Ritorno al futuro

Una volta a casa, diecimila cose cui pensare: i gatti prima di tutto, poi bisognava sistemare la roba dell’ospedale, organizzare gli spazi nel modo più adeguato, mangiare, bere e lavarsi..le piante, la roba stesa e quella da lavare. Dopo un tour de force eravamo a buon punto. Questo cosetto che non sembra neanche nostro, a volte uno se lo dimentica che c’è, altre invece vorresti davvero “darlo alla befana, che te lo tenga una settimana”…

“Eeeehhh!” (mio figlio vocalizza così al momento). Pronto tetta. Lui cicuccia.
“Eeeehhh!” pronto tetta, no, non ne vuoi? Però le manine in bocca? Uhm forse non ce n’è più..

Cavoli, e ora come mi regolo sulle aggiunte?

Inizia così un calvario tra internet, pediatri del consultorio, pediatra suo, mamma, papà, zii e amici. Consigli e nozioni più o meno scientifiche. Tutto questo nelle giornate più calde che ha fatto quest’anno.

Prima decidiamo una via “naturalista” do’ solo il mio latte, poi ci rinunciamo, la sera diamo l’aggiunta e lui ci fa dormire 4 ore tra una poppata e l’altra. Anche il secondo giorno a casa, fila via così.
Dai tutto sommato è facile.

Il giorno successivo però, forse causa caldo, il piccolo si attacca anche per un’ora ogni ora e mezza due. Sono sfinita. Piango per ogni cosa (forse la famigerata caduta degli ormoni?), quando vedo la foto di quando eravamo all’ospedale, quando gli canto la ninna nanna di quando ero piccola, quando Lui mi da un bacio. Passano i miei a darmi una mano e alla fine diamo l’aggiunta più che altro per farmi riposare un po’.
Forse c’è qualche problema Houston..

Passa un’altro giorno delirante (ormai il senso del tempo è vago, ricorda più un puzzle non assemblato, lo sai che i giorni sono uno dopo l’altro, ma non riesci a collegarli tra di loro). Arriva il tiralatte prestato e lo scalda biberon. Il secondo un grande affare! A me iniziano a prudere da morire le smagliature e dopo 15 euro per una crema inutile, ne scrocco una del pupo che sistema la questione. Ma adesso a prudere ci sono le bolle su braccia e gambe, forse dovute al caldo.

Eccoci qui il piccolo ha poco più di una settimana di vita, e sono quasi cinque giorni che è a casa con noi. E siamo ancora in alto mare..
Passa mia zia, che ci fa cadere in una bolla sospesa, lava i piatti, prepara qualcosa per cena, ci dice che dobbiamo rilassarci e fare come vogliamo perchè siamo noi i genitori, e tutti in qualche modo sono cresciuti. Sarà che ha due figli, sarà che è molto giovane e tranquilla. Fatto sta che rimaniamo in questo stato di beatitudine, che ovviamente scoppia poco dopo che lei se ne va..
E da lì la follia pura.

Houston abbiamo un problema!
Ecco di fatto il bambino non ha dormito in modo continuativo, da solo per più di 10 min dall’una del pomeriggio. Addosso a noi forse anche 15min se li è fatti, ma niente di più. Ho tirato fuori la tetta, l’altra, abbiamo sfoderato l’aggiunta che mi ero tirata col tiralatte. Tentato con una doppia dose di artificiale. Niente. Bere beveva (tranne forse l’ultimo biberon di cui non era molto convinto). Abbiamo cambiato pannolini, fatto spugnature con l’amido per rinfrescare. Cantano ninna nanne.
Non avrei mai pensato di arrivare così presto a vocalizzare “Ooooo ooooh”.
E mai e poi mai avrei pensato di farlo, tette al vento.
Abbiamo provato tutte le posizioni del kamasutra dei neonati. Siamo anche ricorsi al cicuccio! Sacrilegio!
Ma niente,
Il massimo che faceva era stare buono ma con gli occhi aperti.
E ormai si erano fatte le 23…

Io continuavo a pensare a quelle buffe cose che ti dicono tipo: riposati quando riposa lui! Si e quando? E sopratutto, quando mangio? Quando mangia lui? no perchè se no non ci siamo con le tempistiche!

Andiamo al pronto soccorso, chi altro chiami se no? In macchina il bimbo dorme, col ciuccio. Tentati di tornare a casa spegniamo un’attimo la macchina. Riparte. Bene allora andiamo.. Preso in braccio, torna a dormire.
Vabbè ormai siamo qui. All’accettazione già ci davano dei matti. Andiamo in pediatria e io spero di non trovare nessuna di quelle che conoscevo. E invece zac! La più antipatica, “Ah si mi ricordo di lei…” dice con tono acido.
Alla visita può andare una persona sola e mando Lui, se no la strozzo.

Il bimbo gode di ottima salute, forse ha solo caldo.

Una volta in macchina piange ovviamente per tutto il tragitto. A casa apro il distributore di latte, lui finalmente si attacca, e si addormenta con la tetta in bocca, io scivolo nel letto e me ne frego per la prima volta degli orari. Lui si sveglia autonomamente ogni 3, 4 ore quella notte.

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Un pensiero su “Ritorno al futuro

  1. Niente di nuovo sotto il sole! Ho sorriso perché ti vedevo indaffarrata come non pochi alle prese con le poppate.
    Mi sono tornati in mente le poppate di mia figlia. Metà latte di mia moglie e metà artificiale. Dramma. Pesa prima della poppata naturale, poppata mentre scaldavo quella artificiale. Pesata fine prima poppate, preparazione con la quantità giusta per il supplemento, poppata artificiale, nuova pesata. Dramma abbiamo sbagliato i calcoli, nuova aggiunta, mentre la figlia si addormenta. Svegliala, dai il secondo supplemento, nuova pesata, Tutto ok. Mentre la figlia dorme pacificamente, noi a sistemare tutto. Sterilizzare quello che c’è da sterilizzare. Guardi l’ora. Cavoli … ricomincia il valzer. Un vero incubo.
    Ti comprendo perfettamente!
    Coraggio! Quando avrai preso il ritmo vedrai che andrà meglio

    Mi piace

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