Panico dell’ultimo minuto

Avete presente il panico che pare sia tipico del giorno delle nozze? Prima tutto bello, poi quando indossi il vestito, ti sistemi, parte il panico e i ripensamenti: “Ma starò facendo la cosa giusta? Mi sarò rovinando la vita? Ma stavamo tanto bene anche prima!”. Questo sopratutto in quei matrimoni classici, dove la coppia non ha mai convissuto e si conosce poco.

Ecco alla fine dell’ottavo mese, nei momenti in cui sono più stanca o sola, ecco affiora quel panico da ultimo minuto. E allora, nella notte, quando Lui dorme beato, e neanche il gatto mi segue per farmi compagnia mentre vado in bagno, penso:

Ma sarò in grado di fare da madre? Non mi sento più figlia da un po’, ma questo basta?
Ma non sono troppo piccola? C’è questo strano conflitto dentro di me, per cui mi sento forte e indipendente ma allo stesso tempo mi sento ancora piccola e la società non fa che confermare che “…18anni sono pochi, per promettersi il futuro..” (io Lui l’ho conosciuto quando avevo 19 anni e siamo insieme da allora…).
Avrò pazienza con il piccolo? Che già ora quando tira troppi calci mi vengono i nervi?
Sarò in grado di proteggerlo? E non dico dalle cadute, dalle malattie, no io penso ai bulletti a scuola (che fanno paura un po’ anche a me), oppure dalle persone che vogliono imbrogliarlo in modo più sottile..
Sarò in grado di riconoscere e affrontare in modo adeguato situazioni difficili come disturbi alimentali o psicologici? 

Il fatto è che da quando abbiamo iniziato a pensarci, fino poi a quando è successo, avevamo un’idea comune e idilliaca della famiglia. Poi iniziati i problemi e i lunghi mesi della gravidanza, quei pensieri sono sfumati per poi scomparire del tutto sommersi da: nausee, vomito, dolori, fastidi, ma anche dal lavoro di Lui che l’ha impegnato molto in questo periodo, dal mutuo che non arriva, persino dal materasso del lettino che non arrivava! *

I mesi centrali della gravidanza non ti fanno capire davvero cosa sta succedendo, di fatto ti riposi un po’ dalle fatiche precedenti (sempre se non ti è andato tutto liscio). E’ verso la fine che questo piccolo Alien che ti rotola dentro inizia a farti un po’ paura. Fa paura perchè anche se informe (sarà la testa o il sedere? quella cosa era una mano, un piede o un ginocchio??) lo senti vivo e presente, partecipe di quello che accade all’esterno (sente musica, voci famigliari, si muove di più quando la nonna lo tocca o il papà si avvicina).

Volevamo una famiglia, allargarla, ma non sto creando un bambolotto, sto creando una vita. Ecco di questa cosa ancora non riesco a capacitarmi di come sia possibile. Il processo l’ho già visto avvenire in cani e gatti, e meno spesso in persone. La pancia cresce, si gonfia, poi esce un essere nuovo. Mi pareva normale e logico. Ora non riesco a capire bene la connessione delle cose. Non riesco più ad immaginare come allora, il futuro.

E io non posso scappare dall’altare ormai. Devo attendere con ansia la cerimonia (travaglio e parto, mi tormentano come ogni futura madre..), superare il pranzo (i giorni all’ospedale che saranno belli e impegnativi allo stesso tempo) e i balli di gruppo ( le orde di parenti e amici in trasferta per vedere il nuovo nato) per poi trovarti sola, con tuo marito che neanche conosci bene dopo tutto, nella stanza da letto (io, Lui e il bambino, soli in una casa silenziosa, con due gatti neri curiosi..).

La città incantata

Fortunatamente il mattino, un po’ più riposata e con un po’ più di luce intorno a me, questi pensieri si infilano di nuovo negli angoli della casa come la polvere.

* Forse ne avevo già parlato di questa cosa.. ma non trovo dove, perdonatemi la ripetizione, nel caso!

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5 pensieri su “Panico dell’ultimo minuto

  1. Pensieri sani, giusti, legittimi, in chi ha una testa sulle spalle ed è abituato a porsi delle domande che vadano un po’ “oltre”. Io lo faccio da trentun anni su ogni cosa importante della mia vita, c’è chi sostiene che non sappia godermi davvero le cose per questa tendenza a scannerizzare tutto. Ma nel mio modo di ragionare, fare così significa dare importanza e peso ai grandi eventi della mia vita. Avere la capacità di guardarmi dal di fuori, pormi il problema di cosa succederà “dopo”.
    Con Vittorio è stato così (toxoplasmosi a parte, che per i due mesi più cruciali mi ha rovinato l’esistenza fino al parto): come sarà dopo? Cosa cambierà? Non stavamo bene anche senza?
    Non voglio preoccuparti, perché ripeto: è un atteggiamento sano, però sappi che io queste domande me le pongo ancora, nonostante mio figlio abbia nove mesi e qualcosa 🙂
    Un forte abbraccio e goditi questi ultimi scorci di gravidanza 🙂

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  2. mamma mia quanto mi ricordi me!!! Io per altro sono figlia unica, senza amiche strette con figli….insomma, avevo zero esperienza con i neonati e per quanto anche noi volessimo una famiglia ho avuto i tuoi stessi pensieri. Beh…poi sono peggiorati, quando è nato! ahahah! mi aspettavo scene idilliache…e invece la prima cosa che mi ha assalito è stata la paura….l’amore (a valanghe) è arrivato dopo…se vuoi qui c’è la mia esperienza http://www.mammaorachefaccio.com/2013/04/bugie-aspettative-e-baby-blues.html

    comunque quel po’ che ho imparato in questi due mesi è che tutto viene più spontaneo di quello che pensavo 🙂 sono sicura che sarai una mamma sensibile, ironica (che per un bambino è importante) e intelligente…
    ma io ero passata anche per lasciarti un altro premio, non so se ce l’hai (ti sei fatta i cavoli tuoi ad assegnarmi quel LIEBSTER BLOG AWARD a suo tempo! 😀 hihihi

    eccolo qui:

    http://www.mammaorachefaccio.com/2013/05/ed-ecco-il-terzo-premio-per-il.html

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    • 🙂 ..sono anche io figlia unica e non ho amiche con figli, amiche intime perlomeno!

      Per il premio ti ringrazio molto 🙂 ma di sicuro ci metterò un sacco, per il LIEBSTER ci avrò messo un mese da quando mi hanno comunicato la cosa :p ma non disperare!

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  3. Pingback: 05:00 | Cook and the baby

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