Intrattenimento da attesa

Sta mattina mi sono persa una puntata di Everwood, perché lui è rimasto a casa per finire un lavoro. Sono le primissime puntate, che stanno ridando su mediaset, almeno ho un appuntamento fisso tutte le mattine. Ricordo che da ragazzina quando lo guardavo insieme a mia madre mi ritrovavo sempre in qualcosa che succedeva nella puntata, e finivamo col guardarci come dire “allora l’adolescenza è uguale proprio per tutti”.

Ieri sera siamo andati a comprare un libro di fiabe, ho voluto prenderlo per due motivi: uno è che comprare già un vestitino mi sembra estremamente prematuro, voglio almeno iniziare a sentirlo e magari sentirmi un po’ più incinta, due è che tanto la tentazione di prenderlo ce l’avevo già per cui questa era una scusa perfetta. La scusa è che ho bisogno di sentirmi più incinta, di ricordarmi perché l’abbiamo fatto, invece di ricordarmi solo della nausea e del vomito.

Il libro che abbiamo preso è la raccolta dei racconti della serie Boscodirovo dell’autrice Jill Barklem. L’avevo notato nelle librerie durante gli acquisti di natale, ma non ricordavo il titolo, ricordavo solo che di sicuro avevo letto qualcosa quando ero piccola. Cercandolo a casa ho trovato quello che mi ricordavo, ma non era della serie Boscodirovo ma questo era un BoscoVivo. Vabbè, allora siamo andati a prendere questa raccolta. Letta la prefazione ci siamo innamorati dello stile di questa scrittrice, dice di aver fatto ricerche per creare un mondo che fosse il più possibile realistico per un topolino. E leggendo una qualsiasi delle storie del libro si può ritrovare questa cura in frasi come “la zuppa fumante di nocciole” oppure “un the alle foglie di rovo”, ricreando così un mondo completamente coerente e avvolgente.
Per non parlare dei disegni che sono davvero deliziosi, sembrano fatti a matita, non sono perfetti sono leggermente sfocati nei contorni, e al tempo stesso dettagliatissimi. Appena me la sento voglio provare a rifarli, una volta me la cavavo a disegnare, chissà se ho perso tutto oppure no.

Tra l’altro ne ho parlato a mia madre che dice che avevo un libro di quella serie, ma non l’abbiamo trovato, poi mi dice: ma tu avevi fatto anche un disegno una volta.. E’ vero da piccola avevo rifatto un disegno microscopico di un segnalibro rosa che aveva mia madre e che mi piaceva un sacco, sono andata a cercarlo (me l’ero fatto regalare alla fine) e ho scoperto che era proprio un segnalibro di questa serie!

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