L’amore raddoppia

Ci sono troppe cose a cui far caso a livello di salute, per non aver paura di perdersi qualcosa per strada. Troppe cose che nel tempo si sono scoperte, troppi casi rari, troppi 1 su un milione, ma anche troppi “capita spesso” ed è pure grave.

Quante volte abbiamo sentito “poi uno specialista si è accorto” “poi la mamma ha notato” e la domanda è “e se non noto quella cosa fondamentale??”.

Ora sono preoccupata per il sonno di Ricky che è passato da “fatica ad addormentasi, ma dorme tutta la notte” a “si addormenta facilmente ma poi si sveglia almeno una volta a notte e a volte non si riaddormenta”.

E a varie cose di Andrea che ovviamente essendo ancora bozzolo è più difficile capire cosa passa da solo e cosa è indice di altro.

Mi sembra per esempio avere la testolina non proprio simmetrica oltre a tenerla un po’ più piegata da un lato. Sarà un problema più serio o solo una situazione temporanea dovuta alla postura? Perchè la pediatra non lo nota?

E queste sono le paure del momento ma sono mutevoli, continue, pensavo che avendo due figli mi sarei calmata un po’..

..ma, come l’amore raddoppia, raddoppiano anche le paure!!

L’abiudine uccide l’amore

http://appuntidiunagiovanemamma.blogspot.it/2015/03/labitudine-uccide-lamore.html

La prima cosa bella

Non mi sono ancora innamorata follemente del mio gnomo come la tradizione vuole, ma inizia seriamente a starmi simpatico*.
E devo ammettere che ci sono cose che so già mi mancheranno, ci sono aspetti che sto cercando di imprimermi nella memoria, scatto foto a non finire e mi arrabbio se non ho colto l’attimo o se l’inquadratura non rendeva esattamente come volevo, per esempio:

  • quell’espressione strana che fa quando tiene il labbro inferiore pinzato sotto il superiore, gli si ingrossano le guance tipo scoiattolo; una volta spuntati i denti, non potrà più farlo
  • i suoi sorrisi beati e sdentati, con questa boccuccia spalancata; non la aprirà mai più così tanto solo per sorridere silenziosamente
  • gli occhioni che sembrano sempre di un colore diverso, grandi grandi, profondi e dolci; prima o poi si stabilizzeranno
  • i vocalizzi totalmente fuori controllo, ma sempre diversi e sempre più articolati e lunghi
  • quando è lì lì per crollare mentre lo addormento e basta una carezza o l’inizio di una canzone per fargli chiudere gli occhi
  • quando lo tengo in braccio e mi vado sempre a guardare allo specchio: lui è tutto rannicchiato abbandonato a me, piccolissimo
  • quando capisce i primi giochi e ride aspettando accada di nuovo la stessa cosa
  • quando, in braccio al papà, lo guardo da lontano, questa testa barcollante, gli occhioni, le orecchiette…è proprio buffo; se tutto va bene sarà sempre più bello ma sempre meno buffo
  • quando è tranquillo e parlotta sembra già avere un mese in più, e quando subito dopo piange affamato e sembra appena uscito dalla pancia
  • quando mi fissa intensamente mentre mangia, quando lo addormento o quando mi studia, non mi guarderà mai più così a lungo

*Sopratutto quando non sono troppo stanca, ammetto che la stanchezza gioca brutti scherzi, tutto sembra brutto e faticoso quando sono molto stanca, anche il mio piccolo gnomo. Dopo una sera di sonno intenso però tutto torna più bello, sopratutto lui.

L’altalena

Ci sono sentimenti contrastanti che nascono qualche settimana dopo la nascita del tuo bambino. Dopo insomma che si torna a casa propria e si vorrebbe inconsciamente tornare alle proprie abitudini.

Da un lato si prova un incredibile senso di protezione: non vuoi che pianga non tanto perchè è fastidioso sentirlo, ma perchè non vuoi che stia male (sopratutto per certi tipi di pianti disperati). Dall’altro lato quando proprio non c’è verso di farlo calmare vorresti solo gridargli di smetterla, chiuderlo in camera e andartene. A volte fai soltanto una delle tre cose, per poi pentirtene subito dopo.

Da un lato vorresti cullarlo e stringerlo per dargli tutto il tuo amore. Dall’altro al 10° giro della ninna nanna, inizi ad avere problemi a ricordarti quale strofa hai cantato prima, per cui la successiva la scegli a caso, rischi di cadere ad ogni giro della micro stanza in cui ci sono una scrivania, un armadio, un letto matrimoniale e il lettino, e finisci per rovinarti gli stinchi contro i bordi del letto mentre pensi, in successione: “Perchè stai lì tranquillo, sbadigli e non dormi? Questa casa è troppo piccola per tutti e tre! Dovrò fare sta vita per tutto il resto della mia vita??”.

Da un lato non vedi l’ora che dorma, per poter stare tranquilla, riposarti anche solo vagando su internet o guardando un film, coccolarti con il tuo compagno. Dall’altro quando dorme ti senti quasi in colpa, non lo stai curando, cullando, sfamando, coccolando!

Ci sono momenti in cui guardi “la creatura” e pensi quanto sia carino e simpatico (in genere quando è tranquillo e sta sorridendo). Altri (generalmente quando piange e non capisci perchè, oppure quando non dorme) in cui inizi a comprendere i meccanismi che hanno portato madri a buttarsi dal balcone, capisci meno perchè si portino dietro anche i figli però.

Ci sono momenti che ti immagini deliziose scenette sul futuro, o ti godi una passeggiata tutti e tre nel parco. Altri che ti chiedi “Ma cosa avevo in testa quando volevo metter su famiglia??”.

Ogni tanto pensi: “Però dai me la sto cavando bene! il piccolo piange poco, la maggior parte delle volte riesco a farlo stare tranquillo e sereno.”. Il momento dopo pensi:” Sono una madre fallita, appena posso lo sbologno al padre, neanche allattare so farlo tanto bene, e poi cos’è che faccio alla fine? Gli cambio un pannolino? Sai che roba!”.

A volte hai paura di fargli male anche chiudendo il pannolino. Altre volte hai paura di non riuscire a frenare gli scatti d’ira che ti colgono quando sei tanto per cambiare stanca e il picolo tanto per cambiare piange o non si addormentano o tutte e due le cose insieme.

D’altronde citando Trilussa: “L’amore è un’altalena di perdenti se si va pari c’è gia da star contenti.”.

Perfect strangers – lo straniero

Misura circa 50cm e parla una lingua a noi sconosciuta. Ha esigenze simili alle nostre, ma non del tutto. Guarda il mondo con occhi sgranati e non capisce l’utilità di molte delle cose che lo circondano. La convivenza a volte risulta impossibile.

E’ nostro figlio, sproporzionato nelle fattezze, si muove a scatti frenetici o con movenze rallentate da ubriaco. Quando ha fame fa vibrare la testa con la bocca spalancata, quando ha sonno sbadiglia tanto intensamente che sembra stancarlo anche l’atto stesso di sbadigliare.

Leggenda vuole che io debba già amarlo alla follia, dal primo sguardo. E in effetti i primi giorni in ospedale provavo un certo attaccamento nei suoi confronti. Ma riflettendoci bene ero stanca, spaesata, stressata e devastata dal parto, mi sarei aggrappata a qualsiasi cosa, anche a un peluche, pur di non sentirmi sola e abbandonata. Infatti, una volta a casa, questo senso di attaccamento è venuto meno.

Ma infondo mi sembra anche normale, lo conosco si e no da un mese e non è che la conversazione mi abbia permesso di approfondire molto i suoi interessi. Spesso è impegnato in cose che non ci permettono di interagire (per quel poco che si può fare ora): mangiare, piangere, dormire, andare di corpo.

Nelle brevi pause in cui è tranquillo è possibile parlargli e ricevere qualche “ghè” di risposta, oppure un sorriso buttato un po’ a caso. Ho letto che può capitare che gli stranieri ciuccino al seno solo per avere una dose extra di coccole, a volte mi chiedo: ma se la volessi io? Perchè tutta la fatica fatta per capire i suoi bisogni rende fragili. Così lo riempio di baci, ma lui non capisce: apre la bocca tipo uccellino sperando di ricevere cibo. Allora lo stringo a me, ed era l’unica volta nella giornata che non voleva sentirsi contenuto e scoppia a piangere.