Giorno 0 – Rimandata a settembre

E siamo arrivati alla data fatidica. Solo che è evidente che Riccardo non è stato avvisato.

Oggi almeno è stato fatto qualche controllo, giusto per passare il tempo in maniera un po’ diversa, che qui ci si inizia ad annoiare.

Tracciato cardiotocografico
Serve a sapere se il piccolo sta bene, consiste di una sonda ad ultrasuoni posizionata in zona cuoricino per rilevare il battito* e un’altra sonda doppler per rilevare eventuale attività contrattile dell’utero**, più un pulsante da schiacciare ogni volta che la mamma sente muovere il piccolo. Di media dura dalla mezz’ora all’ora.
Il mio ovviamente è durato un’ora e mezza (e questo spiega anche perchè ho visto passare altre tre pance nel frattempo), perchè il piccolo aveva sì valori buoni ma si muoveva poco. C’è anche da dire che con tutta quella roba sulla pancia capire quando si muove, sopratutto i piccoli spostamenti è praticamente impossibile. Infatti in sala si può notare come le mamme siano impegnate a guardarsi la pancia per capire se qualcosa rimbalza.

Controllo del livello di liquido amniotico
Il ginecologo metterà il gel in quattro punti della pancia e la macchina farà una stima. Questo esame non è veloce, di più.
I miei livelli erano ottimi, liquido abbondante.

Controllo del collo dell’utero:
Solito controllo per rilevare variazioni del collo dell’utero di forma-consistenza e vedere se c’è già un eventuale dilatazione.
Non mi è stata fatta, tanto (secondo il ginecologo) il feto sta bene e la mamma non ha contrazioni! Ma che bello…

Quindi rilevato che il pupo sta bene dove sta, sono stata rimandata a casa con prossimo appuntamento il 15 luglio. Che allegria. Ora ci affidiamo ufficialmente alla luna che si è fatta questa notte e nel giro di tre quattro giorni dovrebbe dare i suoi effetti di cambio di pressione provocando la rottura del sacco.

* Un battito normale va dai 120 a 160, non vi allarmate se oscilla in continuazione e non è regolare. Ho scoperto, leggendo in giro, che è del tutto normale e anzi vuol dire che sta bene, è il battito regolare che desterebbe dei sospetti di sofferenza fetale.

** L’attività media di un utero a riposo è di circa il 10% (la percentuale la trovate alla voce “toco” nel macchinario), picchi che vanno da 30% a 60% sono da considerarsi assolutamente normali. Le vere contrazioni (che siano più o meno dolorose) superano il 70% e durano qualche secondo almeno.

Consumare preferibilmente entro il: (ovvero piagnistei da scadenza)

IERI -2

Mia suocera voleva sentirmi al telefono. Ha iniziato a fare valutazioni via cavo sull’altezza della mia pancia: la sentivo più bassa? premeva di più? la vedevo diversa?, non sono stata a spiegarle – ma avrei dovuto farlo – che non c’entra niente, il piccolo può scendere all’ultimo. Poi ha chiesto se mia madre il giorno prima mi aveva vista diversa, se aveva detto qualcosa riguardo la pancia, ho risposto: “Mia madre ha solo detto che partorirebbe al posto mio, potesse”. Non fa, per fortuna, valutazioni di questo tipo.
Poi abbiamo cambiato argomento e siamo passati alle contrazioni: ne avevo avute altre? quanto erano durate? la pancia era dura? erano state dolorose?
E già qui stavo avendo una crisi di nervi..
Ma non è tutto, perchè l’argomento successivo è stato: “Appena succede qualcosa chiama che vengo a casa!”
“..e a fare che?”
“Giusto, vengo in ospedale!”
“E a fare che?”, no non le ho risposto così sta volta.. ma ho messo questo significato in una risposta più velata, le ho ricordato i patti: appena siamo sicuri che si sta muovendo qualcosa avvisiamo, ma voi non venite, poi quando sta per nascere (tipo la testa si vede) Lui vi avvisa e potete iniziare a venire.
Lei era disperata da questa notizia che le giungeva nuova.. “Ma tua madre non vuole vedere e sentire???” risponde quasi in preda al panico.
“No, mia madr… Scusa ma vedere e sentire cosa? Che non vi fanno comunque andare oltre la sala d’attesa, io sarò da un’altra parte e Lui non potrà neanche uscire! E poi te l’ho detto in ospedale ci hanno chiesto di evitare di far venire parenti durante il travaglio!”
“Ma neanche i nonni??”
E questo è un riassunto delle tre volte che abbiamo rifatto lo stesso discorso, al quarto giro per fortuna Lui mi ha fatto cenno di passargliela così da chiudere questo circolo vizioso.
Io sono andata nell’altra camera, mi sono messa al pc, e sono scoppiata a piangere.
Un pianto disperato, rumoroso e lacrimoso.
Lui non capiva neanche come mai era scoppiato così esagerato.

Io si, tutte le paure, tutte le angosce del parto mie, moltiplicate per l’insistenza di sua madre che trepidava assaporando il grande giorno. Ma io non so neanche bene il perchè sto facendo tutto questo, la paura del parto, del dolore, del fatto che possa accadere qualcosa di storto. Perchè tutto questo? In più non è solo lei che chiama di continuo (tra l’altro aveva già chiamato il mattino..) ma ci sono anche i miei che chiamano chiedendo un generico “Tutto bene?” che cela altrettanta trepidazione, ma un po’ più garbata. Ci sono gli amici, gli altri parenti. C’è il padre che continua a chiedere quando nasce.
Ci sono io, sono io che devo farlo nascere e che ho paura, e sono stanca e sono tutta rotta e nervosa.
Per cui ho pianto fino a farmi venire voglia di rimettere.
Poi per fortuna sono riscita a tranquillizzarmi.

Per poi ricominciare a piangere verso mezzanotte, nel caldo afoso, senza che Lui capisse davvero il perchè. Senza che io riuscissi a fargli comprendere tutte le sfumature delle mie paure.

OGGI -1

Ultima sveglia alle sette, non ce l’ho più fatta mi sono alza, ho iniziato a sgranocchiare biscotti. Poi annoiata ho ritirato la roba stesa e preparato un’altra lavatrice. Ho sistemato un po’ la cucina, coccolato il gatto.
Otto e mezza, finalmente lui si sveglia: “Cosa c’è, tutto bene?”
Evidentemente no.
La pancia è dura ma niente di particolare, sono sempre più nervosa, la schiena è bloccata e la testa è pesante.
Sono ripartita a piangere.
“Dai usciamo un po’ così ti svaghi!”
“Non me la sento… mi vai a prendere una brioches?”
“Vieni anche tu, dai!”
“No non me la sento, vabbè mi mangio un frutto…”
“Ma adesso la voglio io la brioches, dai vado a prenderla!”
“No non mi va più”

Poi lui ha fatto colazione, io ho mangiato una percoca.

“Facciamo qualcosa dai!”
“Vorrei, ma cosa? vorrei andare al fresco, vorrei fare una gita, ma ogni luogo che mi viene in mente è lontano!”
“…si anche a me vengono in mente solo posti lontani…”
“…o difficili da raggiungere a piedi con la pancia.”
“Andiamo ad un museo!”
“Quale?”
“Quello della montagna, ci dovevamo andare, poi è in collina è fa più fresco!”
“Ok, se non costa troppo però..”
“10 euro a testa… ok niente museo.”

Grandi giornate si prospettano davanti a noi se non nasci presto Riccardo!
Inoltre c’è il rischio che mi esci fuori depresso e dipendente dagli zuccheri se continui a stare lì dentro! Visto che tua mamma piange sempre e mangia un sacco di cose dolci..ultimamente.

Ultimi giorni e ultime insofferenze…

o almeno si spera. In questi ultimi giorni sto comprendendo molti atteggiamenti di alcune delle mie amiche che hanno partorito prima di me:

  • sedersi sulla tavoletta dei wc pubblici, io riesco ancora a non farlo, ma inizio a capire perchè si arrivi a farlo.. stare in piedi con la pancia, oltre ad essere massacrante per le gambe, oltre a non riuscire a piegarti come dovresti.. non fa svuotare la vescica. Per cui tu esci dal bagno e dovresti andare di nuovo,
  • dormire è impossibile in qualsiasi posizione, ci siamo giocati anche il fianco sinistro visto che il braccio si addormenta talmente di frequente da avermi traumatizzato il polso..
  • un certo fermento si aggira sottopelle e ti rende mediamente sull’attenti, qualsiasi cosa può farti scattare,
  • di contro cerchi la pace e la tranquillità e ogni altra forma di vita (che tra l’altro vive e si muove ad una velocità maggiore della tua) ti sembra nervosa e scattosa e ti fa innervosire,
  • la mente è sempre più annebbiata,
  • il cibo può diventare l’unica tua attività giornaliera..oltre al fare pipi e al cercare di dormire,
  • non si hanno neanche più desideri precisi, si è in una sorta di limbo in cui non si sa cosa fare per stare meglio e non hai voglia di prendere decisioni: “fate di me quello che volete”,
  • non ci si sopporta neanche più da sole … come fanno a sopportarci gli altri?
  • persino la modella del libro che ho comprato, nelle ultime foto appare gonfia e stufa, con un espressione del tipo “ma perchè ho accettato di farmi fotografare per sto libro???”,

Mi sembra impossibile essere arrivata fin qui.. eppure ci pensavo un anno fa. Siamo passati dal cercare di farlo entrare al cercare di farlo uscire. E, nello specifico, ci stiamo provando con:

  1. tisana alle foglie di lampone (che serve a preparare la muscolatura e ad avere una seconda parte del travaglio più veloce)
  2. sesso (questo dovrebbe far venire le doglie… ma temo lasci il tempo che trova, forse è un’invenzione dei ginecologi maschi per dare un ultimo contentino ai mariti)
  3. massaggi con olio agli oli essenziali di cannella e chiodi di garofano (lo suggerisce il libro citato prima, ma non ho trovato lumi nel web e comunque non sembra dare nessuna grande svolta alla cosa, dovrebbe anche questo far venire le contrazioni)
  4. bagni caldi (che non sortiscono nessun effetto se non quello di farmi venire ulteriormente caldo!)

Cose che ho capito troppo tardi…

vabbè non è poi così tardi, ma se me lo dicevano prima, era meglio.

Le false contrazioni: o contrazioni di Braxton Hicks, sono delle contrazioni involontarie dell’utero, non dolorose, durano qualche secondo fino a un massimo di un minuto. Sono casuali, di preparazione al parto. Nel caso si avvertisse una certa regolarità bisogna chiamare il medico o andare al pronto soccorso. Altrimenti se fossero casuali ma dolorose si può prendere del buscopan.

Scoperta questa cosa, o meglio scoperto che poteva diventare la “pancia dura” come dicono in gergo mamme e dottori, ho avuto paura.
Io la pancia dura ce l’ho avuta per giorni! Ho provato a spiegarlo al medico, che mi ha guardata come fossi matta e mi ha detto di controllare la durata, se non superava il minuto non c’era da preoccuparsi, altrimenti di chiamarlo, che comunque è un utero poco allenato visto che è il primo figlio e quindi è meno elastico. ..ma io stavo appunto dicendo che mi durava tutto il gior.. vabbè.

Poi ho incontrato una ginecologa, donna, che aveva appena partorito un pupetto. Mi son detta: figo, lei saprà!
“Ma volevo sapere bene della pancia dura, a me capita e dura parecchio, a volte tutto il giorno.” Neanche finito di spiegare e lei sapete cosa mi dice? “Bisogna controllare quanto durano! Se non arriva a un minuto allora non c’è da preoccuparsi, e poi bisogna controllare anche la regolarità. Ah e non accarezzatevi troppo la pancia perchè favorisce la contrazione.” ci ho rinunciato, non sono andata avanti oltre.

Ho passato un paio di notti agitata, a tastarmi (e a fare attenzione a non accarezzarmi!) la pancia, tesa come un tamburo. A chiedermi se avrei già dovuto essere al pronto soccorso, ma a realizzare che se dopo giorni non era ancora nato, voleva dire che forse no, non dovevo andarci.

A quel punto ho deciso di chiedere a mia zia, che magari, visto che non è medico, ci si capiva meglio (inoltre ha partorito due volte, una decina d’anni fa):
“No tesoro è normale, le contrazioni le senti, sono proprio diverse..”
“Ma anche quelle finte?”
“Si si, ti senti proprio restringere la pancia, autonomamente. Mentre tu [toccando la pancia], senti non è dura dappertutto, ci sono dei punti più morbidi [scovando un micro spazio morbido sotto lo stomaco, e un paio vicino ai fianchi], magari è il bambino che è appoggiato, o semplicemente l’utero che tira perchè è un po’ stretto rispetto al bambino. Non preoccuparti, te ne accorgi, anche di quelle finte.”

Bene, ma dico io… ci voleva tanto???? Bastava chiedere: ma la pancia dura la sente per tutto il giorno oppure dura poco? Tutto il giorno. Allora non sono contrazioni, non si preoccupi. Stop.

Gli ospedali dovrebbero redigere un manuale della primipara-in-para, quella che si fa domande e vorrebbe le risposte e loro non hanno voglia di spiegare. Potevano dirmelo prima, a inizio gravidanza, potevano darmi un foglio con le cose di cui non dovrei preoccuparmi. Visto che la gravidanza è  un viaggio per una jungla, che ti fai in solitaria e non sai cosa mangiare, cosa bere, non sai cosa toccare, non sai se ti devi spaventare oppure no. Insomma non sai niente, e loro tendono a non dirti niente più del necessario!

..ed ora uno stacchetto comico: