Quello che le mamme non dicono

Altro libro finito:

Carino, avevo già iniziato a leggere il blog e quindi conoscevo già lo stile.
Mi sono bloccata quando c’era il capitolo nascita, non volevo più andare avanti..quasi per invidia (ma questo è un problema mio temporaneo :p). Poi ho finalmente superato la cosa e sono arrivata al capitolo del baby blues e devo dire che è stato quello che mi è piaciuto di più. Temevo proprio quello che viene raccontato e leggendo l’ho presa come una conferma un po’ preoccupante, ma vedendo che c’è luce alla fine del tunnel ha avuto comunque un effetto rassicurante.
Ammetto che è stato facile immedesimarsi o in ciò che scriveva perchè mi ci sono ritrovata sotto diversi aspetti: abito in un bilocale al quarto piano senza ascensore, sono molto giovane (in verità più di lei), non sono di quelle mamme PucciPucci che si sciolgono alla vista dei calzini mignon, e i bambini mi ispirano di più quando passano dalla versione “mangio,dormo,cago” alla versione più “interattiva”.
Però non sono mai stata una taglia 40, bionda, tacchi alti e propensione alla carriera. Niente aperitivi e balli sfrenati. E più di tutto, il mio pupo è stato cercato. Per cui certe parti del libro le ho vissute un un po’ meno.
Ma è comunque un libro consigliatissimo (che può sempre essere integrato  o continuato col blog) perchè vi fa sentire un po’ meno sole, se non vi sentite la solita mamma chioccia latte&zucchero ma tendete ad uno stile più alternativo.

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