Se rosa è femmina, azzurro è maschio?

Quindi avrò un bambino. Un maschio.

La cosa tecnica che mi spaventa è avere a che fare con un corpo che conosco meno del mio, di cui non so bene sensibilità e “comodità” nella pulizia/vestizione.

Ma la cosa che più mi è spiaciuto è stato dire addio a cose come:  Holly&Hobbie, la Barbie no che mi sta antipatica (anche se il suo camper mi è sempre piaciuto), il giornalino di Minnie e Paperina, la cucina giocattolo, il mercato..

La cosa che mi da noia è dare il benvenuto a mostri, insetti, al calcio (anche se in famiglia non lo segue nessuno al momento), ai robot trasformisti..

Fortuna per lui non sono una femmina convenzionale: ho sempre amato i lego, le macchinine (e più avanti i giochi di macchine alla playstation), riparavo il video registratore o il mangia cassette quando si rompevano..

Ad avvallare la mia tesi, mentre vagavo per un negozio di giocattoli, ho visto scatole di giochi per femmine che avrei comprato volentieri: il kit per fare i saponi, quello per le candele, quello per i profumi, quello per fare caramelle e cioccolatini. Dico da femmine perchè le scatole viravano dal rosa al violetto, c’era sempre una biondina stilizzata che armeggiava con l’oggetto di turno, c’erano brillantini finti e tanti fiorellini.

La mia amica, che aveva assistito al mio flusso di pensieri, mi risponde: “Magari le candele sono da femmina, però perchè non potresti fare i saponi o quello delle caramelle?”.
Infondo è vero, mi ero lasciata condizionare dagli stereotipi. Risucchiata dalla notizia sterile che era un maschio. Non avevo più pensato a tutti i progetti generali che avevo su come crescere i miei figli. Tipo: tramandare l’amore per il cibo e la cucina, insegnargli a riconoscere gli odori e i gusti, fargli conosce il ballo, i film, la letteratura (e queste cose solo da parte mia). Ad una cosa ero rimasta fedele: niente azzurro bambino! L’ho vietato alla suocera e dopo due tutine azzurre, pure alla mamma, che pensavo più moderna.

Devo imparare a non essere la prima a stereotipare mio figlio, e lasciarmi andare a trasmettergli l’amore per la natura, gli animali, il cibo e lo sport. Perchè infondo ho incontrato molti uomini sul mio cammino “da femmina”: mentre cercavo informazioni sui cosmetici naturali e autoprodotti, o sulle piante e gli animali, quando cercavo ricette. Di contro molti uomini hanno incontrato me quando facevo fotografia, quando cercavo di prendere la rivista di informatica sul piano più alto dell’edicola, quando seguivo il basket o quando preferivo (e preferisco tutt’ora) parlare di cose tecniche anziché di borse e cosmetici.

Quello che temevo nei miei pensieri era che un figlio non stereotipato, come lo immaginavo, potesse essere in qualche modo deriso o allontanato dagli altri bambini perchè non il classico maschio: calcio, fango e macchine. Ma poi mi è venuto in mente Lui (mio compagno, oltre che futuro padre) che mi ha colpito da subito perchè non gli piaceva il calcio, non raccontava barzellette sconce, gli piaceva cucinare, insomma non era/non è il classico maschio.

Per cui non lasciamoci condizionare da niente, e facciamo in modo che anche i nostri figli facciano altrettanto!

Ps: tra l’altro, nei giochi di quel negozio per maschi, c’era anche il piccolo chimico e il kit per creare cristalli: li ho sempre voluti provare!

Questo post partecipa a Blog Tank di marzo di DonnaModerna.

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