Un giorno riderai di tutto questo #0

Inauguriamo una nuova rubrica per ricordare quelle giornate fantastiche che fanno montare il nervoso più della panna, magari un giorno ci riderò su.

Da sta mattina sono successe:

io sto male, evvabbè ho quest’influenza intestinale che mi sta buttando un po’ giù, per cui varie ed eventuali corse in bagno

Ricky voleva il latte, no non lo voleva

Ricky voleva un grissino, Andy spiaccica un’altro grissino sul divano

Ricky ha ancora fame, prende il barattolo del miele “mamma è aperto” il barattolo che era stato chiuso male, perchè è stato chiuso male??, colava dal tappo una volta capovolto da Ricky che si è riempito la mano di miele che è ulteriormente colato per terra, pulisco miele.

Andy vuole dormire ma invece si prendere solo le coccole

accarezzo la gatta che è appiccicosa, “ho dato il miele al gatto mamma!”, pulisco il gatto

perchè non colorate? “Andrea no per terra!!!”  “Mamma io coloro il gatto!” fortuna che era quello di peluches

“Mamma vieni che sei Peter Pan” nel mentre che mi avvicino per dire che stavo pulendo il bagno sarei arrivata tra poco, Andy mi prende la mano “Mamma mamma mamma” e mi riporta a colorare, appena mi allontano mi viene a riprendere, ad un certo punto non mi vede (stavo cambiando canzone su spotify) inizia a vagare per casa “mamma mamma mamma” cercandomi

preparo pranzo, Andy vuole davvero dormire

“Ricky ecco la pasta, metto anche un po’ di prosciutto?” “Si mamma”, viene a prendersi il piatto, ci sediamo “io non la mangio la salsa piccante” allontanando il prosciutto

la gatta ha iniziato a lamentarsi, ha poi vomitato per fortuna sul balcone

devo stendere, no aspetta prima devo ritirare la roba che era già stesa, no aspetta cosa cavolo ho pestato? ah, è solo il vomito del gatto! Pulisco vomito del gatto

La rubrica per ora è terminata, la giornata però è solo a metà, potrebbero esserci degli aggiornamenti.

E’ tutto perfetto

Ora che il trambusto è finito, ora che tutto sta lentamente prendendo forma finalmente.

Ora che sono sempre stanca ma più felice.

Ora che non ho più questa necessità di scappare, perchè riesco ad uscire ogni tanto.

Ora che mi guardo indietro e vedo tutto quello che è successo penso che tutto è perfetto così com’è. Che forse doveva proprio andare così.
Se fosse stato Andy il primogenito forse avrei mollato l’allattamento perchè il dolore che provavo non era derivato da un attacco scorretto, ma da come succhiava lui. L’esperienza che ho fatto con Ricky più delicato mi ha permesso di smettere di allattare due mesi per riprendere quando la furia di Andy si era un po’ placata, non l’avrei mai fatto senza esperienza.
L’energia di Ricky come secondo figlio mi avrebbe distrutta, visto che di base uno è più stanco al secondo figlio. Ora posso godermi le passeggiate col piccolo, per la sua calma, il fatto che sorride a tutti, posso camminare per mano con lui. Con Ricky non era possibile, ora si.
Andy ci ha fatto impazzire la notte, fosse stato il primo non so se avrei retto tra lo choc dell’essere diventata mamma, l’allattamento e pure le notti insonni.
Ricky a un anno parlava e camminava ed è stata una manna, non chiedevo altro. Andy ancora non parla, si fa capire con qualche parola. Ma è il secondo, e ho anche più voglia di godermelo piccolo.

E ora vederli già giocare insieme o fare comunella, ripaga tutte le fatiche di averli avuti vicini.

Citando la Mannoia “la vita è perfetta”.

Sì la mia tata si chiama Tv

Lo ammetto vostro onore la mia tata è la tv.

Perchè a volte voglio solo cucinare in pace. Perchè ci provo a portare il piccolo nel seggiolone in cucina ma se non vede abbastanza si arrabbia, piange, grida pappa pappa. Se lo metto giù urla, piange e grida pappa pappa, chiede di essere preso in braccio. Allora attacco Nemo e nelle pause sto con loro sul divano, li abbraccio e commentiamo riguardo la cattiveria di Bruto.

Perchè a volte sono stanca, triste o loro sono particolarmente agitati e io impazzisco. Allora ci mettiamo tutti a guardare Inside Out con i suoi ricordi bass come li chiama Ricky e io mi riposo un pochino, mi riprendo.

Perchè a volte devo andare a prendere qualcosa in macchina che mi sono dimenticata che scongela o che so io arriva il postino e allora per essere sicura non vaghino per la casa metto Dragon Trainer e faccio a due a due gli scalini per scendere e salire con la spesa.

Perchè non avrebbe senso prendere una tata per circa due ore al giorno totali, in momenti non ben precisati infondo no? Perchè ci sono giorni che passano lievi e altri che invece sono pesanti. Perchè a volte è vero forse vedono troppi cartoni, ma altre non ne vedono proprio.
Perchè comunque io sono sempre lì con loro a controllare e commentare.
Perchè i cartoni li scelgo prima io e poi loro, ma non ci sono pubblicità e non ci sono cose brutte o stupide.
Perchè se dico “Basta cartoni, leggiamo un libro?” la risposta è sempre sì.

Perchè una volte c’era il cortile, c’era la famiglia allargata e i bambini non venivano così seguiti.

Perchè ora c’è chi mi dice che no non guarda ancora nulla in televisione, però poi il piccolo viene lasciato al nido tutto il giorno anche se la mamma è casa e non lavora.

Perchè sarà anche vero che si rimbambiscono un po’ davanti alla televisione ma è anche vero che ora i bambini sono iperstimolati, e un cartone può essere un momento per fare una pausa anche per loro o per imparare: stando insieme davanti alla televisione e spiegando, rispondendo alle domande possono ampliare il lessico e scoprire cose nuove.

Ecco!

Harry Potter ha figliato

Ultimamente sono riuscita a riprendere a leggere, dopo tanto. E dopo un periodo in cui le mie letture erano prettamente “accademiche” e rivolte a problemi nell’educazione dei miei figli, da poco sono tornata a leggere per puro piacere e così ho scelto Harry Potter e la maledizione dell’erede.

Inizio parlando del tema che di per sé ho trovato interessante: gli attriti tra padre e figlio adolescente arricchiti dall’invidia del figlio rispetto la sua fama. Riguardo invece il modo in cui è scritto ho letto in giro che c’è chi lo paragona alla funfiction e che dire, gli do ragione.
Tutta la storia sembra scritta da qualche appassionato (appassionato è una persona che comunque non conosce proprio tutta la storia e il mondo che c’è dietro questa lunga e complessa saga), in modo goffo e infantile. La storia è ridondante (quanti viaggi nel tempo fanno??) e non molto originale (toh un titolo a caso Ritorno al futuro vi dice niente?), ma questo è il meno. I dialoghi eccessivamente esplicativi e sempliciotti, alla lunga annoiava leggerli, figuriamoci sentirli.

Riguardo il fatto che sia una sceneggiatura teatrale ammetto che non mi ha dato eccessivamente fastidio, il problema piuttosto era immaginarsi quello che veniva descritto a teatro appunto! Fosse stata una sceneggiatura cinematografica ok: arrivano i mangiamorte, sappiamo come sono fatti come succhiano le anime, ma a teatro come cavolo fanno a renderlo??? O tutti quei cambi scena, o il fatto che ad un certo punto un incantesimo blocca i personaggi con delle corde luminose, o le pozioni polisucco: che fanno si doppiano a vicenda?

L’altra cosa che mi chiedevo invece era riguardo a come potrebbero invece gestire alcune cose nell’eventuale film che già tutti acclamano. Tutti quei salti nel tempo? Alcune cose ci possono stare si monta su vecchie scene, ma quando c’è interazione con i personaggi che ormai sono adulti? Una fra tutte il dialogo con Mirtilla Malcontenta, sarà invecchiata un pochino no? Se mettessero davvero tutti nuovi attori non so quanto sarebbe interessante il risultato.

L’impressione generale è che sia un lavoro fatto di fretta, e non da adulti magari scritto dal figlio della Rowling e non da lei stessa, che firma la sceneggiatura ma sembra fare solo quello. Inoltre mi stupisce non abbiano davvero pensato a fruttare la cosa al cinema facendo una trama così piena di flashback.

Come dicono in molti non aggiunge niente, e non serve neanche molto a riassaporare l’atmosfera della saga in quanto è molto rarefatta e basata più che altro sui vecchi personaggi e non sull’ambientazione nel mondo magico. Peccato, si poteva creare qualcosa di bello nel mondo di Harry, anche senza far di Harry il diretto interessato della trama.

E’ più facile essere Wonder Woman!

E’ un periodo complesso, Ricky ha iniziato la scuola materna ed è parecchio in crisi, Andy fa sempre quello che vuole rispetto al dormire di notte, io ho iniziato una specie di collaborazione sporadica e il lavoro di Lui sta mostrando qualche insidia.

Da quando è iniziato l’asilo faccio più fatica a gestire la casa, ho sempre una lavatrice di troppo da fare che non riesco a far asciugare e successivamente a stirare la biancheria, in casa c’è sempre disordine ma anche un velo persistente di sporco che io tolgo più volte al giorno ma sembra aver preso residenza al posto nostro.

Arranco sempre un po’, speravo di avere più tempo ma invece non ne ho molto di più (tra andare e tornare dall’asilo con i due bimbi, e Ricky che non si ferma ancora tutto il giorno perchè appunto non si trova ancora bene a scuola) mi lascio sempre dietro qualcosa, forse è solo questione di avere nuove abitudini certo, ma intanto regna il caos.

A questo si aggiunge che io e Lui vorremmo riappropriarci dei nostri spazi e quindi oggi Lui è fuori a cena con gli amici e io andrò coi miei sabato. In più Ricky non sta tanto bene per cui proprio oggi non è andato a scuola e io oggi dovevo stare tutto il giorno con i bimbi. Panico?!

No: ho sistemato casa per bene, abbiamo mangiato, ho giocato un pochino con i bimbi, ho fatto una lavatrice e l’ho stesa (non banale come cosa a volte), ci siamo fatti il bagno, ho preparato cena, ho letto loro dei libri, li ho messi a letto. E alle nove e mezza incredibilmente erano tutti e due a letto. Poi ho scopato per terra, ho sistemato la cucina e preparato la torta per domani, e ora sto anche scrivendo mentre guardo la tv.

E’ stato facile.

E’ molto più difficile invece fare tutto questo quando c’è Lui. Perchè?
Perchè se si può far conto su qualcuno ci si lascia andare più facilmente alla pigrizia? Perchè gestire solo se stessi è più facile? Perchè uno si predispone mentalmente in maniera diversa?
Forse per tutte queste cose.

Ma credetemi farsi aiutare, essere rilassati, imperfetti ed ammetterlo, è incredibilmente più difficile che fare la Wonder Woman!