Sì la mia tata si chiama Tv

Lo ammetto vostro onore la mia tata è la tv.

Perchè a volte voglio solo cucinare in pace. Perchè ci provo a portare il piccolo nel seggiolone in cucina ma se non vede abbastanza si arrabbia, piange, grida pappa pappa. Se lo metto giù urla, piange e grida pappa pappa, chiede di essere preso in braccio. Allora attacco Nemo e nelle pause sto con loro sul divano, li abbraccio e commentiamo riguardo la cattiveria di Bruto.

Perchè a volte sono stanca, triste o loro sono particolarmente agitati e io impazzisco. Allora ci mettiamo tutti a guardare Inside Out con i suoi ricordi bass come li chiama Ricky e io mi riposo un pochino, mi riprendo.

Perchè a volte devo andare a prendere qualcosa in macchina che mi sono dimenticata che scongela o che so io arriva il postino e allora per essere sicura non vaghino per la casa metto Dragon Trainer e faccio a due a due gli scalini per scendere e salire con la spesa.

Perchè non avrebbe senso prendere una tata per circa due ore al giorno totali, in momenti non ben precisati infondo no? Perchè ci sono giorni che passano lievi e altri che invece sono pesanti. Perchè a volte è vero forse vedono troppi cartoni, ma altre non ne vedono proprio.
Perchè comunque io sono sempre lì con loro a controllare e commentare.
Perchè i cartoni li scelgo prima io e poi loro, ma non ci sono pubblicità e non ci sono cose brutte o stupide.
Perchè se dico “Basta cartoni, leggiamo un libro?” la risposta è sempre sì.

Perchè una volte c’era il cortile, c’era la famiglia allargata e i bambini non venivano così seguiti.

Perchè ora c’è chi mi dice che no non guarda ancora nulla in televisione, però poi il piccolo viene lasciato al nido tutto il giorno anche se la mamma è casa e non lavora.

Perchè sarà anche vero che si rimbambiscono un po’ davanti alla televisione ma è anche vero che ora i bambini sono iperstimolati, e un cartone può essere un momento per fare una pausa anche per loro o per imparare: stando insieme davanti alla televisione e spiegando, rispondendo alle domande possono ampliare il lessico e scoprire cose nuove.

Ecco!

Harry Potter ha figliato

Ultimamente sono riuscita a riprendere a leggere, dopo tanto. E dopo un periodo in cui le mie letture erano prettamente “accademiche” e rivolte a problemi nell’educazione dei miei figli, da poco sono tornata a leggere per puro piacere e così ho scelto Harry Potter e la maledizione dell’erede.

Inizio parlando del tema che di per sé ho trovato interessante: gli attriti tra padre e figlio adolescente arricchiti dall’invidia del figlio rispetto la sua fama. Riguardo invece il modo in cui è scritto ho letto in giro che c’è chi lo paragona alla funfiction e che dire, gli do ragione.
Tutta la storia sembra scritta da qualche appassionato (appassionato è una persona che comunque non conosce proprio tutta la storia e il mondo che c’è dietro questa lunga e complessa saga), in modo goffo e infantile. La storia è ridondante (quanti viaggi nel tempo fanno??) e non molto originale (toh un titolo a caso Ritorno al futuro vi dice niente?), ma questo è il meno. I dialoghi eccessivamente esplicativi e sempliciotti, alla lunga annoiava leggerli, figuriamoci sentirli.

Riguardo il fatto che sia una sceneggiatura teatrale ammetto che non mi ha dato eccessivamente fastidio, il problema piuttosto era immaginarsi quello che veniva descritto a teatro appunto! Fosse stata una sceneggiatura cinematografica ok: arrivano i mangiamorte, sappiamo come sono fatti come succhiano le anime, ma a teatro come cavolo fanno a renderlo??? O tutti quei cambi scena, o il fatto che ad un certo punto un incantesimo blocca i personaggi con delle corde luminose, o le pozioni polisucco: che fanno si doppiano a vicenda?

L’altra cosa che mi chiedevo invece era riguardo a come potrebbero invece gestire alcune cose nell’eventuale film che già tutti acclamano. Tutti quei salti nel tempo? Alcune cose ci possono stare si monta su vecchie scene, ma quando c’è interazione con i personaggi che ormai sono adulti? Una fra tutte il dialogo con Mirtilla Malcontenta, sarà invecchiata un pochino no? Se mettessero davvero tutti nuovi attori non so quanto sarebbe interessante il risultato.

L’impressione generale è che sia un lavoro fatto di fretta, e non da adulti magari scritto dal figlio della Rowling e non da lei stessa, che firma la sceneggiatura ma sembra fare solo quello. Inoltre mi stupisce non abbiano davvero pensato a fruttare la cosa al cinema facendo una trama così piena di flashback.

Come dicono in molti non aggiunge niente, e non serve neanche molto a riassaporare l’atmosfera della saga in quanto è molto rarefatta e basata più che altro sui vecchi personaggi e non sull’ambientazione nel mondo magico. Peccato, si poteva creare qualcosa di bello nel mondo di Harry, anche senza far di Harry il diretto interessato della trama.

Lieto evento

Ultimamente ho visto un film intitolato “Travolti dalla cicogna” è una pellicola francese divisa a metà: se nella prima parte si sorride nonostante la trama sia molto veritiera su come la coppia innamorata affronta la gravidanza, nella seconda parte con la nascita della bambina qualcosa vacilla, i toni si fanno più pessimisti, la presenza del compagno sparisce, l’amore di coppia dopo un figlio è impossibile. Quello che mi ha colpito di più però è stata Louise Bourgoin, bella e incredibilmente calata nel ruolo anche fisicamente, oltre che a una buona regia e ad un ottima fotografia.

Il finale lascia un po’ a desiderare trascinandosi questo pessimismo che farebbe cambiare idea riguardo i contraccettivi anche al Papa, per quanto il cambiamento con l’arrivo della bambina sia drastico e senza possibilità di salvezza. Ma comunque il film è godibile.
Incuriosita sopratutto dal finale frettoloso e confuso sono andata a cercare informazioni sul film e ho scoperto che è tratto da un libro: Lieto evento di Eliette Abécassis.
La pellicola ricalca molto il libro infatti affermazioni e dialoghi li si trovano qua e là come fosse il copione, al contrario del finale che riesce ad essere ancora più pessimista e depresso (soprattutto nei confronti delle relazioni di coppia).
Su un concetto il libro mi ha colpito nella parte finale intrisa di pessimismo:

“E se la smettessimo di dire che il bambino è una persona? Ci hanno detto troppe volte che è una persona, forse per questo ci mette in discussione è il terzo elemento che, come nel romanzo di Simone de Beauvoir, distrugge la coppia. Ma se invece ci interessassimo alla coppia, il bambino starebbe meglio perchè potrebbe vivere con suo padre e sua madre, e non in coppia con uno dei due solamente. Siamo noi che abbiamo inventato il bambino facendogli credere di avere un posto nella società e lui si sta impadronendo di tutto lo spazio. Ma quale “noi”? Chi ha inventato il bambino? Rousseau certo, invitando all’allattamento, poi la Dolto dandogli la parola, Winnicott, Bruner… e tutti gli psicologi dell’infanzia che insistono a farci credere che il bambino è una persona. E soprattutto il dottor Freud quando ci ha fatti sentire in colpa dimostrandoci che tutto si gioca prima dei tre anni.”

[Lieto evento – Eliette Abécassis -Marsilio –  p141]

Su questo sono pienamente d’accordo, prima di tutto perchè chi si dedica anima e corpo al bambino rischia seriamente per la coppia, e da figlia di separati posso dire che la coppia è importante. In secondo luogo perchè più nozioni si hanno su un argomento quale l’allevamento di un figlio più si rischia di affrontarlo a livello tecnico  e non empatico e animalesco come invece dovrebbe essere.

In biblioteca 2

Questa volta vorrei segnalare:

Quanti rumori nella notte! di Stephanie Stansbie, Polona Lovsin

Simpatico e utile anche per quando sono più grandi, racconta la storia di piccolo topino che non riesce a prendere sonno perchè ci sono troppi rumori. Per ogni pagina è possibile, premendo un bottone, ascoltare il rumore menzionato. Ricky ascoltava affascinato e a volte, per alcuni rumori, rideva!

 

 

 “GRRR!” di Jean Maubille

 

A me non piaceva molto, lo ammetto, i disegni sono troppo sempliciotti e non so.. non mi faceva impazzire, ma mi aveva ispirato per queste pagine doppie. In pratica su una pagina c’è scritto “Grrr sono il lupo” e vedi una faccia da lupo e un corpo di un’altro colore, poi giri la pagina e si scopre che sotto c’è un’altro animale. A ricky piaceva molto, era molto attento al grr e secondo me provava pure a farlo. Ho finito per comprarlo (l’avevo preso in biblioteca) perchè un giorno sono tornata in biblioteca e ho sentito che si agitava tutto, aveva visto il libro! L’aveva riconosciuto!

L’uccellino fa di Soledad Bravi

Molto semplice, disegni semplici e testo semplice (vien quasi da pensare che non servirebbe un libro…). Ad ogni pagina c’è un’immagine, tipo un cane e la scritta: Il cane fa bau bau. Beh Ricky lo adora, sorride ad ogni pagina.

   I miei giocattoli di Slegers Liesbet

Alcune parole semplici con disegno abbinato, anche qui come sopra vien da chiedersi se serviva un libro.. eppure ancora una volta Ricky si dimostra molto interessato e attento quando viene sfogliato questo libro.

La casa dei nostri sogni *

Quando abbiamo visto questa casa, più di un anno fa, avevamo pensato che era molto bella, ma che costava un po’ troppo. Quando abbiamo provato a risentire l’agenzia ci avevano detto che era calata di un po’ la cifra.

Così è iniziata l’avventura. C’è voluto un mese perchè la proposta fosse accettata, e poi circa sei mesi perchè il muto fosse erogato! Altri sei mesi se li sono presi i venditori per cercare casa e traslocare a loro volta. Poi sono iniziati i lavori.

Buttatela giù

Abbiamo voluto buttare giù un muro per allargare l’entrata e ridurre una stanza che tanto non serviva così grande. I genitori di Lui erano preoccupati che la cosa non si potesse fare, non fosse in regola, così ci siamo rivolti al geometra dei miei genitori, che ci ha confermato che si poteva fare tutto, ci ha fatto il progetto e la cosa ci è costata cinquecento euro e tre giorni di lavoro persi. Poi il muro era più spesso del previsto, e le macerie erano tantissime ci è voluto un giorno intero (io che riempivo secchi, Lui che li svuotava nel camion) per toglierle, poi giustamente la discarica a fine giornata era chiusa per cui sono rimaste una notte con noi. Successivamente abbiamo spostato degli attacchi, e tolto il palchetto in una camera. Io dipingevo i muri della futura camera nostra e “fiorivano” di continuo (suo padre “ma se continuano a fiorire non è che c’è…” risposta di Lui “vuol dire che è inverno, stiamo dipingendo, e non s’asciuga.” risposta che avrei dato io “vuol dire che come in ogni casa capita che non sia perfetta, che facciamo gliela restituiamo? grazie ma i muri fioriscono non la vogliamo più!”).

Volevo solo le mie fioriere

Mentre io dipingevo, Lui stava facendo scatole alla casa vecchia e mio padre si occupava di spostare le prese di corrente, la sera scendeva. E la luce saltava.
Non volevo far vedere che ero nel panico, visto che già mio padre lo era. Continuava ad andare su e giù non trovando il motivo per cui era saltata la luce.  Attaccava e staccava il contatore di un’altro, quando gli dico qual’è il nostro lo trova attaccato!
Mentre vedevo mio padre impazzire e pensavo che quel lavoro l’aveva chiesto Lui mi tornava in mente la frase del film dove lei commissiona con una lastra di pietra avanzata delle fioriere, peccato però che per fare quelle fioriere i muratori devono fare un sacco di lavoro extra, la moglie sentenzia “volevo solo le mie fioriere”. Allora nello sconforto e nel panico più totale, scendo a dare un occhiata io. Inizio a cercare su internet il manuale del contatore per capire perchè aveva le luci accese fisse. Sbircio l’altro pannello di salvavita che c’è di fianco accenno un “ma qui ce nè uno giù, magari è il nostro..” e mio padre “no quello è il pannello generale! Non c’entra”. Io per sicurezza alzo la porticina di copertura, e trovo scritto “salvavita appartamento n°9”. Un’altra cosa simile è capitata la prima notte in casa, faccio per aprire l’acqua calda e non arriva. Boiler spento. Lui accenda la luce fuori e non si accende. Io accendo l’altra luce e si accende, accenno un “deve essere qualcosa alla corrente visto che la luce vicino al boiler e il boiler non vanno” Lui mi risponde “no la luce non funzionava da un po’”. Poi Lui prova a riposizionare un cavo che aveva spostato e magicamente boiler e luce ripartono. (a loro favore si può dire che comunque gli impianti qui non seguono una logica.

Cio’ non lo rende monumento nazionale

Quando sono tornata alla vecchia casa l’ultima volta mi è venuto da piangere, sono scoppiata in lacrime nel momento in cui Ricky l’ha riconosciuta emettendo dei gridolini di gioia. Sono i ricordi di quello che abbiamo fatto, di quello che siamo stati, dei viaggi, delle litigate, delle cose belle che facevamo per coccolarci. Un po’ di nostalgia quando Lui ha chiuso per l’ultima volta la porta, il mio mazzo di chiavi gettato sul tavolino ora che non servirà più. E ancora l’orologio appeso nella nuova casa o la lampada accesa di nuovo dopo settimane.
Ma d’altronde:
“Betsy è nata proprio in questo appartamento…” – Muriel Blandings
“Ciò non lo rende monumento nazionale!” – Jim Blandings 

* La casa dei nostri sogni (Mr. Blandings builds his dream house) è un film del periodo d’oro Hollywoodiano, consigliatissimo perchè molto ironico. Un classico del 1948 che è sempre attuale, perchè quando vogliamo siamo tutti un po’ polli da spennare!