Paragonar m’è dolce in questo mar..

Avevo sempre pensato: non paragonerò mio figlio agli altri bambini.
E invece ci sono cascata.
L’ho fatto prima con la figlia della mia amica, che è nata due giorni dopo di lui:  ecco lei afferra già le cose lui no.. ecco lei ride bene lui dopo due volte che sorride smette.
Ora mi ritrovo a farlo con chiunque.
E a volte mi preoccupo pure!
Mi continuo a ripetere che tutti bambini sono diversi, ma poi mi sono sorpresa a sponsorizzargli la manina perchè non le metteva ancora in bocca. O fargli afferrare il piedino, perchè lui non sa ancora di averli. O di farlo rotolare sul letto (questo lo diverte tra l’altro) così da fargli capire come si fa e magari invogliarlo a muoversi di più.

Poi lo guardo e penso che è bellissimo e simpaticissimo e non saranno queste cose a determinarne l’intelligenza. Almeno spero.

Ieri tra l’altro mi ha “parlato” per la prima volta. Mi ha fatto un tenerezza incredibile, e io, per educazione non ho potuto rispondergli, mi sento un po’ una cacca a ripensarci.

La scena è questa: casa degli amici dei nonni paterni, bimbo in braccio all’amica della nonna. Noi genitori arriviamo un po’ dopo, Ricky inizia a fissarmi e parlottare. Prima felice di vedermi, poi un po’ più preoccupato, ad ogni suo tentativo di comunicazione si alzava una risata perchè è proprio simpatico. Lui continua, si impegna sempre di più, inarcando la boccucia. Io inizio a fremere, capisco che mi stava chiamando, era il suo modo di dire: mamma che fai, mi lasci a questa sconosciuta??
Anche papà se ne accorge e accenna un “magari vuole andare dalla mamma..” che si perde nell’aria.  Il bimbo continua e ora diventa pure un po’ rosso per lo sforzo di chiamarmi, e mi fissa nonostante gli altri lo chiamino, mi fissa e ogni tanto guarda papà. Prenderlo dalle braccia dell’amica pare brutto, così gli prendo le manine e gli sorrido. Ma piccino lui non capisce, credo, perchè continua.
Alla fine lo prende la nonna, e per fortuna visto che la conosce smette di parlare e si tranquillizza lo stesso.
Però se ci ripenso penso quasi di avergli fatto uno sgarro, si stava impegnando con tutto se stesso per chiamarmi e io guardavo e sorridevo, per questioni di etichetta.
Sigh.

 

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5 pensieri su “Paragonar m’è dolce in questo mar..

  1. I raffronti sono naturali perché viene spontaneo osservare gli altri. C’è chi non ha capelli, chi borbotta qualcosa, chi è più curioso di altri. Insomma ogni bambino è diverso. Poi col tempo questi raffronti spariscono.
    I gorgogli o i borbotti dei piccoletti mettono tenerezza e spesso ci colgono di sorpresa.

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  2. Anch’io mi sono sempre detta che non avrei paragonato mia figlia agli altri bambini della sua età ma a volte è difficile, soprattutto perchè quando ti parlano degli altri bambini temo che enfatizzino ogni loro progresso quindi ti sembra che gli altri dormano di più, mangino con più gusto, si muovano e interagiscano di più. Ma sarà vero? Ad esempio, il bimbo della collega di una mia amica, nato due giorni dopo la mia, mangia la frutta a merenda e gli piace tantissimo, la mia serra la bocca e spinge la lingua, non si è ancora abituata al cucchiaino. Amen, avrà i suoi tempi, mi dico, l’importante è non farsi scoraggiare dai confronti e so che è difficlle!
    Anche a me è capitato che la mia, sballottata da qualche parente, cercasse di farsi riprendere da me. Per ora ho risolto con “ha fame” e con nonchalance me la sono ripresa ma andrà bene finchè la allatterò ancora.

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