine, quando mi sveglio, do’ un colpetto alla mia pancia e la piccola mi risponde con un calcetto!”

“Ogni volta che il suo papà torna a casa da lavoro, fa i turni, lei si sveglia e calcia!”

“Il mio tira calcetti con il carillon! Il carillon smette e lui anche!”

<<Con il tempo imparerete a conoscere il vostro piccolo, i suoi ritmi e cosa gli piace o non gli piace.>>, cita un libro sulla gravidanza.

Io ho pensato nell’ordine: che si facesse sentire all’ora di pranzo, perchè apprezzava il cibo; è durato una settimana o due del quarto mese, poi basta.
Che si facesse sentire la sera quando mi rilassavo sul letto; dopo tre, quattro giorni, ha smesso.
Che rispondesse ai miei tocchi ritmici; lo fa una volta si e una no..
Al carillon non risponde proprio, quando suo padre mette la mano all’inizio smetteva di muoversi, ora lo ignora e continua, ma senza svegliarsi quando torna da lavoro, per intenderci.
L’unica cosa a cui sembra rispondere sempre, sono le fusa dei gatti.

I casi sono due: o i figli degli altri sono già dei piccoli geni e il mio è un deficiente. Oppure semplicemente sto fabbricando un’altro piccolo incostante, degno dei suoi genitori. Che si stufa a scalciare tutte le sere o sempre all’ora di pranzo, per cui improvvisa al momento.

Che poi tra l’altro: ma se tira i calci…siamo sicuri che è perchè gradisce quella determinata cosa?? Ce lo siamo sempre chiesti. Infondo se fossi chiusa in un sacco buio e bagnato, non potessi parlare, decidere cosa o quanto mangiare o bere. L’unico modo per rispondere al mondo esterno (sempre filtrato dal sacco) sarebbe tirare un calcio! E io lo farei per esprimere il mio dissenso, se invece una cosa mi piace starei buona e me la godrei: questa musica del carillon proprio non la reggo, è stupida e infantile!! SBAM! (calcio), oh è finita finalmente, mo’ mi metto a dormire! …no ricomincia!! SBAM!!! continua SBAMM!! oh finalmente è finito, cambio lato e mi riaddormento. Oh no! di nuovo!! SBAM! SBAM!
“Il mio tira calcetti con il carillon!”

Che è sto rumore metallico alle 4 di notte?? Questa casa non è un albergo!! SBAM!
“Ogni volta che il suo papà torna a casa da lavoro, fa i turni, lei si sveglia e calcia!”

Che è sto terremoto?? Oh ma la vogliamo finire di fare sto casino di mattina presto?? C’è gente che vuole dormire! SBAM! SBAM! I soliti cafoni del piano di sopra!
“Io tutte le mattine, quando mi sveglio, do’ un colpetto alla mia pancia e la piccola mi risponde con un calcetto!”

L’insostenibile leggerezza del diventare mamma!

Quando decidi di diventare mamma e incomincia la gravidanza, tu non lo sai ma hai firmato un contratto con una clausola il cui significato non avevi compreso appieno: la sua vita dipende da te!

  • devi iniziare a mangiare bene: ok sembra facile, mi impegno, invece poi ti accorgi che non è che mangiavi male, ma ti concedevi un sacco di eccessi come patatine fritte, dolci, grassi, coloranti, liquirizia, dolcificanti ecc.
  • Devi cercare di non ammalarti: non solo per non prendere medicine (che tutto sommato risulta piuttosto facile), ma sopratutto per evitare di passare qualche malattia al feto, e qui partono le paranoie come: dovrò far bollire le mani in acqua bollente e amuchina prima di potermi grattare il mento? Avrò già qualche virus in corpo e io cretina non me ne sto accorgendo?? Potrò mangiare fuori o ci sono batteri e germi ovunque (che poi, detto da te, che non eri proprio una fanatica della pulizia, suona pure un po’ strano..)?!
  • Devi evitare radiazioni, agenti inquinanti, chimici e qualsiasi cosa possibilmente nociva: sarà nocivo respirare le mie stesse puzzette pestilenziali? Mi sono dimenticata di staccare il wireless! Sono una mamma degenere!! Ma il cellulare lo posso usare??
  • Evitare di affaticarsi, cadere, avere incidenti.. non tanto per te quanto per il feto, ovviamente! Ma i dossi quando sono per strada gli faranno male? Il gatto che mentre passa e mette una zampa sul pancione, gli starà schiacciando il naso?
  • Evitare di ingrassare troppo (idem come sopra) non tanto per te, ma per lui: se ti viene il diabete lui potrebbe avere problemi, se non ti viene, tu potresti mangiare troppe schifezze..
  • Riconoscere i sintomi che “c’è qualcosa che non va“: mica facile! All’inizio controlli di non avere perdite troppo rosse (se mi date una cartina di riferimento è più facile però!), poi devi fare attenzione che le contrazioni non siano dolorose e regolari (si ma rispetto a cosa??), devi fare attenzione di non avere perdite che siano troppo acquose, che odorino in modo diverso, che abbiano un colore diverso!
  • Devi fare attenzione a non dormire a pancia in sù, perchè tanto a pancia in giù non ci riesci più. Meglio lato sinistro e non il destro, peccato che il sinistro ti faccia male quindi in pratica di notte ti cementifichi su un lato e poi ti fa male pure quello!
  • DIMENTICAVO! Devi fare attenzione a quanti calci tira! Oltre a doverli subire.. All’inizio che non li senti diventi scema per capire quali siano, una volta che hai capito, diventi scema perchè hai paura non siano abbastanza, della giusta intensità o regolarità. Inizi a stilare tabelle, anche se non sarebbe ancora il caso, ti chiedi: ma oggi li ho sentiti??, quando per caso hai avuto una vita sociale superiore allo zero che quindi ti ha distratta dalla contacalci. Ti chiedi: ma sono forti come ieri? andrà tutto bene? perchè non si sveglia se suono i piatti della batteria sul mio stomaco??  Starà dormendo o c’è qualcosa che non va??
  • Devi bere molto di più, ma non il grappino o la cocacola, solo acqua. I succhi ogni tanto, ma non ci fare l’abitudine. E se non ti riesce di bere abbastanza, ricordati che potresti compromettere il liquido amniotico. Ma se bevi abbastanza, sappi che andrai in bagno dalle 3 alle 6 volte in più.
  • Devi mangiare molte più proteine e integrare con il ferro, perchè nel terzo trimestre se lo ciuccia tutto lui e tu potresti rimanere senza.
  • E come se non bastasse devi curare anche un po’ il tuo corpo esterno: metti la crema per le smagliature, metti quella per il viso, tagliati le unghie che crescono alla velocità della luce. Dovresti anche tagliarti i capelli perchè il bellissimotaglioartistico che ti aveva fatto una pazza, ora fa sembrare te pazza, ma dato che non crescono più molto se li tagli ora rischi di avere un taglio alla Sinéad O’Connor! Ed infine inizia a curare i tuoi capezzoli che nonostante sia ancora presto, hanno già le tendenza a seccarsi come la terra dopo mesi senza pioggia (e non è proprio un bello spettacolo, oltre al fatto che non sia una pratica così inebriante massaggiarsi i capezzoli due volte al giorno).
  • Infine fai finta di non sentire tutti i racconti delle gravidanze altrui (io ho vomitato tutti e nove i mesi), dei parti altrui (ho avuto un travaglio di otto giorni e poi mi hanno fatto il cesareo, mi hanno tagliata lì sotto e non mi sono seduta per un mese, gridavo come una pazza…). Dimenticati che “i primi mesi di allattamento sono tremendi, poi però è bellissimo!“, che dovrai pulire il seno, attaccare il bambino, ripulire il seno, mettere la crema antiragadi, aspettare che si asciughi al vento, e poi mettere le coppette assorbilatte prima del reggsiseno decima misura, tutto questo ovviamente mentre gestisci il pupo. Cerca di non pensare che non dormirai più, sopratutto perchè Lui tanto non si alzerà mai (e temi anche che per alcuni tempi Lui eviti proprio il pupo perchè spaventato..). Evita di pensare che in tutto questo tua madre sarà ancora lontana visto che vi separano ancora 35km e che potrebbe dire:”Sono già venuta ieri fino a lì, ci vediamo la prossima settimana ok?”, perchè tu, tua madre infondo la conosci.. Evita di pensare che potrebbe invece trasferirsi in casa tua suocera (che abita a 5 min di macchina)..ma quasi quasi potrebbe essere anche una bella cosa alla fine, ed è questo che ti spaventa più di tutto!

Ps: evita anche di lamentarti, perchè una mamma non si lamenta mai, se ti lamenti sei automaticamente declassata a mamma degenere dai tuoi parenti, dalle tue amiche e pure dai passanti che non sanno nulla di te! Pps: ok mi sono sfogata, ora sto meglio. Non credo proprio a tutto quello che ho detto, anche perchè questo è uno sfogo bello e buono! Però a volte l’ansia prende il sopravvento.

Confido nella regola del “contrappasso”

Mi spiego meglio che così suona male.

Io sono anti-sport, tendenzialmente pigra (ma con la gravidanza ho scoperto che si possono raggiungere traguardi ben più alti), disordinata (ma vivendo con Lui ho scoperto di avere un certo aucontrollo-autoconservativo che a Lui manca proprio), poco femminile (il mio corpo mi da una grande mano per cui io mi sono sempre dedicata a pratiche più tipicamente maschili come macchinine, computer, fotografia, e adoro la parte più tecnica dei film come effetti speciali e tecniche particolari di ripresa). Confido quindi che i miei figli presi dall’esasperazione puliscano casa e mi vengano a rimproverare per il disordine, che siano molto attivi, così magari ci danno una svegliata che tra me e Lui se no sembriamo due bradipi in letargo; magari che si appassionino tanto in una cosa da diventarne davvero bravi. Non come i loro genitori che sono appassionati di tutto e non sanno fare quasi niente davvero davvero bene. Che magari siano degli sportivi assidui e non della domenica. Ecc.. ecc..

La speranza è l’ultima a morire no??

EDIT:

Che tra l’altro tutto il discorso nella mia testa era scaturito da una cosa, che poi non ho più messo! Mentre passava una delle sinfonie di Beethoven nel player del pc (sinfonia che ho brutalmente interrotto per passare alla canzone successiva), mi sono tornati alla mente tutti i buoni propositi che non vedevo l’ora di mettere in pratica i primi tre mesi, quando però era troppo presto. Ora che i sensi sono praticamente tutti formati e pare che il feto senta tutto, consigliano di stimolarlo in molti modi e io non riesco neanche ad ascoltare Beethoven (preferisco Bach a dire il vero, ma pare faccia venire i figli coi brufoli quindi non va molto di moda). In più non mi metto ad accarezzare o parlare alla pancia perchè mi sento un’idiota, Lui al massimo ha pazienza 5 secondi quando prova a sentirlo poi toglie la mano. Spero miglioreremo una volta uscito fuori, perchè i propositi c’erano, lo giuro, ma per il momento facciamo abbastanza schifo come genitori..