Era una notte buia e tempestosa…

Pioggia a dirotto, vento fresco, sveglia presto.

Il pensiero del ricovero era ovviamente predominante su qualsiasi altro pensiero.
Ci siamo decisi ad alzarci, prepariamo le ultime cose, Lui fa colazione, io mi rado, lavo, vesto. Nonostante sembrasse tanto presto ormai erano le 7 ed era proprio ora di andare.

Parcheggiamo vicino all’ospedale, un maxi ombrello non bastava a coprirci, siamo riusciti a inzupparci letteralmente fino al ginocchio, la strada per entrare in ospedale mai era sembra così lunga, io non avevo neanche un golfino a portata di mano quindi stavo anche morendo di freddo. Finalmente una volta dentro ci sediamo in sala d’attesa. Dove poi saremmo rimasti per più di due ore!

Iniziano a farmi un tracciato, il bimbo sta bene, poi mi danno la camera, ed essendo il mio primo ricovero sono talmente stordita, che non ho idea di come sistemarmi. Mi cambio: camicia da notte e ciabatte. Mi mettono un accesso venoso, primo prelievo, sono ormai le 10 e 30 e siamo finalmente pronti per inserire la fettuccia per l’induzione. Dopo un secondo tracciato, torno in camera, dove ci sono altre due donne. Loro mi guardano e ridono: “Come leggi?”, si leggo, la fettuccia non fa ancora effetto, infatti Lui decide di tornare un attimo a casa per mangiare e riposarsi un po’.
Ovviamente una volta che Lui è a casa iniziano i primi dolorini, le signore intanto vengono dimesse, rimango in stanza da sola. I dolori aumentano.
“Corri presto vieni che da sola non voglio stare!!”

Lui arriva e io sono ufficialmente piegata in due.
Quindi sono queste le doglie..

Dopo circa 4 ore di dolori ogni due minuti sono ad appena 3cm, mentre fantastico su epidurali e cesarei che non potrò mai avere, il tempo sembra non passare mai, mi dicono che il prossimo controllo me lo faranno alle 9 (in pratica non devo rompere le scatole fino a tale orario).
Le contrazioni e il dolore alla schiena cambiano, scendono più in basso, più intensi ma anche meno ravvicinati. Trovo una posizione comoda, mi assopisco quasi tra un dolore e un’altro mentre Lui mi massaggia la schiena, ho paura che si sia arrestando tutto il processo.
Mi alzo e sento un peso là sotto, voglia di spingere, chiamo il ginecologo e si corre in sala parto!

Vi risparmio i dettagli, ma è stato tutto sommato veloce.
Quando è uscito, dopo essermi accertata piangesse, ho solo egoisticamente ed egocentricamente pesato: “Cavoli, ce l’ho fatta! Ho partorito!!”. Il resto è stato tutto in discesa, Lui che è diventato ufficialmente papà, io strapazzata ancora dai medici, poi andando verso la camera un nugolo di parenti in attesa di vedere me stravolta e il piccolo stralunato.

Nella quiete della stanza vuota con il piccolo al mio fianco, non dormo tutta la notte; mentre fuori, nonostante sia il 18 luglio, piove a dirotto.

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2 pensieri su “Era una notte buia e tempestosa…

  1. Cronaca di un parto annunciato.
    Riccardo sta bene?
    Sembravi una veterana del parto. Senza paura, senza essere preda del panico, calma e rilassata. Alla fine è andato tutto bene,
    Aspettiamo le altre cronache. Prima poppata, ecc
    Un abbraccio

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    • Riccardo si sembra stia bene, ancora qualche problema col latte ma vedremo. Si il parto è stato stupendo a confronto della gravidanza. Ora bisogna vedere come sopravvivere a questi primi giorni!
      Appena ho tempo vi aggiorno 🙂

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