Cose da non dire ad una mamma che sta allattando con difficoltà

  1. “Dici che il bambino ha fame? Lo tengo io mentre scaldi il biberon!”
  2. “Tizia sta anche lei dando l’artificiale, e poi anche Lui è cresciuto con l’artificiale”
  3. “Fa fatica ad attaccarlo perchè lei (segue elenco di 20 piaghe per cui voi e il vostro seno non siete adeguati allo scopo, l’elenco comprende anche l’invasione delle cavallette ), e lui si attacca male perchè (altro elenco, questa volta di 12 punti, lui è più piccolo ha meno colpe).”
  4. “Allattare è bellissimo, è un momento magico, goditelo!”
  5. “Il bambino mangia?” (questa è una domanda idiota in ogni caso)
  6. “Cresce?” (idem come sopra)
  7. “Bevi abbastanza?”
  8. “Mangi abbastanza?”
  1. Perchè dai per scontato che mi serva il biberon? Mi hanno dimessa con l’aggiunta, non con l’artificiale e stop!
  2. Perchè dici anche? Ma sopratutto, perchè pensi sia meglio l’artificiale del mio latte? O meglio, perchè insisti su questa storia invece di dire una cosa tipo “Che brava, nonostante le difficoltà ci provi lo stesso ad allattare:” no io sono la cattiva che allatta nonostante il dolore..
  3. Abbattere una persona che ha delle difficoltà con un elenco di cose che non vanno, non è mai una buona idea. Se il primo giorno in ospedale ci scherzavo su, il quindo giorno iniziavo ad avere problemi ad affrontare l’argomento senza piangere. E poi invece di dirmi solo cosa non va, fammi capire cosa posso fare per risolvere il problema no?
  4. Mi fa piacere che per te lo sia stato, ma se ti dico che sto male, magari per me non è così. Non fare la gran donna vantandoti di aver allattato tuo figlio fino in prima media, quando ti ho detto che ho dei problemi. O mi dai dei consigli costruttivi, oppure… anzi, in ogni caso cerca di comprendere perchè magari voglio mollare.
  5. Questa domanda mi ricorda tanto la domanda che mi facevano spesso negli ultimi mesi di gravidanza: “Si muove?”. Ma io dico, se la risposta fosse no, secondo te saremo qui a parlarne con tranquillità? Magari non sarei proprio qui se la risposta fosse no! Ma poi me lo chiedi perchè credi non mi sappia occupare di mio figlio? O semplicemente perchè non sai che altro chiedermi e allora facevi più bella figura a non chiedere niente??
  6. idem come sopra!
  7. Ecco, il tormento del bere perseguita la neomamma dalla gravidanza. Almeno 2 litri al giorno, che in allattamento possono essere anche 3! A volte vai talmente spesso in bagno che ti chiedi se l’acqua che bevi va anche nel latte o va tutta direttamente in vescica…
  8. La dieta dovrebbe essere sempre una dieta varia ed equilibrata con circa 500 calorie in più rispetto alla dieta pregravidanza. Varia la dieta è varia: l’ultima fetta di prosciutto, un pezzo di pane avanzato dalla sera precedente con sopra della maionese, mezza insalata appassita con un pomodoro transgenico e del primo sale stagionato (l’avevate iniziato 5 o 6 giorni fa?). Sull’equilibrato forse bisogna lavorarci ancora un po’. Sopratutto quando in preda alla stanchezza, o alla disperazione, mangiate chili di gelato, biscotti o cioccolato a seconda di quello che c’è in casa. E dire che vostra nonna vi racconta che a lei portavano da mangiare (?) brodo di pollo per tutti i 40 giorni del puerperio!

E infine cari Leche league e compagnia bella, ma perchè non fate una sezione che possono leggere anche le attettate senza sentirsi delle minorate del latte? Una sezione che magari raccoglie esperienze di chi ha avuto tanti problemi e ce l’ha fatta, con consigli pratici su come li ha risolti. No perchè se io ho già un male cane e ragadi da vendere anche con il paracapezzoli (che mi raccomando va usato per poco tempo e solo in caso di necessità!) e leggo che invece di 8 terribili poppate dovrei farne 12. Che se non si attacca abbastanza il seno produce meno latte, meno nutriente. Che le ore migliori sono proprio quelle in cui vorrei dormire. Che se si ingorga il seno dovrei mungermi. Che insomma la risposta ad ogni problema sembra essere sempre “Attaccarlo di più!”…

Se io leggo tutto questo, quando sono stanca, ho un capezzolo fresco di poppata, che perde pezzi di pelle e l’altro ancora dolorante dalla poppata di 4 ore prima. Se leggo tutto questo mentre il piccolo, che è stato un’ora attaccato, ha ancora fame.

La prima cosa che penso non è lo attacco ancora. La prima cosa che penso è PASSO ALL’ARTIFICIALE!

Bipolarismo bilaterale

“So che è impopolare, immorale, innaturale.. tutto quello che volete. Ma non mi piace allattare! La trovo una tortura, al di là degli orari, Riki non si attacca mai subito e quindi tutte le volte c’è il balletto davanti al capezzolo, poi finalmente si attacca, ciuccia forte, mi fa male e poi si stacca. Facciamo così due tre volte, poi finalmente si attacca bene, di nuovo male, ma poi passa. A metà si addormenta, tienilo sveglio, sveglialo di nuovo, si stacca e piange, si riattacca di nuovo dolore, poi passa. Si addormenta, no forse vuole l’altro seno, e si ricomincia da capo. Ho una vecchia crosta sul capezzolo e sull’altro si stanno formando dei puntini rossi che non mi piacciono per niente. Tieni pulito il seno se no viene la mastite, metti l’olio se no vengono le ragadi, a volte lo morde proprio, e mi fa un male cane. Ora per esempio mi pizzicano i capezzoli, altrimenti mi pizzica proprio il seno. E un seno ne ha di più e l’altro di meno, quindi tira da quello più dolorante-che produce anche meno col tiralatte, ne viene poco. Oltre tutto credo di averne più al mattino e poi col tempo ce nè meno, infatti solo al mattino goccia il latte, durante il giorno no. E non sai quanto ne prende, e non sai se gli basta. E ho paura mi venga qualcosa al seno. Ero partita bene, volevo allattare, ma non pensavo fosse così dura. Quello che mi frustra di più è il dolore quando si attacca e il fatto che ci mette una vita ad attaccarsi, mi strema. Per il resto sarebbe anche fattibile, ma questa cosa mi devasta e mi rende insicura.”

Questo è uno dei primi sfoghi pubblici che ho fatto, in un gruppo di mamme di luglio. Una specie di coming out, perchè è così, se la gestione generica del pupo è fattibile (pianti senza apparente causa e addormentamenti difficoltosi a parte), tutta la storia dell’allattamento è stato un vero disastro.

Ho deciso così di fare una pausa di riflessione, riabilitazione e cicatrizzazione. E’ vero forse le mie ragadi appaiono piccole e innocue, ma vi assicuro che confronto i dolori del parto sembravano gigantesche! Tremavo ogni volta che si avvicinava l’ora della poppata, e ogni tanto tremo anche adesso..

Al di là delle belle frasi ad effetto “allattare è un momento magico” che infastidiscono solo, so che è importante per il piccolo e anche a me una mano la dà. Ma certe notti penso solo intensamente “Passo all’artificiale e viviamo tutti felici e contenti!”, mentre gli sto dando l’aggiunta dopo un tentativo di poppata finito in tragedia (si contano due feriti e un bimbo urlante).

Ma la lotta interna non si limita a questi momenti di lieve bipolarismo. La lotta interna, quella che davvero logora comprende altre cose. Invidio persone decise pro o contro..  io invece non ci riesco a decidermi.. ogni volta che allatto soffro, e soffro anche dopo a livello fisico; quando cedo all’aggiunta soffro il doppio a livello emotivo, però se cedo un motivo ci sarà.. poi mi rendo conto di riempire il mio compagno delle mie teorie contrastanti: forse non gli basta, non è abbastanza sostanzioso, però magari provo ad attaccarlo, no diamogli l’aggiunta che piange disperato, mi fa ancora un male cane ma che dici è meglio se provo o è meglio se  faccio una pausa? e via dicendo..

Perchè io in genere non mollò mai. Cerco di superare ogni ostacolo. Però allattare si avvicina davvero poco all’atto d’amore, mentre è incredibilmente vicino alla tortura! E mi secca che il problema non sia il “non avere latte” ma il soffrire per darglielo.

Stiamo diventando una razza debole, vittime dell’evoluzione della medicina che ci permette di fare cose che altrimenti non potremmo fare. Come vivere nonostante un cuore difettoso, sopravvivere a malattie gravi e a tumori. Questo ci permette di vivere più a lungo o meglio, ma non fortifica la razza umana che sta diventando sempre più dipendete dalla medicina.

Prendete i parti: l’epidurale o gli altri metodi per soffrire meno, quante mamme ne fanno ricorso?
Una volta superato il parto..anche l’allattamento è spesso difficoltoso o doloroso. Perchè questo? Penso proprio sia perchè ci stiamo indebolendo, se non fisicamente, anche solo mentalmente. Sappiamo che ci sono le scappatoie e quasi sembriamo fanatiche se non le vogliamo usare: “Se c’è un rimedio, perchè dovrei soffrire?”.

Mi viene in mente una scena, dopo il parto, quando il ginecologo mi stava dando i punti. Mi chiede: ” Fa male?” io rispondo che era un po’ fastidioso, facendo spallucce. E lui risponde serio: “Ma deve dirmelo se fa male! Che gli metto più anestesia! Mica sono qui per farla soffrire!”. Stranamente il mio compagno ha capito al volo quello che pensavo e ha risposto per me “E’ che dopo tanto dolore, pensava fosse normale provare un po’ di fastidio!”.

Tipo una giornata no

ovvero: non ci sono giornate tipo.

Per avere davvero un’idea di com’è una giornata con un neonato bisogna premettere che, sopratutto i primi giorni, quando non sai che pesci pigliare, non esiste una giornata tipo. Tanto che vi sembrerà impossibile creare una routine. Tanto da rimanere delusi quando, avendo trovato uno stratagemma per calmarlo, la seconda volta non funziona più.

Inizio blocco 1

“Eeeeh”, forse si sta svegliando, ma tu speri stia parlando nel sonno perchè se il tuo cervello è acceso e sintonizzato su sul pianto, il tuo corpo è un sacco pieno di sabbia.

“EhEEEEEH” ok, è sveglio, ti alzi pesantemente, vai in bagno col pupo e controlli se ha fatto pipì (anche se inizi a riconoscere l’odore della pipì prima di aprire il pannolino). Apri il pannolino, e aspetti faccia il malefico getto di pipì da “pisello all’aria”, non lo fa, allora ti giri e prendi il pannolino nuovo, lo apri mentre ti rigiri ed ecco la fontana di trevi, giù per la lavatrice, su per le piastrelle di fronte, lungo i tuoi vestiti e nelle tue ciabatte (a seconda dei casi). Istintivamente usi il pannolino nuovo per pararti dagli schizzi. Butti il pannolino che ha avuto la vita più breve della storia.

Finalmente riemergi dal bagno, ti ributti sul letto e porgi la tetta sperando di sprecare così meno energie. Ma lui non si attacca, si stacca, ti tira il capezzolo, lo mastica tipo cewingum o lo lecca tipo lollipop.. tutto tranne ciucciare. Poi ad un tratto.. DOLORE! Bene ci siamo si è attaccato.

[Visto che la cosa è poco conosciuta ricordo che i primi mesi allattare è doloroso, che spesso capitano ragadi, ingorghi e mastiti. Le prime ciucciate di ogni poppata, causa il flusso di latte che passa, fanno avvertire una sensazione ai capezzoli che ricorda un fiume di spilli…]

Si stacca quando ha finito, tu speri si riaddormenti e invece è sveglio come un grillo. Tenti di intrattenerlo nel letto, ma ad un certo punto cedi ai suoi lamenti e ti alzi. E così inizi la carrellata dei tentativi: vorrà stare a guardare il mondo nel lettino? no forze è meglio il passeggino ieri ti era piaciuto così tanto sei rimasto un’ora a guardare il soffitto, oggi però ti annoi lo stesso. Bene allora ti prendo in braccio. Ah ottimo dormi e io ora come faccio a mangiare??

Mangi con una mano sola, sperando di non far cadere niente addosso al pupo dormiente, mangi poco perchè sei stanca e giustamente anche mangiare fa fatica. Guardi l’ora e comprendi che tra tutto dalla poppata di prima ti sei giocata ben due ore perchè lui ancora non dorme…

Si lamenta di nuovo, cosa vorrà? Di nuovo il pannolino? Non è possibile!
Una volta cambiato frigna di nuovo, si mangia le mani e appena intercetta il tuo naso inizia a ciucciare vigorosamente sbavando nelle tue narici. Va bene ti do il latte, aspetta solo che prendo dell’acqua e il paracapezzoli..no dai faccio in fretta, non ti arrabbiare. Un secondo solo!

Eccoci ci mettiamo comode come ci hanno insegnato al consultorio. Seduta, schiena dritta, tu su un cuscino, i piedi rialzati…o quella posizione ti piace solo quando siamo al consultorio, per fare bella figura? Allora come ti vuoi mettere? vediamo, ora che sei sdraiato, mi sporgo un po’ ed…ah ti sei attaccato. Si io sarei un po’ storta, con tutto il peso su un braccio solo, mi sta già iniziando a formicolare il braccio..ma chi ti stacca visto che ti sei attaccato bene e non mi fai neanche male?

Una volta staccato faccio asciugare il seno mentre cerco di farti fare il ruttino. Cerco di metterti a letto, ma ti svegli e quindi sono costretta a passeggiarti con la tetta al vento per casa.
In questi giorni spero vivamente che nessuno sbirci in casa perchè ormai un buon osservatore avrebbe potuto vedermi completamente nuda. Di giorno viaggio con i seni fuori per farli asciugare. Di notte una volta lavata viaggio con la jolanda nuda per fare asciugare i punti. E’ peggio di una lavanderia!

Lo appoggio e finalmente dorme! Corro in bagno a fare pipì visto che è la terza volta che mi dimentico. Ora che faccio? Mi lavo? Sistemo? Pulisco? Mi rilasso? Mangio???

Raccatto quello che c’è sulla via per la cucina, mi metto sul divano e..”Eh”.

Magari si riaddormenta.

“Eeeehhh!”

..arrivo.

Fine blocco 1

Inizio blocco 1bis

E’ notte. Il piccolo urla come un pazzo, urla tanto che hai paura non prenda più fiato, è tutto rosso e la bocca non è mai stata così spalancata. Ovviamente il pannolino è pulito, ha mangiato e fatto il ruttino. Tu sei esausta e anche il papà inizia ad avere segni di cedimento. Ormai lo palleggi tipo pallone da basket, ogni dieci minuti lo fai rimbalzare nelle braccia del padre nella speranza di riprenderti, sei quasi tentata di andare di nuovo all’ospedale per vedere se si è rotto qualcosa. Decidi di dargli ancora un po’ di pappa, magari ha fame ieri ha funzionato..
Lui continua a stare sveglio e muoversi come un matto per mezz’ora, tempo in cui ti sfiora il pensiero “ma perchè sprechi così le energie che dopo ti viene di nuovo fame?”. Poi crolla e cerchi di crollare anche tu. Ma ovviamente tu sei più nervosa che mai, passi così le tre ore a girarti e rigiarti nel letto tanto che capisci che si sta avvicinando un’altro “Ehhh” e tutto sta per ricominciare…

Fine blocco 1bis

Ripetete il blocco 1 tre volte nella giornata, cambiando tipo di pasto (colazione, pranzo, cena), aggiungete il blocco 1bis per la notte e avrete una giornata tipo no.

Cedimenti

Mi sono piegata, non volevo comprarli ma alla fine ho ceduto.

Sono l’olio Vea e il cuscino per l’allattamento (o anche conosciuto come multiuso).

Per l’olio Vea ho ceduto perchè i capezzoli mi stavano facendo impazzire, secchissimi, pieni di pellicine, un disastro. E qualsiasi olio che avevo in casa non migliorava se non temporaneamente la situazione. Così durante un incontro di mamme e future tali, sono stati decantati i poteri miracolosi di questo olio, sopratutto in allattamento. Così ho ceduto, l’ho comprato. Devo dire che di sicuro è il migliore fra quelli usati fin’ora. In un paio di settimane ha portato i miei capezzoli allo stato originale, però devo comunque applicarlo tutti i giorni per mantenere questo stato, maledetti. Devo ancora capire come la sola vitamina E possa avere sia consistenza liquida, che cremosa, che simile al gel.. ma vabbè, al momento non indago e mi godo i risultati.

[Ah dimenticavo: non si deve togliere prima di allattare e può essere usato per piccole screpolature del bambino o vicino alla bocca degli adulti, dato che è “commestibile”]

Il cuscino. Ho deciso di comprarlo per due motivi: perchè ultimamente dormivo davvero male, perchè non prendendo ovetto, navetta o culla ammetto che un po’ mi sentivo una mamma degenere, per cui volevo qualcosa da poter utilizzare come riduttore. Ho scoperto che in un supermercato li vendevano a 15 euro, ma ovviamente due mesi fa, infatti quando l’ho cercato non c’erano più. Così ho guardato in giro i prezzi e come minimo costavano 60 euro. L’altro giorno ho visto che in un negozio enorme per bambini veniva 30 euro in super sconto e siamo corsi a comprarlo (tra l’altro forse abbiamo trovato anche il passeggino in sconto), visto che era il primo che vedevo ad un prezzo accettabile.

Il giorno dopo siamo andati allo stesso supermercato dove lo vendevano a 15 euro, ma di un’altra zona..e ovviamente c’era. Ho cercato di auto-convincermi (e sopratutto non ho controllato, così da rimanere nel dubbio) che quello a meno fosse più scomodo e non sfoderabile. Ma mi son girate lo stesso le cosiddette!
Ho provato a metterlo come riduttore e devo dire che crea proprio l’effetto nido, mi piace proprio!
Poi è qualche notte che ci dormo assieme, per mia natura mi giro molto, per cui metà notte alla fine dormo senza. Però ho notato che quattro ore filate con lui me le faccio (poi c’è la pausa pipì) e dopo cambio un po’ posizione. Appena lo abbracci e lo stringi tra le gambe, la schiena si rilassa e quindi anche solo per questo ha senso prenderlo. Poi questo modello (per intenderci, il più ingombrante, quello lungo lungo non troppo rigido a volte con due fettucce agli estremi) può essere usato, oltre che per dormire, per allattare, e per appoggiarci il bimbo i primi mesi legando le fettucce così che crei una goccia (esce fuori una specie di sdraietta).
Ma ieri, tornata da una passeggiata, ho scoperto un terzo uso.
Mi sono chiesta perchè non venga pubblicizzato, poi mi sono immaginata una foto di me in quel momento, e ho capito.
Ho avvicinato molto i due estremi, quasi a dargli la forma per appoggiare il bambino, ho fatto spazio per la pancia in mezzo, e mi sono tuffata a pancia in giù! Sono praticamente caduta in coma, con le braccia penzolanti, la faccia sprofondata, immobile. La scena in effetti non era molto rassicurante.
Ma credetemi, stavo di un bene! Dopo mesi senza potersi mettere a pancia in giù, che liberazione! Se mettete un cuscino davanti potete farvi un pisolino, se invece mettete un paio di cuscini ai lati potete leggervi una rivista.
Oltre me, ha gradito molto il nuovo acquisto anche Mindy, che non lo mollava più, inseguendolo fino dentro il lettino per potersi abbandonare sopra con fare da diva. Sappiamo come riciclarlo una volta che non servirà più.

Mindy e il cuscino multiuso

 

Un piccolo Ps:

all’alba del nono mese ho scoperto che un massaggio con olio d’oliva alla fine è risultato il rimedio più efficace e duraturo per riparare i capezzoli, siate generose, fate assorbire bene (inizialmente verranno via tutte le pellicine senza sforzo, poi dalla seconda o terza applicazione inizierete a vedere i vostri capezzoli riparati e ben idratati).