Paura di…

…decidere. Paura di me.

Diceva Elisa in Eppure sentire.

Quando diventi genitore spesso questa è la sensazione che provi. Hai paura di decidere qualsiasi cosa, hai paura di te stesso, delle tue emozioni. Hai paura di sbagliare la temperatura dell’acqua, come hai paura di acconsentire ad un’operazione che gli risolverà un problema creandogliene un’altro. Hai paura che non mangi abbastanza o che mangi troppo. Hai paura di sottovalutare una pustolina sospetta, o di non accorgerti di un comportamento strano.

Gli fai i vaccini che magari non gli serviranno mai a niente, ma col vaccino diventa catatonico o gli rimane il morbillo latente? O non glieli fai e poi si prende la pertosse e ti maledici a vita? O se non succede niente di tutto questo ma si avvelena coi metalli pesanti. O non succede niente di tutto questo e ti investono il giorno che invece del vaccino sei andata a fare un giro al parco??

E’ normale avere paura di scoprire che abbia dei problemi o che gli venga una malattia, si, ma ci sono anche altre paure.

Hai paura di dargli i vizi se lo prendi in braccio quando piange, ma hai paura a farlo piangere troppo. Hai paura che facendolo dormire addosso a te prenda cattive abitudini e che poi non dorma più nel suo lettino, ma quando si sveglia nel lettino piangendo…hai paura che si senta abbandonato.

Hai letto un libro che ti fa sentire in colpa quando lo addormenti in braccio: “vuoi davvero passare i prossimi 10 anni a cullarlo??”, ma non vuoi neanche usare il metodo “fallo piangere finché sviene”. Su un’altro libro ti consigliano di farlo dormire in un ambiente calmo e tranquillo “vorresti dormire nel caos del soggiorno al sole del pomeriggio?”, ma da un’altra parte hai letto “il bambino deve abituarsi ai ritmi della famiglia, non il contrario! quindi non è giusto vivere nel silenzio e al buio solo perchè il neonato dorme”.

Hai paura prenda il vizio di ciucciarsi il dito, ma poi se col ciuccio non si ciuccia le dita, magari non scopre di avere le mani!? Insomma qualunque cosa fai, sbagli. Non c’è via d’uscita. E niente può mandarci più nel panico di sentire pareri di famigliari e amici o leggere i teoremi del bambino sui libri.

Che poi ogni bambino è a se, c’è un’alchimia fatta di bambino e genitore, ma anche di contesto. La stessa famiglia applicherà metodi diversi da figlio a figlio, e non solo perchè uno è il primo e l’altro il secondo, ma anche perchè sono due persone diverse con caratteri diversi, magari la casa è cambiata e ora c’è un giardino e un cane. E questo i libri non lo tengono quasi mai in considerazione…e nemmeno i parenti.

E poi penso anche che se adesso la maggior parte delle volte mi fa piacere rilassarlo in braccio, prima che dorma, perchè non dovrei farlo? Se col tempo diventerà un peso, rimedierò piano piano.. perchè fasciarmi la testa prima di cadere?

 

ritorno alle origini

Ora io vorrei fare una riflessione su alcune cose demonizzate dai puristi del bebè:

il latte artificiale

il ciuccio

la sdraietta

Quando non stavo pensando di avere un figlio, anche io facevo parte di quella schiera di persone che erano contro questi surrogati artificiali. Dopo un mese di vita del mio piccolo ho iniziato a rivalutarli pensando che l’importate era non abusarne.

Questo cambio di opinione è stato dato non solo da una necessità, ma anche da un ragionamento rispetto a quello che capitava in passato, prima che i surrogati artificiali fossero ufficiali e acquistabili, sopratutto quando non si avevano i soldi per farlo.

Latte artificiale: esistevano le balie, e non è come dicono alcuni che le balie le avevano solo i ricchi, le balie erano anche la cugina più grande con più figli e più latte, la vicina di casa o una conoscente. Oggi sarebbe improbabile oltre che amorale, dare alla zia o alla vicina il proprio bimbo da allattare, l’unica soluzione è quindi il latte artificiale.

Il ciuccio: è sempre esistito, era fatto di stoffa e a volte veniva imbevuto in sostanze zuccherose, i bambini non si sono mai confusi molto rispetto al seno.

La sdraietta, ok il fatto che sia elettrica scarica ulteriormente le responsabilità, ma una volta si usavano amache appese al soffitto con un filo per poter cullare il bambino anche quando i genitori tentavano di dormire, alzando solo una mano.

Dico però non abusarne non tanto perchè fa fine e non impegna. Quanto perchè ci sono degli aspetti da valutare come: il latte artificiale è molto grasso, meglio evitare di eccedere per non ritrovarsi tra le braccia il figlio dell’omino michelin; il ciuccio non deve essere usato come tappo per far stare zitto il bambino, pena un bambino insicuro e dipendente dal ciuccio; la sdraietta non va usata per tempi molto lunghi, per evitare di shekerare troppo i neuroni del pupo, anche questa può creare dipendenza!

Allattare? Sì, grazie!

Abbiamo partecipato, grazie al corso preparto, a due lezioni sull’allatamento. Vi riassumo le cose che ho trovato più interessanti e utili!

ALCUNI MITI DA SFATARE E QUALCHE CONSIGLIO:

  • Il pupo non deve crescere di 1kg al mese, ma allattato al seno, deve aumentare di 500gr per i primi tre mesi e poi l’incremento diminuisce.   [la storia del kg è legata al latte artificiale]
  • Per essere sicuri che mangi abbastanza controllare che riempia almeno 6 pannolini di pipì al giorno. (se vi sembrano asciutti tagliateli a metà, i nuovi pannolini ingannano molto)
  • Grazie al Roomin-in, non esiste più lo spauracchio della montata lattea, in quanto il bambino prende il latte da subito e per tutto il tempo, evitando che il seno si gonfi troppo tra una poppata e l’altra.
  • Se fa male allattare, c’è qualcosa che non va.
  • Se dorme da subito 6 ore di fila, c’è qualcosa che non va.
  • In caso di altri dolori concomitanti all’allattamento (tipo i dolori del taglio cesareo), meglio prendere un’antidolorifico in più che sopportare, perchè il dolore inibisce la produzione dell’ossitocina, uno dei due ormoni dell’allattamento.
  • In allattamento si può bere alcool moderatamente, e non ci sono cibi da evitare se non funghi, mitili crudi, pesce crudo e uova non pulite bene prima di essere utilizzate. Cipolla e cavolo rendono il latte più dolce, mentre i legumi non fanno venire le coliche come si crede.
  • Variare spesso posizione di allattamento oltre a evitare problemi muscolari, svuota gli ingorghi che potrebbero formarsi utilizzando sempre la stessa posizione.
    • Nella posizione a culla classica sostenere bene il collo, ma non bloccare la testa.  Se il bimbo cerca il vostro sguardo assecondatelo, è una cosa che capita in genere solo i primi tempi, poi passa. Ma se non assecondato si potrebbe innervosire e compromettere la poppata.
    • La posizione a rugby è utile sia per “confondere” il bambino che vuole ciucciare sempre allo stesso seno (dopo due ciucciate dal seno preferito, quando prende aria, traslarlo sull’altro mantenendo la posizione), sia in caso di bambini pigri o di seno grosso.
    • La posizione da seduto è ideale per chi ha tanto latte, perchè rallenta un po’ il flusso evitando che il bambino si senta soffocare e non abbia il giusto ritmo. (vi potete aiutare con un asciugamano piccolo arrotolato sotto il seno per tenerlo alto).
    • Nella posizione da sdraiati a letto, potete allattare all’altro seno alzando il bambino con un cuscino.
    • La posizione a lupa, poco conosciuta è ideale per quei bambini con “l’altimetro” che piangono appena vengono messi in culla, con questa posizione potete fargli fare due ciucciate una volta messi a letto così che si tranquillizzino.
  • Il ruttino tanto osannato è ormai obsoleto. L’allattamento al seno è sottovuoto, per cui non ingurgita aria il bambino. Se si era addormentato, con il ruttino, lo si sveglia. Lo spostamento di posizione aiuta a fargli venire il rigurgito. [anche questo è strettamente legato all’allattamento artificiale]
  • Nel caso di notte pianga senza motivo apparente, calmarlo contenendolo stretto al petto, meglio se lo fa il padre, così si rinforza il loro legame, lui è di sicuro più tranquillo e meno stanco di noi e il non avere seno gli permette di tenerlo più comodo e più vicino al cuore.
  • Ci sono bambini che hanno proprio bisogno di succhiare, e che lo fanno anche quando non stanno mangiando. In questo caso quando sono piccoli piccoli utilizzare il proprio pollice col polpastrello all’insù. Stimola la suzione al seno e non confonde il bambino che si abitua a ciucciare qualcosa di vivo. Poi una volta avviato bene l’allattamento si può passare al ciuccio.
  • Per coinvolgere il partner nell’allattamento, può unirsi a voi abbracciandovi da dietro e tenendo lui il bambino mentre succhia. Sembra complicato, ma pare che molti papà apprezzino.
  • Per non sentirsi stanche consigliavano vivamente di assecondare quel senso di calma e assopimento che sopraggiunge dopo la poppata. Se ci si addormenta subito dopo infatti si riesce a cadere in un sonno molto profondo e ristoratore, che non si riesce a raggiungere nemmeno se qualcuno si propone di tenere il bambino in modo che si possa dormire in un momento diverso.
  • Se il bambino no ha ancora preso il ritmo e quando si sveglia è sempre nervoso e vorace, consigliavano di svegliarlo un po’ prima per evitare che il piccolo vada in ipoglicemia.
  • In caso di ingorghi e quindi se si avvertono sensazioni di seno dolente, rosso, caldo e duro:
    • fare prima un impacco caldo (in modo da favorire la fuoriuscita del latte
    • per togliere l’ingorgo orientare il mento del bambino verso la zona arrossata e fare la normale poppata
    • successivamente fare un impacco freddo
  • Se doveste notare puntini bianchi nel capezzolo si tratta di dotti bloccati che devono essere sgorgati
  • Se avvertite febbre alta e sintomi influenzali improvvisamente, potrebbe trattarsi di mastite

Infine chiudo con questo video che ci hanno fatto vedere per spiegarci come l’allattamento sia del tutto naturale e istintivo.

Per dubbi o emergenze, sopratutto nottune, chiamate l’ospedale dove avete partorito. Oppure vi lascio il numero di questo servizio, Allattare? Sì, grazie! attivo in Piemonte: 3316672311

Se aveste dei dubbi su quali medicinali assumere in allattamento, consigliavano di contattare il centro antiveleni di Bologna.

Di allattamento e di campagne

Continua a piovere e a fare freddo. La primavera non vuole arrivare.

Nel w.e. siamo stati nella casa dei miei in campagna, dato che loro non c’erano, per badare al cane. Ci ho vissuto dieci anni e non la potevo soffrire, ma ammetto che come casa vacanze non è male. Un’altra cosa non male è stato usare la caldaia a gas e avere sempre acqua calda a piacimento. Che goduria.
Altra cosa piacevole è stato usufruire dello spazio. Avevo quasi dimenticato com’era vivere in tutto quello spazio, e non dover camminare di lato per passare tra letto e armadio o semplicemente nel lungo e stretto bagno. Avere due divani comodi e un tavolino su cui appoggiare i piedi. Una camera da letto che si può chiudere perchè non ci si vive dentro, ma ci si dorme solo.

Chissà se questa settimana ci diranno qualcosa del mutuo.. non ce la facciamo più, probabilmente neanche i proprietari non ce la fanno più.

Sabato poi ho partecipato ad un incontro della Chicco con un’ostetrica. E’ stato interessante, tra le cose che mi hanno colpito ha detto che tutte le mamme hanno un latte specifico per il loro bambino (non so se sia davvero vero, o se l’ha detto più che altro per convincerci, però come concetto è molto incoraggiante). Ha detto che se il bambino non si attacca è solo l’approccio sbagliato o l’atteggiamento, perchè tutti i bambini si attaccano prima o poi. Ha detto di non dare ciuccio o biberon prima di un mese, un mese e mezzo, per non confonderlo visto che il metodo di suzione è differente; e che spesso i bambini che vengono allattati esclusivamente al seno poi non hanno bisogno del ciuccio. Ha consigliato invece il tiralatte, nel caso si senta un po’ di tensione (e in quel caso di non svuotare tutto il seno, perchè se no verrà prodotta di nuovo tutta l’intera quantità). Ha consigliato per il primo mese, invece delle coppette assorbilatte, la conchiglie paracapezzoli, così da evitare che il capezzolo non ancora abituato ad allattare maceri con l’umidità del latte.

Conchiglie paracapezzoli, areata, che funge anche da raccogli latte, con membrana morbida che si appoggia al seno. I prezzi sono anche accessibili, si parte da 8 euro circa, sui 12 ci sono i pacchi doppi con le coppette areate e quelle che fanno solo da raccogli latte.

Poi ha detto di non preoccuparsi di allergie o gusti particolari e mangiare tutto quello che vogliamo in allattamento, se dovesse avere qualche reazione allergica allora si interverrà sul capire come mai, ma altrimenti è bene fargli provare molti gusti.  Le ragadi (e conseguente mastite) si prevengono con l’attaccamento corretto, all’areola e non al capezzolo; e gli ingorghi passano con tiralatte e impacchi. Sembrava tutto fin troppo semplice alla fine, dubito lo sarà davvero, ma comunque è stato utile. Ultima cosa consigliava di trovarsi una figura di riferimento (lei consigliava un’ostetrica, anche del consultorio, o un’amica con molta esperienza) ora che siamo incinte, così dopo al primo problema abbiamo a chi rivolgerci, perchè spesso ginecologi e pediatri non sanno aiutare adeguatamente  in campo allattamento.

Sentimentalismi?

Oggi volevo parlarvi dei sentimentalismi da “siamo incinti!”. Non ne voglio parlare in lato negativo, più che altro con un po’ di invidia.

Io e Lui non siamo una coppia tutta zucchero e miele, non lo siamo mai stati, siamo teneri ma non sdolcinati, ci vogliamo bene ma non siamo romantici. E questa gravidanza non ci ha fatto cambiare, al momento.

Leggo di mamme che dicono che quella linea rosa gli ha cambiato la vita, di mamme che si sentono mamme a 5 settimane, di mamme che amano già follemente il loro bambino. Di mamme coraggiose che provano e riprovano a rimanere incinta, e portare a termine una gravidanza. Io forse non sono così, ma magari voi l’avevate già anche intuito.

Dei miei primi tre mesi ricordo solo che mi sentivo male, mi sentivo malata di una malattia non curabile.  E ora mi sento un po’ meglio, ma tutto quello che avverto è solo a livello fisico, a livello emotivo mi sento sempre uguale. Anzi il fatto di non stare più cercando di avere un figlio, mi ha anche allontanato dai sogni ad occhi aperti che mi facevo mentre cercavamo: sogni di famiglia, sogni di vacanze o pomeriggi sui prati. Sono arrivata alla conclusione che se qualcosa dovesse mai andare storto, non ho proprio idea di quando potrei avere la forza fisica di riprovarci.

Leggo di futuri padri che tutte le sere (fin dalle primissime settimane) accarezzano la pancia della mamma, o che le parlano o che la baciano. Lui invece si è emozionato (della serie che non capiva più niente e si dimenticava le cose in giro) quando abbiamo fatto la seconda ecografia, per il resto ha reagito solo quando gli ho detto la prima volta che forse l’avevo sentito muoversi facendomi una carezza alla pancia, stop.

Ma per noi è tutto molto soft, molto confuso dalle altre cose come la ricerca della casa, come il mio stare male o il fatto di pulire e sistemare questa di casa, che sembra sporcarsi più in fretta di un tempo.

Sono però convinta che il secondo figlio per me (ma anche per lui infondo) sarà quello della consapevolezza, al di là dell’età in cui lo faremo. Penso che lì sì mi godrò mese per mese la gravidanza, come tutte dicono. Sembra che tutto sia avvenuto per caso, anche se questo bambino invece l’abbiamo cercato, ed è arrivato anche abbastanza in fretta!

Ora iniziano ad arrivare i primi regalini per l’erede: una tutina, biberon e ciuccio, pannolini e cose dismesse dalla mia unica amica mamma. I regali sono belli a prescindere, ma tenere quelle cose in mano come la spazzolina e il pettinino, mi fa affiorare alla mente solo una domanda: ma sono oggetti reali o sono solo i giochi dei grandi?
Noi per ora abbiamo comprato solo un libro per l’erede, non ci siamo sbilanciati molto in effetti. L’amica mamma suggerisce di sfruttare i saldi per comprare cose costose tipo passeggino e seggiolino. Io ho fatto il conto che nascendo a luglio, recupererò coi saldi di agosto. Sono troppo pragmatica?