Genitori in colpa

Sono stufa, molto stufa di tutti i diktat che danno sul”essere genitori.

In particolare su quelli postati sui social!

E niente tv che li rimbecillisci, e mettili nel lettone, e non sfiorarli neanche con un dito, e non urlare, e non dargli il ciuccio, e mettili nella fascia, e parlagli un sacco, e non dargli troppi input, e falli giocare, e lasciali annoiare…

Basta!


C’era una volta l’istinto materno… Continua a leggere

I primi frutti

Qualche mese fa mia madre mi disse: “Se non lo fai pasticciare ad ogni pasto con il cibo hai meno da pulire tutte le volte”
“Ma così non impara a mangiare da solo, e poi tanto devo pulire tutto lo stesso.” ho ribattuto un po’ offesa per essere stata ripresa come una bambina dalla madre che mi ha insegnato, a modo suo, a mangiare da sola.”Glielo puoi far fare ogni tanto, impara lo stesso. Io non te l’ho fatto fare e tu mi pare sappia mangiare da sola.” …ecco appunto.

Oggi a 11 mesi Ricky mangia con la forchetta. Ok non proprio tutto, e fa comunque sempre un po’ di casino, ma nel gruppo di mamme (e sono 40) che conosco su facebook lui è il primo (ed è anche uno dei più piccoli); alcuni bambini non mangiano da soli neanche con le mani, tanto per intenderci.
Il processo è stato semplice e naturale, per nulla forzato. Se avete un bambino in età da svezzamento e volete provare è semplice: all’inizio non saprà prendere in mano cose piccole per cui dovete dare cibi che non si sbriciolino troppo ma che sono comunque morbidi da mangiare (come pezzi di torta, polpette a pezzi di verdure, fagioli o carne) lui imparerà ad imboccarsi d’apprima mangiando fin dove c’è la mano lasciando dei pezzi notevoli, poi passerà di mano in mano riducendo gli avanzi, infine imparerà ad aprire la mano per cacciare letteralmente dentro tutto quello che c’è. A questo punto avrà sviluppato la presa a pinza degli oggetti piccoli come un chicco di riso, da qui in poi potete dargli tutto. Basta che non sia troppo duro da mandar giù. Se volete consigli più dettagliati potete dare un occhiata al sito di Autosvezzamento, io mi ci sono appoggiata all’inizio facendo comunque uno svezzamento misto col classico.
Piano piano mostrerà interesse verso il cucchiaio e la forchetta che lo imboccano completando i suoi pranzi e le sue cene autonome, voi lasciateglieli in mano perchè prenda confidenza. Poi lo aiuterete a imboccarsi ed infine ad infilzare, a quel punto farà tutto da solo, anche se non sempre, ovvio.

Un po’ come quando mia suocera mi prendeva per pazza quando leggevo i primi libri a Ricky, la pediatra all’ultimo controllo mi ha detto di iniziare a leggere al bambino: “Lo faccio già e lui in genere mi porge il libro che vuole perchè glielo legga.” son soddisfazioni.

 

Royal gift

I vestiti ve li regaleranno tutti. Si ma occhio alle taglie!

Io per esempio sono stata riempita di taglie 1 o 0, e di 3! Ma mi manca il passaggio 1-3 per cui le tutine di quando è nato sono giuste che i piedi puntano, mentre le altre sono ancora enormi! Date un occhio anche ai cm!

I pannolini rimangono in effetti la cosa più utile da regalare, perchè piena di vestiti la mamma sarà obbligata a comprare pannolini e non potrà comprare neanche un vestitino. Una cosa che regalano in pochi sono i lenzuolini, potrebbe essere un’idea diversa. Se proprio volete prendere vestiti prediligete appunto la taglia 1-3 in versione completo (mi raccomando i pantaloni, tutti regalano magliette) oppure golfini che sono sempre utili. Altri consigli possono essere: magari evitate il bianco, l’azzurro e il rosa, prediligete aperture facilitate per il cambio pannolino (vestiti che hanno i bottoni in mezzo alle gambe e non sulla schiena, che siano il più apribili possibile).

Ciucci, un’altra bella idea: se il regalo lo fate prima o appena è nato compratene uno di forma strana (non il classico gommotto per intenderci); se lo fate quando è già nato chiedete quale preferisce e prendetene un paio. Per esempio mio figlio ha scelto uno dei ciucci più cari del mercato, se qualcuno me lo regalasse ne sarei felice (anche perchè vanno cambiati spesso, spesso si perdono e spesso è meglio averne uno di scorta!).

Termometri per bimbi (quello che misura la temperatura dalla pelle o dall’orecchio), bavaglini per neonati, una vaschetta per il bagnetto di quelle pieghevoli.

Infine della serie “cose che ho scoperto troppo tardi”.. un bel regalo mamma-bambino però per quando sta per nascere o è appena nato sono: il cuscino per allattamento piccolo (quello grande alla fine è poco pratico per allattare, ma fantastico come riduttore per il lettino!), e questo set della Avent che contiene un kit per un avvio sereno dell’allattamento (non so se esiste di altre marche):

 

  • coppette assorbilatte
  • crema per i capezzoli
  • clip per segnare l’ultimo seno utilizzato
  • discetti in gel: caldi servono a sgorgare e aiutare la fuoriuscita del latte; freddi a disinfiammare

 

 

 

 

 

E infine ricordatevi che se dovete fare un regalo per un bimbo dovete consegnarlo entro breve..se no non serve a molto!

Allattare? Sì, grazie!

Abbiamo partecipato, grazie al corso preparto, a due lezioni sull’allatamento. Vi riassumo le cose che ho trovato più interessanti e utili!

ALCUNI MITI DA SFATARE E QUALCHE CONSIGLIO:

  • Il pupo non deve crescere di 1kg al mese, ma allattato al seno, deve aumentare di 500gr per i primi tre mesi e poi l’incremento diminuisce.   [la storia del kg è legata al latte artificiale]
  • Per essere sicuri che mangi abbastanza controllare che riempia almeno 6 pannolini di pipì al giorno. (se vi sembrano asciutti tagliateli a metà, i nuovi pannolini ingannano molto)
  • Grazie al Roomin-in, non esiste più lo spauracchio della montata lattea, in quanto il bambino prende il latte da subito e per tutto il tempo, evitando che il seno si gonfi troppo tra una poppata e l’altra.
  • Se fa male allattare, c’è qualcosa che non va.
  • Se dorme da subito 6 ore di fila, c’è qualcosa che non va.
  • In caso di altri dolori concomitanti all’allattamento (tipo i dolori del taglio cesareo), meglio prendere un’antidolorifico in più che sopportare, perchè il dolore inibisce la produzione dell’ossitocina, uno dei due ormoni dell’allattamento.
  • In allattamento si può bere alcool moderatamente, e non ci sono cibi da evitare se non funghi, mitili crudi, pesce crudo e uova non pulite bene prima di essere utilizzate. Cipolla e cavolo rendono il latte più dolce, mentre i legumi non fanno venire le coliche come si crede.
  • Variare spesso posizione di allattamento oltre a evitare problemi muscolari, svuota gli ingorghi che potrebbero formarsi utilizzando sempre la stessa posizione.
    • Nella posizione a culla classica sostenere bene il collo, ma non bloccare la testa.  Se il bimbo cerca il vostro sguardo assecondatelo, è una cosa che capita in genere solo i primi tempi, poi passa. Ma se non assecondato si potrebbe innervosire e compromettere la poppata.
    • La posizione a rugby è utile sia per “confondere” il bambino che vuole ciucciare sempre allo stesso seno (dopo due ciucciate dal seno preferito, quando prende aria, traslarlo sull’altro mantenendo la posizione), sia in caso di bambini pigri o di seno grosso.
    • La posizione da seduto è ideale per chi ha tanto latte, perchè rallenta un po’ il flusso evitando che il bambino si senta soffocare e non abbia il giusto ritmo. (vi potete aiutare con un asciugamano piccolo arrotolato sotto il seno per tenerlo alto).
    • Nella posizione da sdraiati a letto, potete allattare all’altro seno alzando il bambino con un cuscino.
    • La posizione a lupa, poco conosciuta è ideale per quei bambini con “l’altimetro” che piangono appena vengono messi in culla, con questa posizione potete fargli fare due ciucciate una volta messi a letto così che si tranquillizzino.
  • Il ruttino tanto osannato è ormai obsoleto. L’allattamento al seno è sottovuoto, per cui non ingurgita aria il bambino. Se si era addormentato, con il ruttino, lo si sveglia. Lo spostamento di posizione aiuta a fargli venire il rigurgito. [anche questo è strettamente legato all’allattamento artificiale]
  • Nel caso di notte pianga senza motivo apparente, calmarlo contenendolo stretto al petto, meglio se lo fa il padre, così si rinforza il loro legame, lui è di sicuro più tranquillo e meno stanco di noi e il non avere seno gli permette di tenerlo più comodo e più vicino al cuore.
  • Ci sono bambini che hanno proprio bisogno di succhiare, e che lo fanno anche quando non stanno mangiando. In questo caso quando sono piccoli piccoli utilizzare il proprio pollice col polpastrello all’insù. Stimola la suzione al seno e non confonde il bambino che si abitua a ciucciare qualcosa di vivo. Poi una volta avviato bene l’allattamento si può passare al ciuccio.
  • Per coinvolgere il partner nell’allattamento, può unirsi a voi abbracciandovi da dietro e tenendo lui il bambino mentre succhia. Sembra complicato, ma pare che molti papà apprezzino.
  • Per non sentirsi stanche consigliavano vivamente di assecondare quel senso di calma e assopimento che sopraggiunge dopo la poppata. Se ci si addormenta subito dopo infatti si riesce a cadere in un sonno molto profondo e ristoratore, che non si riesce a raggiungere nemmeno se qualcuno si propone di tenere il bambino in modo che si possa dormire in un momento diverso.
  • Se il bambino no ha ancora preso il ritmo e quando si sveglia è sempre nervoso e vorace, consigliavano di svegliarlo un po’ prima per evitare che il piccolo vada in ipoglicemia.
  • In caso di ingorghi e quindi se si avvertono sensazioni di seno dolente, rosso, caldo e duro:
    • fare prima un impacco caldo (in modo da favorire la fuoriuscita del latte
    • per togliere l’ingorgo orientare il mento del bambino verso la zona arrossata e fare la normale poppata
    • successivamente fare un impacco freddo
  • Se doveste notare puntini bianchi nel capezzolo si tratta di dotti bloccati che devono essere sgorgati
  • Se avvertite febbre alta e sintomi influenzali improvvisamente, potrebbe trattarsi di mastite

Infine chiudo con questo video che ci hanno fatto vedere per spiegarci come l’allattamento sia del tutto naturale e istintivo.

Per dubbi o emergenze, sopratutto nottune, chiamate l’ospedale dove avete partorito. Oppure vi lascio il numero di questo servizio, Allattare? Sì, grazie! attivo in Piemonte: 3316672311

Se aveste dei dubbi su quali medicinali assumere in allattamento, consigliavano di contattare il centro antiveleni di Bologna.

Sackboy – il pupazzo ufficiale di Ricky

Avevo bisogno di un progetto concreto e breve, perchè in queste giornate ci si annoia un po’..
Allora ho pensato ad un pupazzo per Riccardo, fatto a maglia. Mi sono ritrovata lo schema di questo personaggio del gioco Little big planet (che non conosco personalmente ma mi è sempre stato simpatico). Ho trovato lo schema ufficiale in inglese e poi uno non proprio ufficiale ma spiegato meglio su certi passaggi che l’altro abbreviava troppo. Infine ho trovato su un sito la spiegazione passo passo delle mani, senza la quale sarebbe stato davvero difficile portarle a termine!

[Questi sono schemi a maglia, esiste anche la versione ad uncinetto però!]

Schema ufficiale.

Schema non ufficiale ma più chiaro e dettagliato, non seguite lo schema di come si assemblano i piedi perchè qui prevede il feltro.

Spiegazione braccia e mani passo passo, dovete solo scendere un po’ in giù nella pagina per trovarlo.

Consigli per le imbranate (sia in inglese che nella maglia) come me:

    • Quello che in definitiva vi occorre:
      • un gomitolo di lana marrone
      • due ferri adatti alla lana (se ci pensate è tutto in scala, quindi potete farlo anche di dimensioni diverse)
      • un ago da lana
      • una zip
      • dell’avanzo di filo di lana panna (ma va bene anche verde a vedere l’originale) un po’ più sottile di quello usato per il corpo
      • imbottitura per cuscini (io l’ho rubata ad un cuscino molto pieno)
      • due bottoni e del filo nero per occhi e bocca (pensavo di usare del filo mulinè così da dare un po’ di luce)
    • Traduzione punti:
      • cast on/off: avvio/chiusura maglie
      • knit è una maglia dritta
      • purl è una maglia rovescia
      • knit 2 stitches together è lavora due maglie insieme
      • increases è un aumento
      • stocking stitch è la maglia rasata (viene considerata anche “dispari” cioè partendo da un ferro rovescio e finendo con uno dritto)
    • Io mi sono basata sopratutto sul secondo schema che ho trovato più semplice, tuttavia non sempre tornavano i conti con le maglie totali. Ma mi arrangiavo grazie al conteggio che c’era tra le parentesi quadre [] aggiungendo o togliendo maglie sul ferro successivo.
    • Invece di incollare la zip l’ho cucina a filo di cotone, inoltre ho creato a maglia un interno così che se la zip si apre non c’è l’imbottitura ma una specie di taschino segreto.
    • Per le gambe appunto nel secondo schema dice di usare due cerchi di feltro, io ho fatto passare invece il filo nei punti e stretto come per la testa, poi ho modellato il piede una volta imbottito.
    • Per le braccia ho seguito da subito la spiegazione del sito, la mano viene fatta specularmente per quanto riguarda il pollice esterno/interno, mentre le altre dita vengono lavorate a cavallo, in modo che una volta piegato a metà il lavorato le dita si raddrizzino nella parte centrale. Quindi non vanno fatte 4 mani come per un momento ho temuto io :-p
      • Quando dice di tagliare il filo a un metro, credetemi basta e avanza, per cui non fatene un metro e mezzo per paura di non arrivare alla fine.
      • Quando lei scrive “turn and work on these 6 stiches only” non significa che dovete lavorarle tutte 6 le maglie, ma dice solo che quando girate il lavorato dovete agire su quella parte, il che è anche abbastanza ovvio, le dita si fanno di tre maglie quindi quando girate i ferri continuate con le istruzioni dimenticandovi quel “work on these 6 stiches”
      • Di tutte le dita si fa un rovescio, un dritto e la chiusura con l’ago, ve lo dico perchè io mi sa che mi son persa un dritto di un dito che è venuto più piccolo (e purtroppo non era neanche il mignolo).
      • Le ultime due immagini si riferiscono alla mano completa, già piegata (e molto probabilmente stirata, visto che la mia si arricciava tutta!).
    • Assemblare poi il tutto è piuttosto semplice, anche se fissare le braccia è stata dura e fissare la testa con un pezzo interno per non farla cadere è stato inutile, visto che poi con le mani l’ho dovuto spostare una volta fissato il collo, perchè nel frattempo era sceso.
    • Il mio una volta imbottito ha presentato dei buchi dove avevo fatto gli aumenti, sono passata con della lana per riempirli.
    • La zip l’ho scelta di plastica perchè così è meno spigolosa, visto che si tratta di un gioco per bambini, per i primissimi tempi si può anche fissare con un punto in modo che non si possa aprire anche solo accidentalmente.
    • Gli occhi sto valutando se farli fare all’uncinetto, in filo di cotone un po’ brillante, in modo da poterli fissare meglio che non si stacchino. Poi magari una volta cresciuto sostituirli.

La cosa che mi piace è che anche se non è una bambola si possono fare due o tre vestitini per personalizzarlo o comunque per creare un tema a seconda delle stagioni. Così rimane un pupazzo maschile ma con il divertimento di una bambola classica.  In giro infatti lo trovate col cappello e la sciarpa di lana, con costumi di altri cartoni, con parrucche o occhiali.

E questo è il mio risultato finale, mancano occhi e bocca perchè non ho ancora il filo e come dicevo sopra sto valutando come farlo, ma sono molto orgogliosa di come sia venuto! Per qualsiasi consiglio o dubbio chiedete pure, io avrei tanto voluto poter chiedere a qualcuno invece che impazzire dietro certi punti! :-p

 

sackboy