Quelle giornate un po’ così..

Oggi avremmo dovuto contrattare più tempo con la banca, chiamare i proprietari di casa e poi via all’ultima lezione del corso preparto, quella tanto attesa, con i papà.

E invece la banca ci dice che non si può avere più tempo che possiamo richiedere un’altro mutuo, ma comunque passerebbe del tempo per la delibera e quindi siamo da capo. Ci dice anche che la copertura fino ad ottobre non è così scontata, ma almeno dovrebbero darcela abbastanza facilmente.
Allora vagliamo le altre possibilità, ne rimangono solo tre:

  • i proprietari accettano le condizioni attuali (altamente improbabile)
  • la banca ci da due mesi o almeno un’altro e si arriva a fine novembre, i proprietari accettano (molto improbabile)
  • finiamo tutto qui, abbiamo perso 260 euro per la perizia, giorni di nervoso, e notti di pensieri per niente, ma almeno ci ridanno la caparra e non ci pensiamo più (più probabile)

Ma la paura che si è insinuata è: visto che la caparra è stata consegnata ai proprietari, ce la restituiranno? Perchè di fatto noi non ci stiamo ritirando, sono loro a non accettare più le condizioni della proposta, quindi non dovrebbero fare storie a darcela. Ma se poi le fanno??
E ora la grande paura e perdere la caparra, che da dementi, abbiamo anche dato di una certa entità.
Io chiamo i miei per aggiornarli e mia madre mi dice: “non so cosa consigliarti, forse l’unica è chiudere tutto e sperare vi ridiano la somma”.
Lui chiama i suoi e ci litiga per mezz’ora, non sono neanche d’accordo tra di loro.
Domani risentiremo la banca, vediamo che ci dice, poi Lui chiamerà l’agenzia (che tra l’altro è ufficiale sta facendo gli interessi solo dei loro amici-clienti e non i nostri) e le darà un’ultimatum: noi non possiamo fare altro, cerchi di convincerli e se a loro non va bene la proposta iniziale, venerdì vengo a riprendere i soldi.
E speriamo in bene. Non vedo l’ora sia finita. Non voglio neanche più pensare positivo, perchè tutte le volte che l’ho fatto (massì una soluzione si trova) alla fine non è cambiato niente se non è peggiorata la situazione. Sono delusa e davvero giù di morale, non ho testa per fare niente, guardare un film, leggere, niente.
Mi viene da piangere ma non ho la forza neanche per fare quello.

Il corso preparto è passato sommerso dai pensieri e dall’afa, oltre dalla fretta di Lui di tornare a lavoro. Ci siamo persi una giornata così. Domani il tanto atteso bilancio di salute all’ospedale.. non mi godrò neanche quello.

Così come la voglia di festeggiare il mio compleanno si è sciolta sotto il sole di questa mattinata infruttuosa.
Vorrei tanto avere un fratello avvocato in questo momento…

Corso preparto

Sono finalmente andata al corso preparto! Non eravamo tantissime, le età si distribuiscono tra i 25 e i 35 con picchi di 20 e 40 anni. Ci sono due straniere (le più giovani tra l’altro.. tra le italiane io sono la più giovane), questo penso che sia un quadro abbastanza rappresentativo dell’Italia di oggi..

L’ostetrica sembra si sia dopata ma è simpatica e si vede che ci crede in quello che fa, si è capito da più cose che ha detto, che lei (e la struttura) ci tenevano a fare il corso nonostante non ci siano i mezzi adatti e loro siano sovraccariche di lavoro. E questo fa tanta tenerezza ma anche tanta rabbia se uno pensa ai soldi sprecati altrove.

Ci ha fatto il solito terrorismo psicologico da: non prendete troppo peso! Mangiate dolci una volta a settimana, carboidrati due volte al massimo.. e io facevo finta di niente.

Faremo ben tre incontri con i papà, e penso che Lui non veda l’ora di essere reso partecipe. Due incontri sull’allattamento e uno dopo il parto.

Una cosa inquietante che ha detto è che le primipare in genere partoriscono dopo, è molto raro lo facciano prima, sigh sigh.

In stallo

Ora sto un po’ meglio e spero tanto che duri fino alla fine.

Però ho notato che sono in un momento di stallo totale:

– siamo in attesa del mutuo, senza quello non ci danno la casa, senza la conferma del mutuo non ha senso fare troppi progetti sulla casa, ne pensare ai mobili o comprare le tende

– sono al sesto mese che vuol dire essere abbastanza avanti nella gravidanza, ma non tanto per preparare cameretta o valigia per il parto (e poi comunque senza posto per la cameretta non c’è molto da fare in un angolo qui in camera nostra in questa piccola casa)

– niente corso preparto ancora

– visto che non fa ancora caldo niente giri fuori (non mi va ancora)

– abbiamo prenotato per un w.e. al mare, ma a metà aprile quindi ci vuole ancora un po’

In pratica non so come spendere le mie energie.. perchè mi sono quasi informata su tutto quello che mi servirà, non ha senso (secondo me) comprare passeggino, seggiolino e cose simili almeno per il momento, e comunque una volta comprati li metterei lì e non ci potrei fare nulla.

Oggi ho sistemato un po’ casa, ora mi rimangono due piatti da lavare e tre lavatrici da stirare! Da domani mi sa che inizio a pensare a fare il pane o gli gnocchi. Qualcosa che mi occupi un po’ di tempo insomma!

Cronaca di una tragedia non annunciata

Fiumi di lacrime, non ho ancora pranzato e sono le due, oggi è una giornata escrementizia ok?

Partiamo da sta mattina, in cui ignara di tutto mi godevo il primo sole primaverile fuori e guardavo telefilm alla tv. Dopo del sesso mattutino e un’abbondante colazione pensavo proprio che la giornata sarebbe continuata tranquilla. Mi sentivo abbastanza in forze per sistemare un po’ la casa e fare due telefonate che dovevo fare da un po’.

Telefona Lui chiedendo un favore (avevo appena finito di fargliene uno) dicendomi che il primo favore non serviva più a niente e che, se potevo dovevo andare a ritirargli una cosa da un cliente così che potesse fare il lavoro in serata. Io dico che se la cosa gli arriva domani non è un problema perchè la gestisco io, ne sono capace gli faccio volentieri quel favore, ma non ho voglia di andare oggi a prenderla. Lui (non ho ancora ben chiaro perchè) lo prende per un affronto, inizia a sbraitare e trattarmi male e (pare) mi chiuda il telefono in faccia (cosa che non aveva mai fatto..), ma ammetto di non essermene neanche accorta perchè avevo già allontanato il cellulare dall’orecchio per chiudere io il telefono in faccia a lui.

Spengo il telefono e chiudo ogni comunicazione come quando avevo 16 anni, ed ero in preda agli ormoni adolescenziali (ma tanto sempre di ormoni si tratta), tiro fuori dalla lavatrice la biancheria e mi viene la malsana idea di chiamare per avere informazioni per il corso preparto. Al consultorio candidamente mi dicono di prenotare, perchè il corso bisogna farlo due mesi prima del parto. Ricordo all’infermiera che sono stati loro a non dirmi che dovevo prenotare, per ben due incontri.. poi chiamo il Cup, che non è una tazza ma un callcenter dove aspetto 5 minuti calcolati sul fuso orario di 4 stati quando finalmente un’altro imbecille mi risponde. Non ci sono posti per maggio al mio ospedale e in nessun altro centro nel raggio di 20km. Allora ringrazio e provo a richiamare nella speranza di trovare un’altro tizio a cui dire invece di cercare qualcosa ad aprile. Dopo altri 6 minuti di attesa intercontinentale, mi risponde uno molto più preparato e mi conferma l’assenza di posto, ma è sensibilmente dispiaciuto, tanto che gli spiego quello che è successo al consultorio. Lui prova a cercare una soluzione, ma non trovandola mi dice: io intanto le prenoto qui anche se è a maggio e non riuscirà a finire gli incontri, però lei provi in altri ospedali che noi riusciamo a vedere solo una zona, agli altri non abbiamo accesso. Richiamo il consultorio e l’infermiera candida mi dice: evvabbè non importa se non finisce gli incontri. Io le spiego che comunque sta dall’altra parte di dove abito io e mi è scomodo, le faccio presente di nuovo che non mi era stato detto di prenotare e che il prossimo incontro al consultorio è fra quasi un mese. A questo punto si deve essere sentita in colpa perchè mi dice che prova a vedere se si libera un posto al mio ospedale e nel caso mi chiama. Mi ritrovo comunque piangente, poi finalmente mi tranquillizzo un po’, se non altro per principio, così decido che avrei cercato in altri ospedali più tardi nel pomeriggio.

Mi chiama Lui a casa (che dopo 4 ore si è accorto che sono irraggiungibile altrove), per scusarsi, dando comunque la colpa a me per la litigata. Le lacrime partono di nuovo, io gli spiego che non gli stavo dando contro, ma semplicemente gli dicevo che l’avrei fatto io domani, non credo di averlo convinto del tutto, ma tra la voce stridula e le lacrime a fiotti che disturbano la telefonata, lui si scusa più volte. Mi fa promettere di accendere il cellulare di nuovo e dice che mi avrebbe richiamato poco dopo. Vorrei pranzare visto che era l’una e mezza ormai, ma mi ricordo di due cose, la roba da stendere e che dovevo pure fare pipì e chissà da quanto non c’ero andata. Mi reco in bagno.

Il bagno ha uno strato d’acqua di 1 cm che arrivato a più di 2 terzi del pavimento e cerca di arrivare alla porta. Non ricordo assolutamente quando avevo aperto l’acqua del bidet al gatto, ma questa è rimasta aperta penso per almeno due ore nelle quali ha guadagnato terreno. Panico, non trovo stracci in giro, cerco in tre posti, le lacrime ripartono, decido con moltissimo dolore di sacrificare gli asciugamani vintage che ci aveva regalato sua madre, così dopo li avrei finalmente relegati a stracci. Mi accorgo che il mucchio di roba da lavare sul pavimento non è riuscita ad arginare molto la diga ma si era comunque inzuppata e ora devo lavarla subito. Così mi sfogo con quei panni sporchi e li uso per assorbire l’ala est del disastro. Faccio avanti e indietro per la casa e recupero tutti gli asciugamani d’epoca della suocera. Trasferisco la roba troppo zuppa nella vasca e cerco di asciugare tutto. Ultimo asciugamano, il bagno è umido ma il peggio è passato, inizio ad asciugare bene il pavimento, ho il fiatone quasi ed ecco: Bum! Testata contro l’armadietto.

Mi parte una manata che fa tremare l’armadietto e un grido di rabbia (che non è da me di solito) infine un pugno al muro alè. A quel punto arrivano i gatti che se prima erano perplessi, ora mi annusano come fossi pazza. Penso al mio piccolo che chissà cosa sta passando lì dentro. Non si muove da sta mattina, probabilmente è preoccupato.

Morale?

  • il bagno è ancora lì con alcuni stracci a terra e forse anche un velo d’acqua
  • devo ancora fare pipì
  • devo ancora stendere la roba fuori
  • devo ancora mangiare
  • devo ancora accendere il cellulare
  • devo ancora sistemare la casa.. o meglio, la casa ora è più incasinata di prima!

 

Edit: l’infermiera colpevole mi ha trovato un posto in un luogo più vicino, il periodo è lo stesso ma meglio di niente. Almeno si è data da fare rimediando in parte il danno iniziale (io volevo vedere il reparto dove partorirò.. e conoscere gente che abita vicino a me. Per il primo punto dovrò organizzarmi diversamente, per il secondo forse così è risolto). Ora sono stanca morta ma devo comunque fare ancora un paio di cose.. Non vedo l’ora sia domani!