Consumare preferibilmente entro il: (ovvero piagnistei da scadenza)

IERI -2

Mia suocera voleva sentirmi al telefono. Ha iniziato a fare valutazioni via cavo sull’altezza della mia pancia: la sentivo più bassa? premeva di più? la vedevo diversa?, non sono stata a spiegarle – ma avrei dovuto farlo – che non c’entra niente, il piccolo può scendere all’ultimo. Poi ha chiesto se mia madre il giorno prima mi aveva vista diversa, se aveva detto qualcosa riguardo la pancia, ho risposto: “Mia madre ha solo detto che partorirebbe al posto mio, potesse”. Non fa, per fortuna, valutazioni di questo tipo.
Poi abbiamo cambiato argomento e siamo passati alle contrazioni: ne avevo avute altre? quanto erano durate? la pancia era dura? erano state dolorose?
E già qui stavo avendo una crisi di nervi..
Ma non è tutto, perchè l’argomento successivo è stato: “Appena succede qualcosa chiama che vengo a casa!”
“..e a fare che?”
“Giusto, vengo in ospedale!”
“E a fare che?”, no non le ho risposto così sta volta.. ma ho messo questo significato in una risposta più velata, le ho ricordato i patti: appena siamo sicuri che si sta muovendo qualcosa avvisiamo, ma voi non venite, poi quando sta per nascere (tipo la testa si vede) Lui vi avvisa e potete iniziare a venire.
Lei era disperata da questa notizia che le giungeva nuova.. “Ma tua madre non vuole vedere e sentire???” risponde quasi in preda al panico.
“No, mia madr… Scusa ma vedere e sentire cosa? Che non vi fanno comunque andare oltre la sala d’attesa, io sarò da un’altra parte e Lui non potrà neanche uscire! E poi te l’ho detto in ospedale ci hanno chiesto di evitare di far venire parenti durante il travaglio!”
“Ma neanche i nonni??”
E questo è un riassunto delle tre volte che abbiamo rifatto lo stesso discorso, al quarto giro per fortuna Lui mi ha fatto cenno di passargliela così da chiudere questo circolo vizioso.
Io sono andata nell’altra camera, mi sono messa al pc, e sono scoppiata a piangere.
Un pianto disperato, rumoroso e lacrimoso.
Lui non capiva neanche come mai era scoppiato così esagerato.

Io si, tutte le paure, tutte le angosce del parto mie, moltiplicate per l’insistenza di sua madre che trepidava assaporando il grande giorno. Ma io non so neanche bene il perchè sto facendo tutto questo, la paura del parto, del dolore, del fatto che possa accadere qualcosa di storto. Perchè tutto questo? In più non è solo lei che chiama di continuo (tra l’altro aveva già chiamato il mattino..) ma ci sono anche i miei che chiamano chiedendo un generico “Tutto bene?” che cela altrettanta trepidazione, ma un po’ più garbata. Ci sono gli amici, gli altri parenti. C’è il padre che continua a chiedere quando nasce.
Ci sono io, sono io che devo farlo nascere e che ho paura, e sono stanca e sono tutta rotta e nervosa.
Per cui ho pianto fino a farmi venire voglia di rimettere.
Poi per fortuna sono riscita a tranquillizzarmi.

Per poi ricominciare a piangere verso mezzanotte, nel caldo afoso, senza che Lui capisse davvero il perchè. Senza che io riuscissi a fargli comprendere tutte le sfumature delle mie paure.

OGGI -1

Ultima sveglia alle sette, non ce l’ho più fatta mi sono alza, ho iniziato a sgranocchiare biscotti. Poi annoiata ho ritirato la roba stesa e preparato un’altra lavatrice. Ho sistemato un po’ la cucina, coccolato il gatto.
Otto e mezza, finalmente lui si sveglia: “Cosa c’è, tutto bene?”
Evidentemente no.
La pancia è dura ma niente di particolare, sono sempre più nervosa, la schiena è bloccata e la testa è pesante.
Sono ripartita a piangere.
“Dai usciamo un po’ così ti svaghi!”
“Non me la sento… mi vai a prendere una brioches?”
“Vieni anche tu, dai!”
“No non me la sento, vabbè mi mangio un frutto…”
“Ma adesso la voglio io la brioches, dai vado a prenderla!”
“No non mi va più”

Poi lui ha fatto colazione, io ho mangiato una percoca.

“Facciamo qualcosa dai!”
“Vorrei, ma cosa? vorrei andare al fresco, vorrei fare una gita, ma ogni luogo che mi viene in mente è lontano!”
“…si anche a me vengono in mente solo posti lontani…”
“…o difficili da raggiungere a piedi con la pancia.”
“Andiamo ad un museo!”
“Quale?”
“Quello della montagna, ci dovevamo andare, poi è in collina è fa più fresco!”
“Ok, se non costa troppo però..”
“10 euro a testa… ok niente museo.”

Grandi giornate si prospettano davanti a noi se non nasci presto Riccardo!
Inoltre c’è il rischio che mi esci fuori depresso e dipendente dagli zuccheri se continui a stare lì dentro! Visto che tua mamma piange sempre e mangia un sacco di cose dolci..ultimamente.

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