Aspettando di aspettare

Abbiamo preso la decisione circa un anno fa,  qualche mese dopo abbiamo fatto degli esami preventivi del sangue per escludere alcuni problemi e poi ho iniziato a prendere l’acido folico.

Alla fine del secondo mese di acido folico eravamo indecisi se iniziare a fare qualche “tentativo”, ma mi sentivo quasi una madre irresponsabile a non prendere l’acido folico per tutti i tre mesi consigliati, così abbiamo lasciato perdere.

Quando finalmente abbiamo iniziato a cercare sembrava non arrivare mai. Il primo mese è passato di prova, dal secondo però l’ansia dell’arrivo dell’ovulazione, durante l’ovulazione lo stress di coprire tutti i giorni fertili, e dopo l’angoscia dell’attesa, per non parlare della frustrazione quando quella linea non compariva e non compariva mese dopo mese. Giorni di ansia, abbiamo provato con il pompelmo (uno schifo inutile), con gli stick ovulatori, con il lievito di birra e abbiamo iniziato così a temere di avere qualcosa che non andava, mentre mese dopo mese, continuavo a prendere l’acido folico.

Alla fine quello che forse è servito di più è stato andare al mare dieci giorni, svagarsi e dimenticarsi di tutto. Infatti il mese dopo le vacanze, incredibilmente la linea rosa che non riuscivo neanche a immaginare potesse mai apparire, si è colorata, inequivocabilmente.

Bismama su Donnamoderna

Dopo ben quattro test positivi ho iniziato a crederci un po’ di più. Ma dal momento in cui sono rimasta incinta, sono iniziate le paure. Paura di un uovo cieco, paura di un’extrauterina, paura che qualcosa non andasse, di un aborto spontaneo, non sono diventata paranoica, però sotto sotto quei pensieri c’erano sempre. Inoltre le paure erano fomentate da zero sintomi e perdite di sangue. A circa sette settimane siamo così approdati al pronto soccorso dove dopo un’ora di attesa, sono stata visitata, poi con una sonda interna la dottoressa ha iniziato a cercare l’embrione. Sono stati attimi di panico perché subito era tutto nero, poi tutto grigio e poi si è visto solo un ovale nero. Ero tranquilla ma ho iniziato a pensare al peggio, quando d’improvviso ho visto uno sfarfallare, prima che lei dicesse che cos’era, io avevo capito. E il mio cuore e il mio respiro hanno iniziato a correre tanto che mi ha dovuto far trattenere il respiro prima di poter fare le misurazioni, perché mi muovevo troppo!

Il suo cuoricino era lì, che batteva forte, si vedeva nettamente il profilo del viso e in quel momento ho avuto la sensazione di disturbarlo quasi. Quel piccolo estraneo, quieto dentro la mia pancia era il mio bambino.

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