Riassunto delle puntate precedenti

Sono rimasta incinta di nuovo, abbiamo cercato il secondo poco dopo che Ricky ha compiuto un anno, la gravidanza è stata faticosa, molto.

Tante nausee, tantissima stanchezza, non passava più. Poi anche questa ha superato il termine, però poi..

Magia

Alla fine niente induzione. Sono iniziate le contrazioni preparatorie di sera, per qualche sera di fila, poi ho perso il tappo una mattina e poi sono arrivate le contrazioni quelle vere, più forti ad intervalli irregolari nel tardo pomeriggio del 25 settembre.

Non ci credevo, era così bello fosse avvenuto tutto in maniera così naturale!

Un primo giro al pronto soccorso e ci hanno rimandato a casa perchè erano ancora troppo irregolari le contrazioni e c’era poca dilatazione. Poi si sono rotte le acque, tutti i parenti in panico, Ricky povero che ha dormito poco perchè sentiva il trambusto (e tra l’atro gli ultimi tre giorni era nervoso forte.. forse aveva già capito lui!).

Il secondo parto è più veloce

Avete presente quelle scene di parti tremende dove la donna grida che non ce la fa più? Oppure i racconti di quelle “mi sono saltate sulla pancia”.

Ecco questo dolce pargolo si era posizionato male, e nonostante le contrazioni forti non sentivo voglia di spingere e spingevo sulla fiducia, giusto perchè ricordavo il parto (facilissimo a confronto) di Ricky.

Allora hanno iniziato a mettere l’ossitocina sperando mi venisse più voglia forse, poi un’ostetrica con l’avambraccio è davvero saltata sulla pancia, ma niente, allora ho provato due tre posizioni, ma niente, e nel frattempo la sala parto si popolava di persone.

Si perchè il battito di Andrea scendeva ad ogni contrazione e bisognava fare in fretta.

Io invece avevo finito le forze e chiedevo solo pietà, pesando che ormai essendo incanalato non potevano neanche farmi il cesareo, sarei morta lì o sarebbe morto lui. O entrambi.

La mezz’ora più lunga della mia vita.

A quel punto senza preavviso mi hanno tagliato e poi mi hanno annunciato “Ora metterò la ventosa, farà un po’…” “Ahia!” ma con due spinte e mezzo il bimbo è finalmente uscito!

Io ero distrutta, Andrea è nato alle 6.22 del 26 settembre.

Tanto questa volta esco prima

So allattare usciremo di sicuro prima dall’ospedale, pensavo. E invece no, gli è venuto l’ittero e quindi siamo rimasti una settimana. Dopo tre giorni io ero dimessa per cui uscivo una volta al giorno a mangiare fuori con Ricky che stava patendo parecchio la mia assenza. Mentre io piangevo perchè mi sentivo in colpa e in trappola, sette giorni sono stati davvero tanti!

Col secondo è più facile

Intanto l’allattamento sembrava andare a gonfie vele, ero piena di latte e lui cresceva a vista d’occhio.

Ma arrivata a casa nonostante gli aiuti del nido in ospedale e del consultorio qui, le ragadi (solo e sempre quelle due) non miglioravano. Così ho deciso di provare a fare come avevo fatto con Ricky una pausa per far rimarginare le ferite, tanto questo succhia che sembra una ventosa e si attaccherebbe anche alle mammelle di una mucca potesse.

Ma ogni volta stessa storia dolori lancinanti e quelle due ragadi. e non sembra esserci possibilità di migliorare l’attacco, sempre se non è proprio un problema che succhia troppo forte per i miei poveri capezzoli delicati.

Così continuo a fare pause aspettando apra di più la bocca e magari si attacchi meglio.

Per cui per ora mi tiro il latte e vado di biberon, amen.

Sono molto più serena che con Ricky e penso che l’importante sia questo, sopratutto per Ricky che se no mi vede piangere di continuo e si preoccupa.

Col secondo è più facile

Per tutto il resto è vero, lui è più tranquillo forse anche di carattere, ma davvero lo sentiamo piangere solo per le coliche. Il mattino faccio le pulizie come prima, il pomeriggio se Ricky ha voglia (perchè ora siamo nella fase del no) usciamo al parco. Tutto scorre regolare, anche se l’orologio svizzero qui mangia ancora ogni tre ore per cui si dorme davvero poco.

La gelosia

Non so se c’è stata, tempo un mese e Riccardo mi è sembrato più traquillo, questo è il suo fratellino “che è piccolissimo” e ora lo vuole prendere spesso in braccio, se lo coccola e gli dice che gli vuole bene, senza che l’abbia mai forzato. Se non c’è chiede dov’è, solo ogni tanto mi chiede di metterlo nella culla. Ma la fascia fa miracoli, a volte non si accorge che ce l’ho addosso.

Fa solo un po’ di storie col cibo, ma ci sono vari fattori da considerare oltre alla novità del fratellino: ora non fa più il pisolino al pomeriggio, è appunto nella fase del no.

I momenti di panico sono da associare alle coliche serali, Andrea urla, Richy è stanco e cerca attenzioni.

Per il resto mi sembra anzi che Ricky abbia capito il potenziale del fratellino. Inizia a giocarci e parlarci anche se ovviamente non riceve risposta.

Sensi di colpa e paragoni

Paragoni se ne fanno da quando scopri di essere incinta, e così i sensi di colpa. Sto iniziando a farci l’abitudine, all’inizio la cosa più difficile è dividersi tra i due, rimbalzare da un poppante ad un duenne che sa il fatto suo. Ma poi passa e si trova la nuova dimensione, il fratellino cresce e inizia a dare soddisfazioni, il fratellone capisce che la mamma c’è sempre anche per lui.

Essere in 4 è bello

Vabbè siamo sei se contiamo i gatti, ma ora siamo proprio completi. E’ appagante e il giorno che me ne sono resa conto è stato illuminante.

C’è già più caos in casa e Andrea non parla neanche. Anche i nonni sono su di giri a badare a due nipoti.

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3 pensieri su “Riassunto delle puntate precedenti

  1. Noi l’altro giorno eravamo in macchina tutti e quattro ( cinque con la gatta) e non so, ci siamo sentiti davvero una famiglia completa. Anche se tra le notti a pezzi e l’opposizione del grande siamo distrutti.

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