La gang del parco

Un nuovo giorno al parco, che ormai quasi detesto.

Ultimamente ho iniziato a frequentare con una cerca assiduità sempre lo stesso parco (molto più raramente gli altri) perchè è più in ombra, ha più giochi, è più vicino. Tutti buoni motivi, se non fosse per la gang del parco che si ritrova sempre alla stessa ora, tutti i giorni casse il mondo, mai uno fosse malato.

Oggi sono arrivata un po’ prima del solito e stranamente non c’era nessuno, addirittura il loro tavolo era occupato da dei ragazzi ma, ad un certo punto, corvi volano in un cielo grigio, rondini schiamazzano, un sottile vento freddo tira, i ragazzi al tavolo si alzano di fretta quasi sentissero l’odore di snob che stava avanzando, mi giro e assisto all’arrivo della gang.
Non mi era mai successo.
Li ho visti entrare, da entrate diverse, sembrava stessero arrivando al rallentatore, ancheggiando tutti allo stesso tempo di una musica rap. Insomma la scena mi ha fatto venire in mente questa clip di “Cosa aspettarsi quando si aspetta”, loro erano solo incredibilmente più perfetti.

Arriva la mamma bionda e piccolina con il piccolo teppista moro, arriva la mamma chic sempre in tiro con i due fratelli siamesi, arriva il padre mosca bianca con il portiere, arriva la rossa con i due figli sul passeggino. E si siedono, lì al loro tavolo.
I bimbi corrono a giocare, loro preparano il tavolo per banchettare con bibite e biscotti di alta pasticceria e poi arriva ancora la parente del padre mosca con lo gnomo.

Eccoli ad invadere il parchetto.

Perchè li detesto così tanto?
Perchè non sono gentili, fanno gruppo chiuso e non tentano neanche di fare due parole fuori dal loro tavolo.
Perchè non guardano i figli, ma si fanno solo i fatti loro.
Perchè danno l’impressione di stare a giudicare qualsiasi cosa.
Perchè fanno i finti gentili e poi si vede che ti disprezzano peggio di una cacca di cane.

Ora vi farò un breve riassunto di quello che ci è successo con la gang. Perchè Ricky tenta sempre l’approccio con i due piccoli del gruppo ovvero il moro impestato e il più piccolo dei due siamesi. E loro invece credo lo odino. Sono più grandi di Riccardo e dovrebbero capire che Ricky non ci arriva a capire certe cose, ma è evidente che nessuno glielo ha mai spiegato.

La gara in bici
Ricky aveva la sua biciclettina e stava girando, dato che anche gli altri due avevano una bici allora ogni tanto lui si univa per fare il giro insieme a loro, mentre loro tentavano di fare una gara per deriderlo nel momento della sconfitta. Peccato che il piccolo moro tamarro non sia capace ad andare così bene in bici per cui cadeva spesso e arrivava altrettanto spesso ultimo. Allora come si vendicano? Appena Ricky si stacca dalla gara per venire da me o per fare altro si avvicinano a lui dicendo cose tipo “ahhh ti sei fermato!!” come per dire che non c’è la fa a reggere il ritmo, credo.

Le foglie
Ricky con una bimba ha portato delle foglie su uno scivolo, poi la bimba è andata a fare altro, e lui ha continuato da solo, quando si è accorto che il moro e il piccolo siamese erano lì che giocavano ha tentato di andare a giocare con loro ma ovviamente l’hanno allontanato, non contenti viste le foglie gliele hanno buttate tutte giù. Lui testardo (perchè lo è lo so) è andato a prenderne altre per portarle esattamente dove le aveva messe prima.
Io però non voglio che si impunti con il tipico bullo (perchè questo diventeranno è poco ma sicuro) per cui mi sono avvicinata e gli ho detto (ma la voglia di gridare “lascia perdere quel maleducati, antipatici cafoni e vai a giocare altrove” era davvero forte, fortissima) davanti a loro, guardandoli anche ogni tanto “Ricky non metterle più lì, è chiaro che loro non vogliono giocare con te, mettile da un’altra parte, tipo qui, così loro (occhiata a loro) non ti daranno più fastidio” in più sono rimasta lì un po’ visto che Andy si era messo a giocare con le foglie. Loro non si sono più avvicinati.
Certo è però che i genitori potevano pure dire di non fare così ai loro figli che sono più grandi e se la stanno prendendo con un bambino piccolo, io sarei andata a dire qualcosa a Ricky o ad Andy se li avessi visti fare una cosa così. Si si sono questioni tra bambini, però secondo me l’educazione è educazione ad ogni età.

La botta
Mentre facevo camminare Andy vedo il siamese piccolo che piange sguaiatamente, poi vedo la chic che lo consola si avvicina al tavolo e da spiegazioni al gruppo, poi vedo tutttoooo il gruppo girarsi a guardare Ricky. Allora mi viene il dubbio mi avvicino e chiedo se è stato lui, lei facendo finta di cadere dalle nuvole lo indica, mi chiede se è mio figlio (??? lo sa benissimo che è mio figlio!) e poi dice che si visto che è piccolo si è sbilanciato sulla bici e ha combinazione dato una testata sul naso del suo pupillo. Mi scuso, quando Ricky torna faccio scusare anche lui. Lei dice di non preoccuparmi.
Io ho passato il resto del tempo a guardare Ricky andare in bici, ma lui non si sbilancia.
Mi è però venuto in mente che più di una volta il siamese e il moro si erano messi a sbarrargli la strada. Per cui credo che la reale dinamica sia stata che lui stava passando quello gli ha sbarrato la strada, lui per passare si sarà si sbilanciato e avrà beccato il bambino.

Il gioco del calcio
Tutti i piccoli teppisti grandi giocano spesso a calcio e Ricky volendo giocare si mette in mezzo. Un giorno in particolare si era impuntato e continuava a dar loro fastidio. Io stavo cercando di arrivare con Andy in braccio e sento:
“sei un bambino cattivo vattene” e Ricky inizia a piangere e dire che non è un bimbo cattivo, io gli dico che non lo è ma che non deve dar loro fastidio, lui però dopo un po’ si riavvicina. Così sento di nuovo:
“vuoi la pizza? guarda è lì infondo, valla a prendere!”
Allora certo è un metodo più dolce, in qualche modo, del “sei un bimbo cattivo” però lui stella voleva davvero la pizza, per cui ha iniziato a chiedermi dov’era, e io gli ho detto che lo stavano prendendo in giro per farlo allontanare.

 

Per questo sto iniziando ad odiare quel parco. Ma continuerò ad andare perchè voglio far capire ai miei figli che se uno vuol fare una cosa la deve far lo stesso. E lo considero un buon allenamento (mio) per gestire genitori avvoltoi e (loro) per gestire dei bambini bulli o aspiranti tali. Forse io starò troppo addosso ai miei figli ma c’è chi non si accorge neanche di quel che succede ai propri.

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2 pensieri su “La gang del parco

  1. Noi abbiamo lo stesso problema, solo che e’ una bimba sola con la mamma (e la sorella).
    Il mercoledì prendo Luca alla materna e abbiamo una mezz’oretta da passare prima di recuperare Ethan al nido, mezz’oretta che passiamo al parco al nido.
    La prima volta, Luca vuole salire su uno scivolo alto arriva questa bambina (ben più grande) lo spinge per passare prima lei mentre e’ sulla scala, meno male che ero dietro e l’ho preso al volo) e poi si piazza sullo scivolo e non vuole farlo passare. Prima lui ride, poi le chiede gentilmente di passare, poi comincia a non capire perche’ la bambina faccia cosi, in più lo scivolo e’ alto e io nana percio’ non posso tirarlo giu e lui ha paura a scendere dalla scala a corda. Oltre a ovviamente voler farlo sto scivolo. Alla fine la sorella della bambina la sposta e lui scende, mentre la mamma si fa i beati fatti suoi su una panchina.
    Il mercoledì dopo idem. Anche io chiedo alla bambina di farlo scendere, lui piange, interviene la sorella, la mamma niente.
    Il terzo mercoledì mi sono rotta e quando Luca mi ha chiesto “mamma perche non mi fa passare?” gli ho risposto “se non ti fa spazio spingila” a voce bella forte. La mamma, stranamente, si e’ alzata e ha portato via la figlia.
    Mio marito dice che a volte esagero, che sono bambini e bisogna lasciarli fare, pero’ secondo me ai bambini bisogna anche insegnare a rispettare gli altri e, soprattutto, i più piccoli. Io sono la prima a dire a Luca di non infastidire gli altri se non vogliono giocare con lui o di stare attento ai più piccoli, quindi perche non dovrebbero farlo anche gli altri genitori?

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