L’invidia è donna

Nella mia sfera amicale (oddio esiste la parola amicale!), io sono da una parte la prima che diventa mamma, dall’altra invece ho già chi ha aperto la strada per me.

Nella prima sfera possiamo raccogliere gioia, stupore e invidia, oltre che odio profondo. In alcuni casi frustrazione. A volte anche più sentimenti contrastanti insieme. Per alcune sono e sarò un punto di riferimento (mille domante su esami e sensazioni), per altre l’argomento è quasi tabù. Si dilettano più che altro con battutine tipo “Eh per un po’ dì addio alla tua vita.”, “Come va la pancia? Cresce?” (e tra se e sè: pure il tuo culone non sarà da meno!). Infine ci sono  le desaparecidos, cioè quelle che non si sono più fatte sentire da quando hanno saputo la notizia.

Nella seconda sfera troviamo mamme chioccia che ti guardano con la tenerezza di chi pensa: “Poveraccia è questo è solo l’inizio!”. E ti dicono in coro ” Goditi questi mesi, con tutti che ti coccolano, che poi non succede più!” ecco grazie, a me già questi mesi sembravano una tortura, me li dovrei pure godere!
Alcune si fermano a chiedere ed ascoltare (sono quelle che preferisco), al massimo gli scappa un: “No io quell’esame schifoso non l’ho dovuto fare! Io a sei mesi avevo già preso 8kg, però sono tornata nel mio peso un mese dopo il parto, due mesi dopo ho peso tre chili allattando.” (bastarda).

Altre invece ti trattano con quell’affetto quasi paternale del tipo: “Io sarò sempre mamma da 5 giorni più di te, quindi per me tu sarai sempre e comunque una pivella!”. Appena tu ti dici qualcosa sui calcetti loro ti dicono: “Ah ma questo è niente poi sono peggio!”; appena dici che sei stanca dicono: “Ma sei già stanca?? Aspetta il settimo mese!”.

Ma quelle che odio di più sono l’evoluzione di queste ultime, ovvero le mamme che oltre a considerarti pivelle, non considerano quello che ti è successo, ma solo la splendida gravidanza che è capitata loro (giusto due nausee che fa fine e non impegna, erano allupate e facevano sesso come coniglie in calore, mangiavano quello che volevano, uscivano tutti i giorni e mostravano la panza in giro).

Così al tuo: “Io non ce la faccio più.”: frutto di tre mesi di vomito a tutte le ore e nausee che rasentavano il ridicolo (“Ma non c’è nessun odore tesoro!”, “Io lo sento lo stesso! Chiudiamoci in camera finchè non passa!”); reduce da due influenze che ti hanno ridotto uno straccio, nei mesi che sarebbero dovuti essere i più belli; reduce da mesi senza sesso, ma con sogni erotici che fanno impallidire Rocco Siffreddi (e che il tuo lui si scopre piacevolmente interessato a conoscere fin nei minimi dettagli, girando così il dito nella piaga).
Loro rispondono sempre candide che è solo l’inizio, e tu non puoi ribattere, perchè tu sei solo al sesto mese e loro sono già madri da tempo.
Quindi vincono loro, stop.
Non c’è partita.

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3 pensieri su “L’invidia è donna

  1. Ti sei dimenticata una categoria, quelle che “Io di più”.
    La loro gravidanza è stata più pesante della tua (e di quella di chiunque altro), il loro parto il più devastante, la loro ripresa la più impossibile.
    Non ti ascoltano, e soprattutto, non ti lasciano il “palocoscenico” neanche per un secondo perchè ad ogni osservazione fatta a te, o da te, intervengono con l’enumerazione delle piaghe cui la loro gravidanza le ha sottoposte.
    ….
    🙂

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