Con le migliori intenzioni

Tempo fa ho partecipato ad un concorso letterario con l’incipit “Con le migliori intenzioni”. Sono arrivata terza, c’è stato uno spareggio tra me e la quarta e ho vinto.

Per cui ora ho registrato questo video con l’incipit presso La stampa, io sono Lisa Lardon. Se avete voglia di guardarlo ed eventualmente votare, vi ringrazio molto!

http://www.lastampa.it/atuttoincipit

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E’ tutto perfetto

Ora che il trambusto è finito, ora che tutto sta lentamente prendendo forma finalmente.

Ora che sono sempre stanca ma più felice.

Ora che non ho più questa necessità di scappare, perchè riesco ad uscire ogni tanto.

Ora che mi guardo indietro e vedo tutto quello che è successo penso che tutto è perfetto così com’è. Che forse doveva proprio andare così.
Se fosse stato Andy il primogenito forse avrei mollato l’allattamento perchè il dolore che provavo non era derivato da un attacco scorretto, ma da come succhiava lui. L’esperienza che ho fatto con Ricky più delicato mi ha permesso di smettere di allattare due mesi per riprendere quando la furia di Andy si era un po’ placata, non l’avrei mai fatto senza esperienza.
L’energia di Ricky come secondo figlio mi avrebbe distrutta, visto che di base uno è più stanco al secondo figlio. Ora posso godermi le passeggiate col piccolo, per la sua calma, il fatto che sorride a tutti, posso camminare per mano con lui. Con Ricky non era possibile, ora si.
Andy ci ha fatto impazzire la notte, fosse stato il primo non so se avrei retto tra lo choc dell’essere diventata mamma, l’allattamento e pure le notti insonni.
Ricky a un anno parlava e camminava ed è stata una manna, non chiedevo altro. Andy ancora non parla, si fa capire con qualche parola. Ma è il secondo, e ho anche più voglia di godermelo piccolo.

E ora vederli già giocare insieme o fare comunella, ripaga tutte le fatiche di averli avuti vicini.

Citando la Mannoia “la vita è perfetta”.

E’ più facile essere Wonder Woman!

E’ un periodo complesso, Ricky ha iniziato la scuola materna ed è parecchio in crisi, Andy fa sempre quello che vuole rispetto al dormire di notte, io ho iniziato una specie di collaborazione sporadica e il lavoro di Lui sta mostrando qualche insidia.

Da quando è iniziato l’asilo faccio più fatica a gestire la casa, ho sempre una lavatrice di troppo da fare che non riesco a far asciugare e successivamente a stirare la biancheria, in casa c’è sempre disordine ma anche un velo persistente di sporco che io tolgo più volte al giorno ma sembra aver preso residenza al posto nostro.

Arranco sempre un po’, speravo di avere più tempo ma invece non ne ho molto di più (tra andare e tornare dall’asilo con i due bimbi, e Ricky che non si ferma ancora tutto il giorno perchè appunto non si trova ancora bene a scuola) mi lascio sempre dietro qualcosa, forse è solo questione di avere nuove abitudini certo, ma intanto regna il caos.

A questo si aggiunge che io e Lui vorremmo riappropriarci dei nostri spazi e quindi oggi Lui è fuori a cena con gli amici e io andrò coi miei sabato. In più Ricky non sta tanto bene per cui proprio oggi non è andato a scuola e io oggi dovevo stare tutto il giorno con i bimbi. Panico?!

No: ho sistemato casa per bene, abbiamo mangiato, ho giocato un pochino con i bimbi, ho fatto una lavatrice e l’ho stesa (non banale come cosa a volte), ci siamo fatti il bagno, ho preparato cena, ho letto loro dei libri, li ho messi a letto. E alle nove e mezza incredibilmente erano tutti e due a letto. Poi ho scopato per terra, ho sistemato la cucina e preparato la torta per domani, e ora sto anche scrivendo mentre guardo la tv.

E’ stato facile.

E’ molto più difficile invece fare tutto questo quando c’è Lui. Perchè?
Perchè se si può far conto su qualcuno ci si lascia andare più facilmente alla pigrizia? Perchè gestire solo se stessi è più facile? Perchè uno si predispone mentalmente in maniera diversa?
Forse per tutte queste cose.

Ma credetemi farsi aiutare, essere rilassati, imperfetti ed ammetterlo, è incredibilmente più difficile che fare la Wonder Woman!

La gang del parco

Un nuovo giorno al parco, che ormai quasi detesto.

Ultimamente ho iniziato a frequentare con una cerca assiduità sempre lo stesso parco (molto più raramente gli altri) perchè è più in ombra, ha più giochi, è più vicino. Tutti buoni motivi, se non fosse per la gang del parco che si ritrova sempre alla stessa ora, tutti i giorni casse il mondo, mai uno fosse malato.

Oggi sono arrivata un po’ prima del solito e stranamente non c’era nessuno, addirittura il loro tavolo era occupato da dei ragazzi ma, ad un certo punto, corvi volano in un cielo grigio, rondini schiamazzano, un sottile vento freddo tira, i ragazzi al tavolo si alzano di fretta quasi sentissero l’odore di snob che stava avanzando, mi giro e assisto all’arrivo della gang.
Non mi era mai successo.
Li ho visti entrare, da entrate diverse, sembrava stessero arrivando al rallentatore, ancheggiando tutti allo stesso tempo di una musica rap. Insomma la scena mi ha fatto venire in mente questa clip di “Cosa aspettarsi quando si aspetta”, loro erano solo incredibilmente più perfetti.

Arriva la mamma bionda e piccolina con il piccolo teppista moro, arriva la mamma chic sempre in tiro con i due fratelli siamesi, arriva il padre mosca bianca con il portiere, arriva la rossa con i due figli sul passeggino. E si siedono, lì al loro tavolo.
I bimbi corrono a giocare, loro preparano il tavolo per banchettare con bibite e biscotti di alta pasticceria e poi arriva ancora la parente del padre mosca con lo gnomo.

Eccoli ad invadere il parchetto.

Perchè li detesto così tanto?
Perchè non sono gentili, fanno gruppo chiuso e non tentano neanche di fare due parole fuori dal loro tavolo.
Perchè non guardano i figli, ma si fanno solo i fatti loro.
Perchè danno l’impressione di stare a giudicare qualsiasi cosa.
Perchè fanno i finti gentili e poi si vede che ti disprezzano peggio di una cacca di cane.

Ora vi farò un breve riassunto di quello che ci è successo con la gang. Perchè Ricky tenta sempre l’approccio con i due piccoli del gruppo ovvero il moro impestato e il più piccolo dei due siamesi. E loro invece credo lo odino. Sono più grandi di Riccardo e dovrebbero capire che Ricky non ci arriva a capire certe cose, ma è evidente che nessuno glielo ha mai spiegato.

La gara in bici
Ricky aveva la sua biciclettina e stava girando, dato che anche gli altri due avevano una bici allora ogni tanto lui si univa per fare il giro insieme a loro, mentre loro tentavano di fare una gara per deriderlo nel momento della sconfitta. Peccato che il piccolo moro tamarro non sia capace ad andare così bene in bici per cui cadeva spesso e arrivava altrettanto spesso ultimo. Allora come si vendicano? Appena Ricky si stacca dalla gara per venire da me o per fare altro si avvicinano a lui dicendo cose tipo “ahhh ti sei fermato!!” come per dire che non c’è la fa a reggere il ritmo, credo.

Le foglie
Ricky con una bimba ha portato delle foglie su uno scivolo, poi la bimba è andata a fare altro, e lui ha continuato da solo, quando si è accorto che il moro e il piccolo siamese erano lì che giocavano ha tentato di andare a giocare con loro ma ovviamente l’hanno allontanato, non contenti viste le foglie gliele hanno buttate tutte giù. Lui testardo (perchè lo è lo so) è andato a prenderne altre per portarle esattamente dove le aveva messe prima.
Io però non voglio che si impunti con il tipico bullo (perchè questo diventeranno è poco ma sicuro) per cui mi sono avvicinata e gli ho detto (ma la voglia di gridare “lascia perdere quel maleducati, antipatici cafoni e vai a giocare altrove” era davvero forte, fortissima) davanti a loro, guardandoli anche ogni tanto “Ricky non metterle più lì, è chiaro che loro non vogliono giocare con te, mettile da un’altra parte, tipo qui, così loro (occhiata a loro) non ti daranno più fastidio” in più sono rimasta lì un po’ visto che Andy si era messo a giocare con le foglie. Loro non si sono più avvicinati.
Certo è però che i genitori potevano pure dire di non fare così ai loro figli che sono più grandi e se la stanno prendendo con un bambino piccolo, io sarei andata a dire qualcosa a Ricky o ad Andy se li avessi visti fare una cosa così. Si si sono questioni tra bambini, però secondo me l’educazione è educazione ad ogni età.

La botta
Mentre facevo camminare Andy vedo il siamese piccolo che piange sguaiatamente, poi vedo la chic che lo consola si avvicina al tavolo e da spiegazioni al gruppo, poi vedo tutttoooo il gruppo girarsi a guardare Ricky. Allora mi viene il dubbio mi avvicino e chiedo se è stato lui, lei facendo finta di cadere dalle nuvole lo indica, mi chiede se è mio figlio (??? lo sa benissimo che è mio figlio!) e poi dice che si visto che è piccolo si è sbilanciato sulla bici e ha combinazione dato una testata sul naso del suo pupillo. Mi scuso, quando Ricky torna faccio scusare anche lui. Lei dice di non preoccuparmi.
Io ho passato il resto del tempo a guardare Ricky andare in bici, ma lui non si sbilancia.
Mi è però venuto in mente che più di una volta il siamese e il moro si erano messi a sbarrargli la strada. Per cui credo che la reale dinamica sia stata che lui stava passando quello gli ha sbarrato la strada, lui per passare si sarà si sbilanciato e avrà beccato il bambino.

Il gioco del calcio
Tutti i piccoli teppisti grandi giocano spesso a calcio e Ricky volendo giocare si mette in mezzo. Un giorno in particolare si era impuntato e continuava a dar loro fastidio. Io stavo cercando di arrivare con Andy in braccio e sento:
“sei un bambino cattivo vattene” e Ricky inizia a piangere e dire che non è un bimbo cattivo, io gli dico che non lo è ma che non deve dar loro fastidio, lui però dopo un po’ si riavvicina. Così sento di nuovo:
“vuoi la pizza? guarda è lì infondo, valla a prendere!”
Allora certo è un metodo più dolce, in qualche modo, del “sei un bimbo cattivo” però lui stella voleva davvero la pizza, per cui ha iniziato a chiedermi dov’era, e io gli ho detto che lo stavano prendendo in giro per farlo allontanare.

 

Per questo sto iniziando ad odiare quel parco. Ma continuerò ad andare perchè voglio far capire ai miei figli che se uno vuol fare una cosa la deve far lo stesso. E lo considero un buon allenamento (mio) per gestire genitori avvoltoi e (loro) per gestire dei bambini bulli o aspiranti tali. Forse io starò troppo addosso ai miei figli ma c’è chi non si accorge neanche di quel che succede ai propri.

Ti perdono

Ti perdono, ti perdono, ti perdono…

Ti perdono perchè hai fatto qualche errore, ti perdono per essere stata troppo agitata a volte. Ti perdono per essere stata troppo emotiva. Ti perdono per essere stata troppo impulsiva, nei gesti e nelle parole. Ti perdono se a volte hai fatto finta di niente. Ti perdono quando sei sgarbata solo perchè sei stanca o preoccupata. Ti perdono se non riesci a fare tutto quello che vorresti. Ti perdono perchè a volte sei ancora ingenua o infantile. Ti perdono perchè a volte ti lasci andare alla tristezza, deliberatamente. Ti perdono se ogni tanto non hai voglia di essere forte. Ti perdono perchè non sempre sei la persona che vorresti essere. Ti perdono se il tuo corpo non è quello che la tua mente vorrebbe. Ti perdono perchè sai benissimo che certe cose andrebbero fatte in un certo modo ma non le fai lo stesso. Ti perdono se hai dato la colpa a qualcun altro. Ti perdono se ogni tanto dici qualche stupidaggine, se ancora ti senti inferiore agli altri, se non pensi di meritare ciò che hai. Ti perdono perchè fai delle cose che non andrebbero fatte.

 

Mi perdono per non essere perfetta, non ci riuscirò mai. Ma magari un giorno riuscirò a perdonarmi davvero. E a perdonare davvero.