5 settimane e 1/2

Torniamo indietro di qualche settimana…

Ovvero alla 5°, settimana in cui non avevo nessunissimo sintomo. Evviva direte voi. E invece chi non ha sintomi è solo nel panico perché non si sente incinta, perché pensa che qualcosa non va. E inizi a pensare: magari avessi un po’ di nausea, un po’ di sonno, perché non faccio litri di pipì!! Ci vorrebbe proprio un po’ di quella nausea che nei film e nei telefilm è il più sicuro test di gravidanza. Una donna vomita? Allora è incinta, in genere alle primissime settimane.

FALSO assolutamente falso. Infatti alla mia 5° settimana non avevo assolutamente nulla, e il mio fidato libro sulla gravidanza (che dopo il 4° test positivo sono corsa a comprare) mi rassicura dicendo che se non ho ancora nessun sintomo sono ancora in tempo, e in genere alla 6° settimana qualcosa arriva.

E precisa come un orologio svizzero di cioccolato, alla sesta settimana arriva la famigerata nausea.

Che è diversa da quella che normalmente uno conosce, infatti il mio compagno mi guardava mangiare biscotti (appena dopo aver detto che avevo la nausea) e diceva: “secondo me la tua non è nausea, mangi sempre!”. Non fatevi buttare giù da questi commenti, quella è nausea, è la nausea da gravidanza, quella che un secondo prima vi fa trattenere il respiro e quasi correre in bagno e un momento dopo vi fa afferrare un biscotto. E i biscotti iniziano ad apparire nella borsa, sul comodino, nelle tasche e quasi quasi vi viene voglia di tenerne uno anche in bagno.

I gusti iniziano a cambiare, non sembra vero ma da gran gourmet che eravate passate ad un surrogato della Parodi. Gli odori vi fanno tremare e fuggire e fare cose strane. Dalla sesta settimana ho iniziato a fare riti satanici (come li chiama il mio compagno) davanti alla porta di casa, perché una delle vicine non bene identificata dalle 10 del mattino inizia a cucinare le pietanze più pesanti e puzzose che esistano, così io accendo incensi, candele, spruzzo profumi davanti alla porta di ingresso.

PrimaSezVerdure

Le verdure che amavo sono state bandite dalla nostra casa, regalate e non comprate più perché ora il solo pensiero mi fa salire “lo schifo”, ovvero quella sensazione non bene identificata tra nausea e vomito ma che si risolve nel nulla.

Il secondo mese passa così tra nausea, preparazione di cibi super veloci, areazione continua della casa per purificarla dagli odori di cibo e abbandono delle pulizia e dell’ordine generale. Si perché lavare i piatti è un’esperienza raccapricciante, quanto pulire il bagno quando hai la nausea e un naso con cui potresti cercare tartufi.

E dato che la nausea stanca molto, oltre alla stanchezza normale che provoca qualche pisolino inconsueto per una come me, sistemare e spolverare sono l’ultimo dei tuoi pensieri.

Il divano (o il letto) diventano il tuo regno, eccovi la regina dei cuscini (e dei biscotti).

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